Il tema “acqua” continua a essere un argomento di grande interesse, multidisciplinare, fonte di riflessione sotto molteplici punti di vista.
E ciò non solo in ambito giuridico economico, ma anche sociale e territoriale: si pensi al tema delle infrastrutture idriche e alla loro inadeguatezza, al conseguente aumento delle procedure di infrazione (significative al riguardo le recenti condanne dell’Italia nell’aprile 2014, con la pronuncia C/85/13), alle ripercussioni che ciò produce sul piano della tariffa.
Dal 2010 si sono succeduti una serie di interventi normativi che hanno modificato le norme del Testo unico ambiente e cambiato nuovamente le dinamiche normative e quindi organizzative della gestione del servizio. E ciò fino ai giorni più vicini a noi: dapprima, con il decreto sblocca Italia, poi divenuto la legge n. 164/2014 e poi con la legge di stabilità 2015 (legge n. 190/2014). E la sensazione è che non sia ancora finita.
Le nuove regole in tema di servizio idrico, oltre a rispondere a un’esigenza di manutenzione normativa, aggiornando le regole del settore al nuovo impianto europeo in tema di affidamento dei servizi pubblici locali a rilevanza economica, rafforzano il principio dell’unitarietà della dimensione gestionale.
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