Rifiuti e trasporto: nessuno “sconto” dalla Cassazione

A un operatore che aveva conferito a una ditta 580 chilogrammi di rifiuti metallici non pericolosi in assenza di autorizzazione e del formulario identificativo dei rifiuti (Fir), era stato contestato il reato di cui all’articolo 256, D.Lgs. n. 152/2006. Il giudice per le indagini preliminari di Trani aveva dichiarato di non doversi procedere nei confronti, sostenendo che il “conferimento” non rientra tra le condotte incriminatrici individuate dal citato articolo 256. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8666/2016 della sezione III, ha annullato la pronuncia del tribunale pugliese, affermando che non rileva la qualifica soggettiva del soggetto agente, ma la concreta attività posta in essere in assenza dei prescritti titoli abilitativi, che può essere svolta anche di fatto o in modo secondario.

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