Aree verdi nelle aree sanitarie: in arrivo i fondi per la gestione sostenibile

Nel decreto dirigenziale 29 novembre 2018, n. 375, le attività ammesse, le modalità di accesso ai fondi e la tempistica per l'inoltro delle richieste

Approvato il programma di interventi per la gestione sostenibile delle aree verdi di pertinenza delle strutture sanitarie pubbliche o accreditate presso il servizio sanitario nazionale. Lo rende noto un comunicato del ministero dell'Ambiente, della tutela del territorio e del mare pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 gennaio 2019, n. 24.

Sono ammessi agli incentivi gli interventi in grado di determinare una documentata riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di COe che rientrano in una di queste categorie:

  • gestione sostenibile dell’irrigazione delle areeverdi;
  • manutenzione sostenibile delle areeverdi;
  • gestione dei residui dell’attività di potatura, sfalcio e pulizia delle aree verdi;
  • efficientamento energetico dell’impianto di illuminazione delle aree.

La disponibilità di risorse disponibili ammonta complessivamente a € 1.000.000,00; i progetti ammessi saranno finanziati fino all’80% del costo complessivo dell’intervento e il contributo non potrà comunque essere superiore ad € 40.000,00.

Le istanze di  progetto devono pervenire dalle ore 08:00 del trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del comunicato e, comunque, entro e non oltre le ore  24:00 del novantesimo giorno successivo alla suddetta data di pubblicazione.
Di seguito il testo del decreto dirigenziale 29 novembre  2018, n. 375; i moduli sono disponibili in pdf alla fine della pagina.

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Decreto del ministero dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare, direzione generale per il clima e l'energia 29 novembre 2018, n. 375

 

Interventi per la gestione sostenibile delle aree verdi di pertinenza delle strutture sanitarie pubbliche oaccreditate presso il s.s.n.

 

VISTA la Legge 8 luglio 1986, n. 349 recante “Istituzione del Ministero dell’ambiente e norme in materia di danno ambientale”;

VISTO il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 luglio 2014, n. 142 recante “Regolamento di organizzazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, dell’Organismo indipendente di valutazione e degli Uffici di diretta collaborazione” che nel disporre la nuova organizzazione del dicastero, istituisce la Direzione generale per il clima e l’energia;

VISTO il Decreto del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare 19 gennaio 2015, n.8, registrato presso la Corte dei Conti in data 23 gennaio 2015, Reg. n.1, Fog. 456, recante “Individuazione e definizione dei compiti degli uffici di livello dirigenziale non generale del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare”;

VISTO il Decreto direttoriale n. 363/CLE del 24 dicembre 2015 registrato presso la Corte dei Conti in data 21 gennaio 2016, Reg. n.1, Fog. 163, con cui è stato conferito al dott. Alessandro Carettoni l’incarico dirigenziale di seconda fascia di Direttore della Divisione III “Interventi Ambientali, efficienza energetica ed energie alternative” della Direzione generale per il Clima e l’Energia di cui all’articolo 8 del decreto ministeriale del 19 gennaio 2015, n.8;

VISTO il DPCM registrato dalla Corte dei Conti in data 29 dicembre 2017, Reg. 1, Fog. 4631, relativo al conferimento dell’incarico di funzioni dirigenziali di livello generale del Dott. Renato Grimaldi, Direttore Generale della DG per il Clima ed Energia;

VISTO il Decreto Direttoriale n. 155 del 4 giugno 2018, registrato presso l’UCB in data 6 giugno 2018 al numero 139, con il quale, al fine di garantire l’attuazione dei provvedimenti di propria competenza, vengono delegati a ciascun dirigente i poteri di spesa senza limiti di valore;
VISTI gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra concordati in sede europea nell’ambito del Pacchetto Clima ed Energia al 2020 e successivamente estesi al 2030 con le Conclusioni del 22 e 23 giugno 2014 del Consiglioeuropeo;

VISTA l’approvazione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) in data 22 dicembre 2017, nella quale sono definite le linee direttrici delle politiche economiche, sociali e ambientali finalizzate a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030;

