Energia eolica: chi decide tra Stato e regioni?

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 267/2016, si è espressa in merito alla legittimità di una normativa regionale che andava a limitare l’iniziativa imprenditoriale in un settore già fortemente penalizzato dall’esigenza di garantire la tutela dell’ambiente

Sul tema dell'energia eolica, la Corte costituzionale, con la sentenza 15 dicembre 2016, n. 267, è tornata a pronunciarsi sul problema dell’iter necessario a ottenere l’autorizzazione per la realizzazione di un impianto.

La vicenda prende le mosse dalle questioni di legittimità costituzionale, dedotte dal tribunale amministrativo regionale (tar) per la Puglia, sezione di Lecce, relative all’articolo 2, comma 1, lettera h), numero 3, e all’articolo 10 della regione Puglia n. 17/2007 («Disposizioni in campo ambientale, anche in relazione al decentramento delle funzioni amministrative in materia ambientale»).

La Consulta ha ravvisato come il legislatore regionale, nel caso in esame, avesse inserito una norma non coordinata sotto il profilo logico e temporale e che, non essendo conforme al dettato costituzionale, aveva penalizzato le strategie industriali e gli schemi previsti a livello statale, non rispettando i tempi e la certezza delle procedure amministrative prestabilite.

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