Il rischio ferite negli ospedali

Il settore sanitario è caratterizzato da un rischio specifico. In base a dati del 2010, in Europa, erano registrati un milione di eventi infortunistici all’anno. La causa è rappresentata dall’utilizzo dei dispositivi medici (strumenti necessari all’esercizio di precise attività nel quadro dell’assistenza sanitaria) in grado di tagliare, pungere o infettare. Questo rischio espone tutti i lavoratori che svolgono attività in ambito sanitario, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, ivi compresi i tirocinanti, gli apprendisti, i lavoratori a tempo determinato, i lavoratori somministrati, gli studenti che seguono corsi di formazione sanitaria nonché i subfornitori. A completamento delle misure generali di tutela dai rischi di cui all’art. 15 del Tusl, addizionali misure generali e specifiche devono essere adottate per prevenire le ferite e la trasmissione di infezioni nel quadro delle prestazioni di servizi e di attività direttamente connesse all’assistenza ospedaliera e sanitaria. Gli operatori sanitari devono essere dotati di attrezzature tecnicamente sicure in relazione ai rischi e ai metodi di smaltimento dei dispositivi medici taglienti, quali i dispositivi dotati di meccanismo di protezione e di sicurezza (attiva o passiva che sia), in grado di proteggere le mani dell’operatore durante e al termine della procedura per la quale il dispositivo stesso è utilizzato, assicurando l’azione protettiva permanente anche nelle fasi di raccolta e smaltimento dei presidi.

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