Dal jobs act novità per la sicurezza

Da molti mesi si sta discutendo delle innovazioni e delle prospettive della legge 10 dicembre 2014, n. 183, meglio conosciuta con l’appellativo di jobs act, con la quale il parlamento ha delegato il governo a operare una profonda riforma in materia di ammortizzatori sociali, di servizi per il lavoro e delle politiche attive e di riordino della disciplina sui contratti di lavoro, dell’attività ispettiva e della tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro. Si tratta di un mosaico molto complesso. Nel corso di questi mesi, infatti, questo mosaico si sta arricchendo di numerosi tasselli attraverso la successione di diversi decreti legislativi che, come vedremo, contengono al loro interno anche innovazioni con un riflesso diretto in materia di salute e di sicurezza sul lavoro. Infatti, con il D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23, recante disposizioni in materia di contratto di lavoro a tutele crescenti, il legislatore ha rivisto le garanzie per il lavoratore affetto da disabilità fisica o psichica, mentre con il successivo D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81, nell’operare il riordino delle tipologie contrattuali, ha tentato di rafforzare e meglio sistematizzare le tutele del diritto alla salute.

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