Passare al Fir digitale? Sì, ma senza pensieri

Passare al Fir digitale? Sì, ma senza pensieri
Ambiente.it, divisione di Terranova, a dicembre 2025 ha sviluppato e lanciato ECOS XFIR, applicazione che rende la gestione del formulario digitale più efficace, accessibile e semplice

(Passare al Fir digitale? Sì, ma senza pensieri)

 

Il problema...

Schermata dell'app ECOS XFIR di Ambiente.it

L’obiettivo è chiaro da tempo: digitalizzare il ciclo di gestione dei rifiuti. La strada per arrivarci, però, è più accidentata del previsto. Il 13 febbraio scorso sarebbe dovuto entrare in vigore l’obbligo di utilizzo del nuovo xFir, la versione digitale del Fir (formulario di identificazione dei rifiuti), documento per il trasporto dei rifiuti pericolosi, e non solo, che ne garantisce la tracciabilità. A causa di difficoltà tecniche e organizzative, l’obbligo è slittato al 15 settembre 2026: fino ad allora gli operatori possono continuare a usare il formulario cartaceo o già adottare l’xFir attraverso il sistema Rentri, il registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti. Il rinvio dovrebbe consentire agli operatori di adeguarsi gradualmente alla novità, ma ha anche aumentato il clima di incertezza. Non aiutano le lacune di alcuni strumenti digitali a disposizione degli utenti che vogliono passare da subito all’xFir, complicando un sistema che dovrebbe, invece, ridurre gli errori e migliorare trasparenza e controlli.

Il Fir digitale è un documento virtuale e collaborativo da compilare con i dati forniti dai soggetti della filiera: produttori, trasportatori, destinatari. Ogni aggiornamento richiede una firma digitale, garanzia di autenticità e tracciabilità, e può essere effettuato tramite software gestionali, servizi web o app mobile. Il ministero dell’Ambiente ha messo a disposizione un’app ufficiale, chiamata “RENTRI FIR Digitale”, con cui firmare, compilare, sottoscrivere e condividere i Fir digitali. L’app presenta, però, diversi limiti, come indicano i bassi rating sugli app store: gli utenti lamentano scarsa usabilità e difficoltà a reperire informazioni essenziali, con un conseguente allungamento dei tempi di lavoro.

...e la soluzione

Ma l’app ministeriale non è l’unica opzione. Ambiente.it, divisione di Terranova, a dicembre 2025 ha sviluppato e lanciato ECOS XFIR, applicazione che rende la gestione del formulario digitale più efficace, accessibile e semplice. «Non è una semplice app di firma, ma una piattaforma mobile evoluta che unisce operatività sul territorio, tracciabilità normativa e integrazione con i sistemi informativi aziendali» spiega Alessandro Lazzari, Urban Waste Market Product Manager di Ambiente.it. Usata da oltre 2500 operatori, l’app è progettata a

Alessandro Lazzari, Urban Waste Market Product Manager di Ambiente.it

partire dall’osservazione del lavoro degli autisti. Ciò si traduce in un’interfaccia semplice per l’uso in mobilità, in una maggiore accessibilità linguistica e in una migliore efficienza operativa. L’app, che funziona anche offline e si integra con i sistemi di navigazione dei dispositivi, permette, infatti, di concludere il processo di firma in meno di 30 secondi, di eseguire azioni massive su più formulari e di automatizzare diverse attività manuali. «Gli operatori possono contare su un supporto costante che li guida una tappa dopo l’altra, ottimizzando i tempi di percorrenza e riducendo le emissioni di CO2», dice Lazzari.

ECOS XFIR funziona su Android e Apple sia standalone, cioè in modo indipendente, sia con la suite applicativa Ecos. Nel secondo caso, l’app «riceve automaticamente dai moduli di Ecos dedicati alla gestione dei movimenti, o dal modulo di organizzazione dei servizi, tutti gli xFIR già compilati e assegnati agli autisti. Così l’autista non deve cercare manualmente il formulario, come nell’app del Ministero. La soluzione standalone, invece, viene fornita con un backoffice di configurazione in cloud, che permette in meno di un’ora dall’attivazione di operare già sul campo per i propri autisti. Una volta attivata l’app e configurati i vari operatori, il sistema è già utilizzabile e interconnesso con il Rentri».

Alcuni feedback degli utenti sono già stati integrati nell’app, ad esempio con la geolocalizzazione della sosta tecnica e la visualizzazione digitale del QR Code del formulario all’arrivo a destino. «Abbiamo in programma un’integrazione più avanzata con i sistemi di navigazione, che consentirà anche l’ottimizzazione dei percorsi assegnati da backoffice, mantenendo sempre interconnessi i processi logistico e normativo», conclude Lazzari.

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