VISTO il Decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30 recante “Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE” ed in particolare l’articolo 19, comma 6, che vincola il 50 per cento dei proventi delle aste di quote di emissioni a iniziative destinate a “ridurre le emissioni di gas a effetto serra”, “favorire l’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici e finanziare attività di ricerca e di sviluppo e progetti dimostrativi volti all’abbattimento delle emissioni e dell’adattamento ai cambiamenti climatici”;

VISTO il Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 121 del 28 marzo 2018, registrato presso la Corte dei Conti in data 20 aprile 2018, Reg. 1, Fog. 900, con il quale è stata emanata la Direttiva Generale contenente le priorità politiche e l’indirizzo per lo svolgimento dell’azione amministrativa e per la gestione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per l’anno 2018, che prevede, in particolare, di utilizzare i proventi delle aste CO2, destinati ad attività di mitigazione/adattamento ai cambiamenti climatici, per “circa 1 milione di euro per piccoli interventi di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2nella gestione degli spazi esterni verdi di strutture sanitarie pubbliche o accreditate presso il S.S.N.”;

VISTA la Legge 7 agosto 1990, n. 241 recante “Nuove norme sul procedimento amministrativo” e, in particolare, l’art. 12 il quale dispone che, in tema di provvedimenti attributivi di vantaggi economici, la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalità cui le amministrazioni stesse devonoattenersi;

VISTO   il Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante “Norme in materia ambientale”; VISTO il Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 5 agosto 2010, n.15 recante criteri per l’attribuzione di vantaggi economici, ai sensi dell’art. 12 della Legge n. 241/1990;

VISTA la legge 13 agosto 2010, n. 136, recante “Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al Governo in materia di normativa antimafia”, che all’art. 3 contiene disposizioni volte a garantire la tracciabilità dei flussi finanziari;

VISTO il Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 recante il “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”, in particolare gli artt. 26 e 27, i quali dispongono, rispettivamente, circa gli obblighi di pubblicazione degli atti di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e attribuzione di vantaggi economici a persone fisiche ed enti pubblici e privati, nonché di pubblicazione dell’elenco dei soggetti beneficiari;
VISTO il Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione europea del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea L 352 del 24 dicembre 2013;

VISTO il Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 recante “codice dei contratti pubblici” e s.m.i.;

VISTA la corrispondenza di cui alle note Prot. 12612 e Prot. 12625 del 29 novembre 2018 con le quali si prevede un Decreto Direttoriale per la nomina di una Commissione per la valutazione delle istanze pervenute, ai fini della realizzazione di interventi di gestione degli spazi verdi di pertinenza delle strutture sanitarie pubbliche o accreditate presso il S.S.N., finanziati ai sensi del presente Decreto;

DECRETA

Art.1

Oggetto e finalità

1. Nell’ambito del presente Decreto, il Ministero incentiva la realizzazione di interventi finalizzati alla gestione sostenibile degli spazi verdi di pertinenza delle strutture sanitarie di cui all’articolo 4. Tali interventi dovranno determinare una documentata riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2.
2. Ai fini di cui al comma 1, sono ammissibili a finanziamento gli interventi di cui all’Allegato 1, afferenti alle seguenti Categorie:
• Categoria A. Gestione sostenibile dell’irrigazione delle aree verdi;
• Categoria B. Manutenzione sostenibile delle aree verdi;
• Categoria C. Gestione dei residui dell’attività di potatura, sfalcio e pulizia delle aree verdi;
• Categoria D. Efficientamento energetico dell’impianto di illuminazione delle aree verdi.

Art. 2

Risorse

1. Le risorse disponibili per il finanziamento degli interventi ammontano complessivamente a € 1.000.000,00 a valere sul capitolo 8415 - PG 1 -“Spese per interventi nazionali di riduzione delle emissioni climalteranti e la promozione delle fonti energetiche alternative, l’efficientamento energetico degli edifici e dei processi produttivi, la mobilità sostenibile ed ogni altro intervento di adattamento ai cambiamenti climatici compresa la ricerca scientifica”, dello stato di previsione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
2. I progetti ammessi verranno finanziati fino all’80% del costo complessivo dell’intervento, il contributo non potrà comunque essere superiore ad € 40.000,00.

