Materie prime critiche: al via il programma nazionale di esplorazione

A renderlo noto è il comitato interministeriale per la transizione ecologica con la delibera 12 giugno 2025, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 1° agosto 2025, n. 177

Materie prime critiche: al via il programma nazionale di esplorazione. A renderlo noto è il comitato interministeriale per la transizione ecologica con la delibera 12 giugno 2025, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 1° agosto 2025, n. 177.

Il piano è stato approvato ai sensi dell'articolo 10 del decreto-legge 25 giugno 2024, n. 84, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2024, n. 115, e dell'articolo 57-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

Materie prime critiche: al via il programma nazionale di esplorazione

Scopo del documento

Il programma nazionale di esplorazione ha l’obiettivo di definire un quadro delle potenzialità minerarie nazionali tramite l’integrazione delle informazioni minerarie pregresse con una nuova campagna di ricerca mineraria di base, a distanza di circa 30 anni dall’ultimo investimento nazionale in ricerca mineraria.

Il programma mira, pertanto, a identificare le aree più promettenti dal punto di vista minerario, focalizzando l’interesse sulle materie prime critiche/strategiche definite dalla Ue, in molti casi mai o poco ricercate in Italia, ma anche su altri materiali di specifico interesse per l’industria nazionale.

 

Questi gli obiettivi finali del programma:

1) Individuare nuove risorse minerarie e incrementare le conoscenze minerarie di base nelle aree più promettenti relativamente a:

- depositi di materie prime critiche già coltivati in passato sul territorio nazionale come rame, tungsteno, manganese, magnesio, antimonio, grafite, fluorite, barite, feldspati eccetera;

- depositi di materie prime critiche mai coltivati e mai, o poco, esplorati come litio, cobalto, elementi del gruppo del platino, terre rare leggere e pesanti;

- depositi di materie prime non critiche ma che potrebbero essere di importanza strategica per la filiera nazionale come bentonite, zeoliti, caolino o che potrebbero diventare critiche a seguito delle nuove politiche economiche dei paesi alleati come, ad es. il molibdeno le cui forniture all’industria europea provengono al 90% dagli Stati Uniti;

2) fornire una base di dati, organizzati secondo gli standard internazionali, per favorire l’interesse di aziende nazionali ed internazionali alla richiesta di permessi di ricerca operativa, per lo sviluppo di progetti minerari sostenibili;

3) stimolare la rinascita di un completo ecosistema minerario nazionale tramite:

- incremento delle competenze tecniche e scientifiche nella Pa;

- rivitalizzazione degli insegnamenti accademici e delle scuole minerarie;

- sviluppo della ricerca e dei ricercatori in ambito minerario;

- creazione dell’anagrafe mineraria nazionale;

- coinvolgimento di Pmi nazionali e liberi professionisti in ambito geologico, geofisico, geochimico, come stimolo per lo sviluppo del settore;

- dialogo con gli enti e con le comunità locali per favorire l’accettabilità sociale anche, e soprattutto, tramite la disseminazione dei criteri di responsible mining;

4) porre le basi per un proseguimento pluriennale della ricerca mineraria;

5) fornire il contributo nazionale alla riduzione della dipendenza europea dalle forniture estere di materiali indispensabili allo sviluppo industriale.

 

Contemporaneamente, tramite la realizzazione del progetto Pnrr Urbes, si vuole incentivare il recupero di materie prime seconde dai rifiuti minerari abbandonati e da tutte le altre possibili fonti di approvvigionamento.

[photo credits]

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