Infortuni e morti sul lavoro: la fotografia 2014 dell’Inail

I settori più colpiti, quelli ad alta esposizione a rischio infortunistico, sono l’industria, il terziario, l’artigianato e l’agricoltura. Industria e servizi contano 559 casi mortali, mentre l’agricoltura ne registra 95.

La tendenza alla diminuzione degli infortuni sul lavoro è confermata anche quest’anno, soprattutto per i casi mortali, che negli ultimi dieci anni sono scesi del 50%. In controtendenza, invece, le denunce di malattia professionale, che continuano ad aumentare. Questo è il quadro che emerge dalla “Relazione annuale 2014” dell’Inail, presentata alla Camera dei Deputati dal presidente dell’Istituto, Massimo De Felice. La relazione presenta, oltre all’andamento dei dati infortunistici, la situazione economico-finanziaria dell’Istituto alla luce degli interventi normativi (legge di stabilità), le innovazioni della politica degli investimenti, la gestione dei programmi ad alta tecnologia e le prospettive di riorganizzazione della ricerca Inail e della pianificazione delle attività.

L’andamento decrescente degli infortuni mortali denunciati nel 2014 ha segnato un -6,7% rispetto al 2013, ovvero 1.107 casi contro i 1.215 del 2013. I casi accertati sono 662 rispetto ai 710 del 2013, per oltre la metà (54%) accaduti fuori dall’azienda; in occasione di lavoro, infatti, sono stati 492, fra i quali 170 in itinere, 188 con mezzo di trasporto e 304 senza mezzo di trasporto. Negli ultimi dieci anni, dal 2004, gli incidenti mortali sono passati da 997 a 662, con una contrazione pari al 33,6%.

I settori più colpiti, quelli ad alta esposizioni a rischio infortunistico, sono l’industria, il terziario, l’artigianato e l’agricoltura. Industria e servizi contano 559 casi mortali, mentre l’agricoltura ne registra 95.

L'articolo completo di Valeria Rey sarà pubblicato su uno dei prossimi numeri di Ambiente&Sicurezza.

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