Art. 3

Beneficiari e requisiti di ammissibilità dei partecipanti

1. Il presente Decreto è rivolto alle strutture sanitarie pubbliche o accreditate presso il Servizio Sanitario Nazionale (di seguito anche S.S.N.), costituite da almeno 3 anni nella forma prevista dalla legge.

Art. 4

Presentazione delle istanze

1. Le istanze di attribuzione del contributo economico devono essere corredate dalla documentazione di cui all’Allegato 2.
2. Le istanze di cui al comma 1 devono essere trasmesse alla Direzione Generale per il Clima e l’Energia del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare esclusivamente a mezzo Posta Elettronica Certificata (di seguito PEC) all’indirizzo areeverdisanita@pec.minambiente.it a decorrere dalle ore 08:00 del trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione di apposito comunicato sulla GURI – Serie Generale e, comunque, entro e non oltre le ore 24:00 del novantesimo giorno successivo alla suddetta data di pubblicazione.
3. Nel caso in cui i progetti ammessi al contributo non assorbano l’intero importo previsto per le finalità di cui all’art.1 del presente Decreto, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare si riserva la facoltà di riaprire i termini della presentazione delle domande con apposito Decreto.
4. Nel campo “Oggetto” della PEC dovrà essere riportata la seguente dicitura “Interventi per la gestione sostenibile delle aree verdi delle Strutture Sanitarie”.
5. Il soggetto beneficiario può presentare una sola istanza. Nel caso di più proposte da parte di uno stesso soggetto beneficiario, queste saranno tutte considerate inammissibili.
6. Saranno considerate irricevibili:
a) le istanze presentate oltre i termini indicati al comma 2 del presente articolo;
b) le istanze presentate in difformità ai commi 3 e 4 del presente articolo;
c) le istanze presentate da soggetti diversi da quelli indicati all’art. 3.
7. Il Ministero può valutare se, in relazione ai contenuti della documentazione trasmessa ai fini dell’ammissione al contributo, l’istanza può essere integrata e, pertanto, ha la facoltà di dare un termine al soggetto beneficiario per le integrazioni necessarie.

Art. 5

Durata del progetto

1. I progetti presentati potranno avere una durata massima di 18 mesi dalla data di pubblicazione  del Decreto di ammissione al finanziamento di cui all’art. 9, comma 3.

Art. 6

Spese ammissibili

1. Sono da considerarsi ammissibili a finanziamento unicamente le voci di spesa e i costi riferibili alle attività direttamente correlate alla realizzazione dei progetti.
Nello specifico, sono ammessi:

a) i costi relativi all’esecuzione di lavori e/o all’acquisto di forniture afferenti alle Categorie di interventi di cui all’art. 1, comma 2;
b) i costi per l'espletamento delle attività necessarie alla presentazione della manifestazione d’interesse e alla conduzione dell’intervento, nel rispetto della normativa vigente e, comunque, in misura non superiore al 10% del finanziamento concesso ai fini del presente Decreto.
2. Sono ammissibili esclusivamente le spese sostenute successivamente alla data di ammissione a finanziamento. Qualsiasi spesa non riconducibile direttamente al progetto e alle categorie sopraindicate non potrà essere ritenuta ammissibile e pertanto non sarà finanziata dal presente Decreto.

Art. 7

Modalità di attribuzione dei vantaggi economici

1. L’attribuzione di vantaggio economico, ex art. 12 della L. 7 agosto 1990, n. 241, sarà concesso, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, sulla base di una procedura di valutazione a sportello delle domande pervenute ai sensi del successivo art. 8, le quali saranno finanziate fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Art. 8

Modalità di valutazione delle istanze

1. Le istanze, presentate sulla base della procedura di cui all’art. 3, saranno valutate in funzione dei seguenti criteri:
a) verifica della completezza dell’istanza ai sensi dell’Allegato 2;
b) verifica dei requisiti di ammissione al finanziamento di cui all’art. 3;
c) verifica della proposta progettuale in termini di coerenza degli obiettivi rispetto a quelli individuati dal presente Decreto e fattibilità tecnica.

