Rischio biologico: il quadro legislativo

Il Titolo X del D.Lgs. n. 81/2008 è attuazione alla direttiva comunitaria 90/679/CEE, concernente la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti biologici durante il lavoro. In linea generale, si può affermare che il decreto legislativo distingue i casi di uso deliberato di agenti biologici da quelli di semplice esposizione potenziale: dettando nel secondo caso una disciplina ridotta e semplificata. Il campo di applicazione della normativa di protezione dai rischi derivanti dall'esposizione ad agenti biologici è molto vasto, in ragione dell’estrema diffusione di tali agenti. Il D.Lgs. n. 81/2008 prende in considerazione solo i cosiddetti agenti biologici (potenzialmente) patogeni, per i quali cioè sia in concreto identificabile un fattore di rischio per la salute dei lavoratori. In sintesi, la ratio legis è di facoltizzare il datore di lavoro, nei casi di esposizione potenziale, all’adozione del regime semplificato solo in assenza di un rischio professionale identificabile.

Accesso riservato

Questo contenuto è riservato agli abbonati alla rivista.

Abbonati

Sei abbonato ad Ambiente&Sicurezza e hai già effettuato l’accesso al sito?
Fai per accedere a questo articolo e a tutti i contenuti a te riservati.

Sei abbonato ad Ambiente&Sicurezza ma non hai mai effettuato l’accesso al sito?
Registrati qui con la stessa e-mail utilizzata per la sottoscrizione del tuo abbonamento.
Entro 24 ore verrai abilitato automaticamente alla consultazione dell’articolo e di tutti i contenuti della banca dati riservati agli abbonati.

Per qualsiasi problema scrivi a abbonamenti@newbusinessmedia.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here