Riduzione del mercurio, l’Ue corre ai ripari

ll mercurio, tenuto conto della sua estesa diffusione su tutto il pianeta, rappresenta una seria minaccia per la salute e per l’ambiente, come attestato dai dati raccolti nell’edizione 2013 del global mercury assessment pubblicata dall’Unep (united nations environment programme). Oltre al mercurio presente come elemento in ambiente e a quello che viene emesso in atmosfera per cause naturali, si stima che le attività umane siano diventate la principale causa di emissioni e rilasci, raggiungendo il picco durante gli anni ’70 del secolo scorso. Tra queste rientrano la combustione di carbone fossile, alcuni processi industriali che fanno uso di mercurio e di suoi composti (industria chimica, cementifici, raffinazione del petrolio), l’attività estrattiva nelle miniere di mercurio (oggi messa al bando nell’Unione europea, ma ancora in atto in altre aree del pianeta) e quella legata all’attività estrattiva artigianale su piccola scala nelle miniere d’oro. A livello internazionale, nel 2013 è stato siglato un accordo sul testo della convenzione di Minamata, rispetto alla quale, peraltro, la legislazione europea risulta essere ancora fortemente disallineata. Per colmare questo gap, nel febbraio 2016 è stata formulata una proposta di «Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio sul mercurio e che abroga il regolamento (CE) n.1102/2008», che si applicherà dal 1° gennaio 2018.

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