Art. 9

Istituzione della Commissione di verifica di ammissibilità

1. Per la valutazione di ammissibilità delle istanze, la Direzione Generale per il Clima e l’Energia nomina un’apposita Commissione, da costituirsi con Decreto Direttoriale.
2. La Commissione di cui al comma 1, redige il verbale conclusivo recante una proposta di graduatoria dei progetti ammessi (Graduatoria ammessi a finanziamento) ed una proposta di graduatoria dei progetti ammissibili fino a coprire un importo pari al doppio delle risorse di cui all’art. 2, comma 1, del presente Decreto (Graduatoria ammissibili a finanziamento). Con Decreto Direttoriale vengono approvate le graduatorie definitive nonché la ripartizione delle risorse per i progetti ammessi a finanziamento.
3. Il Decreto Direttoriale di cui al comma 2 viene pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare alla sezione “Bandi e Avvisi”, nonché comunicato a tutti i soggetti beneficiari del finanziamento.
4. Nel caso si rendessero disponibili ulteriori risorse rispetto a quelle individuate nel presente Decreto ovvero in caso di economie, si procederà al finanziamento a partire dallo scorrimento della graduatoria dei progetti ritenuti ammissibili ai sensi del comma 2.

Art. 10

Adempimenti successivi all’ammissione a finanziamento e Modalità di erogazione dei vantaggi economici

1. Successivamente all’ammissione a finanziamento del progetto, si procederà alla sottoscrizione di apposito atto convenzionale regolante i rapporti tra il Ministero dell’Ambiente ed i beneficiari del finanziamento stesso.
2. L’erogazione del finanziamento sarà disposta dal Ministero dell’Ambiente secondo le seguenti
modalità:
a) prima tranche pari al 30%, erogata a seguito della sottoscrizione dell’atto convenzionale di
cui al comma 1;
b) seconda ed ultima tranche pari all’70%.
3. Gli importi di cui alla lettera b) verranno erogati previa presentazione, coerentemente con le procedure adottate dal beneficiario ai fini della realizzazione del progetto, della seguente documentazione:
a) richiesta di pagamento corredata dal Prospetto di rendicontazione, di cui al Modulo D;
b) eventuale documentazione relativa alle procedure di affidamento dei lavori/forniture e degli eventuali servizi di consulenza esterna;
c) eventuali contratti, o altri documenti equivalenti, di affidamento dei lavori e/o delle forniture e/o ordini di servizio;
d) fatture ed eventuali buste paga;
e) provvedimenti di liquidazione delle fatture presentate, nei quali siano richiamati gli estremi di tutti i documenti necessari per il pagamento;
f) eventuali documenti amministrativi contabili per l’accertamento dei lavori e/o delle
forniture in appalto;
g) documentazione attestante la regolare esecuzione dei lavori e/o la conformità delle forniture.
4. La documentazione di cui al precedente comma 3 deve essere corredata da una attestazione o documento equivalente con la quale il beneficiario asseveri che:
a) sono stati rispettati tutti i regolamenti e le norme vigenti in materia di affidamenti;
b) sono state adempiute tutte le prescrizioni di legge regionale, nazionale, ivi comprese quelle in materia fiscale;
c) la spesa sostenuta è ammissibile, pertinente e congrua;
d) sono stati rispettati gli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari di cui all’articolo 3 della
Legge 13 agosto 2010, n. 136, come modificato dalla legge 17 dicembre 2010, n. 217.
5. Le erogazioni sono disposte dal MATTM–DG CLE direttamente a favore del beneficiario previa verifica in ordine alla regolarità contributiva e fiscale dei soggetti contraenti, laddove applicabile.
6. L’intera documentazione dovrà essere trasmessa dal beneficiario alla Direzione Generale per il Clima e l’Energia del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare a mezzo Posta Elettronica Certificata all’indirizzo areeverdisanita@pec.minambiente.it.

Art. 11

Cumulabilità e aiuti di Stato

1. Le agevolazioni di cui al presente Decreto sono cumulabili con agevolazioni contributive o finanziarie previste da altre normative comunitarie, nazionali e regionali, nei limiti stabiliti dal Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione europea del 18 dicembre 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea L 352 del 24 dicembre 2013 (cd. Regolamento “de minimis”), laddove applicabile.

