Terre e rocce da scavo: nessuno “sconto” dalla Cassazione

Il Tribunale di Sanremo aveva inflitto una condanna alla pena di sei mesi di arresto e di 5.000 euro per l’introduzione nel territorio nazionale terre e rocce da scavo contenenti arsenico oltre i limiti consentiti. Il successivo ricorso contro la conferma della Corte di appello di Genova è stato respinto dalla Corte di Cassazione che, nella sentenza n. 40252/2015, ha sancito che l’esclusione dall’applicazione della disciplina sui rifiuti per le terre e rocce da scavo è subordinata alla prova, gravante sull’imputato, della loro riutilizzazione secondo un progetto ambientalmente compatibile, mentre compete al pubblico ministero fornire la prova dell’esistenza di una concentrazione di inquinanti superiore ai massimi consentiti.

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