Dopo oltre due anni di attesa e una serie di rimaneggiamenti testuali, il 3 luglio 2024 il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (“Mase”) ha finalmente approvato la formula definitiva del decreto 21 giugno 2024 che fissa la ripartizione tra le Regioni e le Province autonome dell’obiettivo nazionale al 2030 di una potenza aggiuntiva pari a 80 GW e individua principi e criteri cui le Regioni dovranno uniformarsi per l’individuazione delle superfici e delle aree idonee e non idonee all’installazione di impianti a fonti rinnovabili. In attesa delle leggi regionali, continueranno ad applicarsi il comma 8 dell’art. 20, D.Lgs. n. 199/2021 e le disposizioni regionali medio tempore adottate. Il Mase, peraltro, dispone di ampi poteri di verifica (e intervento) sia in ordine all’adozione delle leggi da parte delle Regioni sia in ordine «alla potenza da fonti rinnovabili installata, autorizzata o assentita per ciascuna regione e provincia nell’anno precedente». In questo quadro, la recente legge regionale della Sardegna n. 5/2024 recante misure urgenti per la salvaguardia del paesaggio e dei beni paesaggistici e ambientali sta già ponendo criticità in merito alla compatibilità con le nuove disposizioni
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