Art. 12

Revoca

1. Il provvedimento attributivo di vantaggio economico è legittimamente revocato:
a) in caso di dichiarazione mendace e/o falsità in atti, ferme restando le sanzioni previste dall’art. 76 del DPR 445/2000;

b) in caso di reiterata e ingiustificata tardività nell’esecuzione e realizzazione delle iniziative o dei progetti;

c) qualora l’iniziativa o il progetto si discostino sostanzialmente dall’originaria previsione o risultino scostamenti significativi rispetto al progetto presentato;

d) qualora vengano distolte in qualsiasi forma dall’uso previsto le somme oggetto dell’attribuzione del vantaggio economico.

2. In caso di revoca, i soggetti beneficiari sono obbligati alla restituzione del vantaggio economico già parzialmente o totalmente erogato. Pertanto il Ministero attiverà tutte le procedure necessarie al recupero di tali somme. Nel caso di mancata realizzazione dell’iniziativa progettuale e/o di inosservanza degli obblighi richiamati dal presente Decreto l’Amministrazione si riserva la facoltà di chiedere la restituzione delle somme erogate, nonché di disporre l’esclusione del soggetto inadempiente dal riconoscimento dei contributi per un periodo di tre anni.

Art. 13

Responsabile del procedimento

1. Il responsabile del procedimento è il Dott. Alessandro Carettoni, Dirigente della Divisione III presso la Direzione Generale per il Clima e l’Energia. Indirizzo e-mail carettoni.alessandro@minambiente.it.

ALLEGATI:

ALLEGATO 1 - Tipologie di interventi ammessi a finanziamento

ALLEGATO 2 - Contenuto dell’istanza di ammissione al finanziamento ai sensi dell’articolo 4, comma 1

Modulo A - Domanda di partecipazione
Modulo B - Proposta progettuale
Modulo C - Descrizione e stima dei benefici ambientali attesi
Modulo D - Prospetto di rendicontazione delle spese

ALLEGATO 1

Tipologie di interventi ammessi a finanziamento

Sono ammessi a finanziamento gli interventi di cui alle seguenti Categorie:

CATEGORIA A. GESTIONE SOSTENIBILE DELL’IRRIGAZIONE DELLE AREE VERDI

Gli interventi di cui alla presente sezione si pongono l’obiettivo di garantire un utilizzo della risorsa idrica improntato alla massimizzazione dell’efficienza e alla minimizzazione degli sprechi dovuti a impianti o sistemi di irrigazione non efficienti.

Sono ammissibili a finanziamento gli impianti finalizzati ad efficientare l’irrigazione delle aree verdi (Sub-categoria A1), i sistemi per il recupero delle acque meteoriche (Sub-categoria A2) e i filtri vegetati, altrimenti detti “rain garden” (Sub-categoria A3).

In relazione a tale Categoria di interventi, è necessario, inoltre, garantire il rispetto delle prescrizioni di cui ai Criteri Ambientali Minimi per l’affidamento del servizio di gestione del verde pubblico, acquisto di ammendanti, piante ornamentali, impianti di irrigazione, approvati con Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 13 dicembre 2013 (G.U. n. 13 del 17 gennaio 2014), con specifico riferimento al capitolo 7 “impianti automatici di irrigazione”.

Di seguito si riporta un elenco, non esaustivo, dei sistemi, delle attrezzature, dei componenti e dei

materiali ammissibili a finanziamento nell’ambito della presente Categoria.

