Raee: in arrivo la rivoluzione “Open scope”

Dal 15 agosto 2018 alle apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee) e, di conseguenza ai relativi rifiuti (Raee), si applicherà il cosiddetto regime di "campo aperto" di classificazione (noto anche come "open scope"). In tre parole: un cambiamento radicale; in più parole, ce lo siamo fatti spiegare da Paolo Pipere, docente di diritto dell'ambiente e consulente ambientale, intervistato da Simona Buscaglia

Conto alla rovescia per il nuovo regime di classificazione dei Raee. Il 15 agosto 2018 sarà, infatti, una data importante per tutti i produttori di apparecchiature elettriche elettroniche con l’entrata in vigore del cosiddetto “Campo aperto” (noto anche come ”open scope”) che rivoluzionerà i criteri di classificazione. In sintesi, da quella data, di fronte a un qualsiasi apparecchio elettrico o elettronico sarà necessario chiedersi se lo stesso può beneficiare di una delle limitate esclusioni che sono state previste dall'ambito della direttiva 2012/19, recepita in Italia dal D.Lgs. n. 49/2014.

Il fulcro del nuovo regime non sarà, come sostenuto da molti, non sarà il passaggio dalle dieci attuali categorie alle sei previste, ma il fatto che le sei categorie rileveranno solo ai fini della rendicontazione dei dati sulla raccolta, mentre per i soggetti della filiera (produttori, importatori eccetera) saranno del tutto irrilevanti.

Il sistema sarà presente in tutti i Paesi europei, per cui le imprese italiane che vendono direttamente i propri prodotti in altre nazioni europee hanno lo stesso problema di verifica dell'inclusione/esclusione del prodotto dall'ambito di applicazione del campo aperto in ognuno dei paesi verso i quali esportano.

Un’altra (ma non ultima) complicazione deriva dal fatto che in, alcuni paesi, la responsabilità per l'immissione sul mercato di un determinato prodotto non è solo dell'impresa locale che compra gli apparecchi dall’impresa italiana e li rivende, ma, in alcuni casi, questa responsabilità si configura come “solidale” per cui anche il produttore italiano dovrà registrarsi e scegliere un sistema collettivo per garantire finanziamento della raccolta dei Raee nel Paese europeo scelto.

Per capire meglio la portata e le conseguenze delle novità in arrivo, Simona Buscaglia ha intervistato Paolo Pipere, docente di diritto dell’ambiente e consulente ambientale

 

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