Le principali innovazioni del D.M. 24 novembre 2025 rispetto al precedente D.M. 23 giugno 2022 vertono su un approccio metodologico più stringente, un maggiore allineamento con gli strumenti di finanza sostenibile (tassonomia Ue) e un forte impulso alla digitalizzazione e alla circolarità. In sintesi, il nuovo decreto non si limita ad aggiornare i parametri, ma compie un salto qualitativo nella gestione della sostenibilità nell'edilizia pubblica, trasformando i criteri ambientali minimi in un vero e proprio strumento di due diligence ambientale e strategica per gli enti concedenti.Vediamo le disposizioni nel dettaglio, nonché un confronto con la normativa precedente.
Accesso riservato
Questo contenuto è riservato agli abbonati a Ambiente Sicurezza Web
Sei abbonato a Ambiente Sicurezza Web? Effettua il login con la stessa e-mail utilizzata per la sottoscrizione del tuo abbonamento, per accedere a questo articolo e a tutti i contenuti a te riservati.
Non sei ancora abbonato a Ambiente Sicurezza Web? Attiva ora il tuo abbonamento per non perderti nulla.
Contenuti premium, approfondimenti speciali e tanti altri vantaggi ti aspettano. Scoprili tutti qui