Sub-categoria A1. Efficientamento impianti di irrigazione

• Tubazioni, raccordi, collettori, irrigatori, microirrigatori, gocciolatori, ale gocciolanti, nebulizzatori, filtri, elettrovalvole, ecc.
• Programmatori/temporizzatori e centraline per la regolazione dell’acqua erogata nelle
varie zone
• Pluviometri e sensori di precipitazione
• Igrometri per la misurazione dell’umidità del terreno
• Kit Solare (pannello fotovoltaico e batteria) per l’alimentazione dei sistemi elettrici
collegati all’impianto di irrigazione
• Pozzetti per l’alloggiamento degli accessori del sistema di irrigazione

Sub-categoria A2. Installazione di impianti per il recupero, il trattamento ed il riutilizzo delle acque meteoriche per l’alimentazione degli impianti di irrigazione

• Serbatoi da interro o fuori terra per raccolta delle acque meteoriche
• Tubazioni e accessori per la raccolta e l’adduzione delle acque meteoriche
• Sistemi di filtrazione delle acque raccolte, da installare a monte del sistema di accumulo (sui pluviali, fuori terra, interrati, integrati al serbatoio)
• Kit di gestione e pompaggio
• Tubazioni, raccordi e collettori per il collegamento all’impianto di irrigazione
Sub-categoria A3. Realizzazione di filtri vegetati (o “rain garden”) da collegare al sistema di irrigazione
• Materiali necessari alla creazione del sistema drenante (terriccio, ciottoli e pietrame, piante, ecc.)
• Sistema per la raccolta delle acque (vasche, tubazioni e accessori per la raccolta e delle acque meteoriche, ecc.)
• Kit di gestione e pompaggio
• Tubazioni, raccordi e collettori per il collegamento all’impianto di irrigazione

CATEGORIA B. MANUTENZIONE SOSTENIBILE DELLE AREE VERDI

È ammissibile a finanziamento, nell’ambito della presente Categoria, la sostituzione di attrezzature e piccoli macchinari con propulsori tradizionali con altri alimentati con motori elettrici.

Le attrezzature ed i macchinari per i quali si chiede la sostituzione dovranno essere: (i) di proprietà delle strutture di cui all’articolo 3; (ii) utilizzati esclusivamente per la cura e la manutenzione delle aree verdi oggetto del presente Decreto; (iii) funzionanti e in uso al momento della presentazione dell’istanza di cui all’articolo 4.

Di seguito si riporta un elenco, non esaustivo, delle attrezzature e dei piccoli macchinari ammissibili a finanziamento nell’ambito della presente Categoria.

Sub-categoria B1. Attrezzatura a batteria per la manutenzione di alberi, siepi e cespugli

• Tagliasiepi
• Motoseghe
• Potatori ad asta
• Decespugliatori

Sub-categoria B2. Attrezzatura e piccoli macchinari a batteria per la manutenzione del tappeto erboso

• Trattorino tagliaerba
• Rasaerba
• Aspiratori/Soffiatori/Trituratori
• Trimmer
• Forbici e cesoie per erba

Sub-categoria B3. Attrezzatura e piccoli macchinari a batteria per trattamenti di difesa e protezione delle aree verdi

• Pompe zaino per la biosanificazione e la disinfestazione
• Diserbanti e micronizzatori
• Pompe irroratrici per trattamenti fitosanitari
• Spandiconcime

CATEGORIA C. GESTIONE DEI RESIDUI DELL’ATTIVITÀ DI POTATURA, SFALCI E PULIZIA DELLE AREE VERDI

È ammesso a finanziamento l’acquisto di attrezzature per il trattamento (triturazione) ed il compostaggio dei residui derivanti dall’attività di potatura, sfalcio e pulizia delle aree verdi oggetto del presente Decreto, effettuate anche con le attrezzature di cui alla Categoria B:

• Biotrituratore elettrico
• Elettrocarriola per il trasporto dei residui
• Composter

CATEGORIA D. EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DELL’IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE DELLE AREE VERDI

Sono ammessi a finanziamento gli interventi di efficientamento energetico dell’impianto di illuminazione presente nelle aree verdi oggetto del presente Decreto.

È possibile intervenire sulla sola sostituzione delle lampade esistenti con altre a tecnologia LED (relamping) o, qualora si renda necessario adeguare l’intero impianto, sugli apparecchi ed i componenti dell’intero sistema.

Fermo restando il rispetto della normativa di settore, particolare attenzione dovrà essere dedicata alla scelta di sistemi illuminanti che garantiscono il contenimento dell’inquinamento luminoso, secondo la normativa vigente.

In relazione a tale Categoria di interventi è necessario garantire, per quanto di pertinenza, il rispetto delle prescrizioni di cui ai Criteri Ambientali Minimi per l’acquisizione di sorgenti luminose per illuminazione pubblica, l’acquisizione di apparecchi per illuminazione pubblica, l’affidamento del servizio di progettazione di impianti per illuminazione pubblica, approvati con Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 27 settembre 2017 (G.U. n 244 del 18 ottobre 2017).

Di seguito si riporta un elenco, non esaustivo, degli interventi ammissibili a finanziamento nell’ambito della presente Categoria.

Sub-categoria D1. Sostituzione dei componenti dell’impianto di illuminazione esistente ai fini dell’adeguamento alla tecnologia LED.

• Lampade a LED (Relamping)
• Apparecchi per l’alloggiamento delle lampade LED (armature, lampioni, proiettori, plafoniere, segnapassi, ecc.)
• Impianto elettrico e relativi accessori
• Pali e sostegni

Sub-categoria D2. Installazione di sistemi finalizzati al risparmio energetico.

• Sensori di prossimità per l’accensione delle lampade
• Sistemi per la razionalizzazione dell’uso delle lampade mediante parzializzazioni (spegnimenti e riduzione di flusso mirati)
• Kit solare (pannello fotovoltaico e batteria) per l’alimentazione delle lampade LED
• Sistema di telecontrollo e telegestione dell’impianto

ALLEGATO 2

Contenuto dell’istanza di ammissione al finanziamento ai sensi dell’articolo 4, comma 1

1. Ai fini dell’ammissione al finanziamento, i soggetti beneficiari inviano la seguente documentazione:

a) il Modulo A “Domanda di partecipazione”, debitamente compilato in tutte le sue parti e sottoscritto dal legale rappresentante della Struttura Sanitaria.
Alla Domanda di partecipazione dovranno essere allegati i seguenti documenti (sottoscritti dal legale rappresentante della Struttura Sanitaria):

a1) dichiarazione in merito al possesso dei requisiti di cui all’articolo 3;

a2) dichiarazione in merito alla copertura finanziaria del progetto, per la quota del costo complessivo del progetto non coperta dal finanziamento ministeriale richiesto;

a3) dichiarazione che le attrezzature oggetto di domanda di contributo sono: (i) di proprietà del beneficiario; (ii) utilizzati esclusivamente per la cura e la manutenzione delle aree verdi oggetto del presente Decreto; (iii) funzionanti e in uso al momento della presentazione della domanda (solo in caso di richiesta di finanziamento relativo anche agli interventi di cui alla Categoria B, riportati in dettaglio nell’Allegato 1);

a4) copia dell’atto di accreditamento al S.S.N. della struttura sanitaria (qualora pertinente); a5) copia fotostatica del documento di identità del legale rappresentante della struttura sanitaria. Le dichiarazioni allegate alla Domanda di partecipazione sono rese ai sensi del DPR 445/2000 e con le responsabilità di cui agli artt. 75 e 76 del medesimo DPR.

b) il Modulo B “Proposta progettuale” debitamente compilato in tutte le sue parti e sottoscritto dal legale rappresentante della Struttura Sanitaria. Contiene la descrizione delle aree oggetto di intervento nonché della proposta progettuale, in relazione a ciascuna delle Categorie di intervento previste;

c) il Modulo C “Stima dei benefici ambientali” debitamente compilato in tutte le sue parti e sottoscritto dal legale rappresentante della Struttura Sanitaria. Contiene la descrizione e la stima dei benefici ambientali attesi in seguito alla realizzazione del progetto;

d) eventuali elaborati grafici esplicativi che riportino in scala adeguata l’evidenza della
localizzazione delle iniziative previste;

e) altra documentazione utile ai fini della valutazione del progetto.

2. Il Ministero può richiedere ai soggetti istanti la trasmissione di documentazione integrativa in merito ai precedenti punti, da trasmettere entro 90 giorni dall’istanza secondo le modalità di cui all’articolo 4, comma 2 del presente Decreto.

Allegati

MODULO A (CLICCA QUI)
MODULO B (CLICCA QUI)
MODULO C (CLICCA QUI)
MODULO D (CLICCA QUI)

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