Audit energetici: l’efficientamento al servizio dell’ambiente (e del business)

In base al D.Lgs. 4 luglio 2014, n. 102, le grandi imprese devono eseguire una diagnosi energetica, condotta da società di servizi energetici, esperti in gestione dell'energia o auditor energetici e da Ispra relativamente allo schema Emas. La risposta di Esaware
Audit energetici: in base al D.Lgs. 4 luglio 2014, n. 102, le grandi imprese devono eseguire una diagnosi energetica, condotta da società di servizi energetici, esperti in  gestione  dell'energia  o auditor energetici e da Ispra relativamente  allo  schema Emas, nei siti produttivi localizzati sul territorio nazionale. Gli audit energetici, in base al D.Lgs. 102/2014, dovevano essere eseguiti entro il entro il 5 dicembre 2015; poi la verifica deve avvenire ogni quattro anni.

Lo spiega con un video Esaware, che propone la sua soluzione al problema.

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Audit energetico


Qui sotto, invece, il testo integrale del decreto.

 

Audit energetici

 

DECRETO LEGISLATIVO 4 luglio 2014, n. 102 

Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, che
modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le  direttive
2004/8/CE e 2006/32/CE. (14G00113) 
 

Titolo I

FINALITA' E OBIETTIVI

 
 
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; 
  Vista  la  direttiva  2012/27/UE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio, del  25  ottobre  2012,  sull'efficienza  energetica,  che
modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le  direttive
2004/8/CE e 2006/32/CE; 
  Vista la direttiva 2013/12/UE del Consiglio del 13 maggio 2013, che
adatta la direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio
sull'efficienza  energetica,  in  conseguenza   dell'adesione   della
Repubblica di Croazia; 
  Vista la legge 6 agosto 2013, n. 96, recante la delega  al  Governo
per il recepimento delle direttive europee e  l'attuazione  di  altri
atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2013,  ed  in
particolare l'articolo 4,  comma  1,  con  il  quale  sono  dettatati
criteri direttivi per l'attuazione della direttiva 2012/27/UE; 
  Vista la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al
Consiglio n. COM (2013) 762 recante  Orientamenti  della  Commissione
sull'attuazione della direttiva sull'efficienza energetica; 
  Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del
mare, 8  marzo  2013,  pubblicato,  per  comunicato,  nella  Gazzetta
Ufficiale  n.  73  del  27  marzo  2013,  che  approva  la  Strategia
energetica nazionale; 
  Vista la delibera CIPE n. 17 dell'8  marzo  2013  che  aggiorna  il
piano di azione nazionale per la riduzione dei livelli  di  emissione
di gas a effetto serra; 
  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,
adottata nella riunione del 4 aprile 2014; 
  Acquisito il parere della Conferenza unificata, di cui all'articolo
9, comma 2 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella
seduta del 29 maggio 2014; 
  Acquisiti i pareri  espressi  dalle  competenti  commissioni  della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
riunione del 30 giugno 2014; 
  Sulla proposta del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  del
Ministro dello sviluppo economico  e  del  Ministro  dell'ambiente  e
della tutela del territorio e del mare, di concerto  con  i  Ministri
dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei  trasporti,
della giustizia, degli affari esteri, per gli affari regionali  e  le
autonomie e per la semplificazione e la pubblica amministrazione; 
 
                              E m a n a 
 
 
                  il seguente decreto legislativo: 
 
                               Art. 1 
 
 
                              Finalita' 
 
  1. Il presente decreto, in attuazione della direttiva 2012/27/UE  e
nel rispetto dei criteri fissati dalla legge 6 agosto  2013,  n.  96,
stabilisce un quadro di misure per la promozione e  il  miglioramento
dell'efficienza   energetica   che   concorrono   al    conseguimento
dell'obiettivo   nazionale   di   risparmio    energetico    indicato
all'articolo 3. Il presente decreto, inoltre, detta norme finalizzate
a rimuovere gli ostacoli sul mercato dell'energia  e  a  superare  le
carenze del mercato che frenano l'efficienza nella fornitura e  negli
usi finali dell'energia. 
                               Art. 2 
                             Definizioni 
 
  1. Ai  fini  del  presente  decreto,  fatte  salve  le  abrogazioni
previste all'articolo 18,  comma  1,  lettera  a),  si  applicano  le
definizioni di cui: 
    a) all'articolo 2 del decreto legislativo 30 maggio 2008, n.  115
e successive modificazioni; 
    b) all'articolo 2 del decreto legislativo 8 febbraio 2007, n.  20
e successive modificazioni; 
    c) all'articolo 2, commi 1 e 2, del decreto legislativo 19 agosto
2005, n. 192 e successive modificazioni; 
    d) al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. 
  2. Si applicano inoltre le seguenti definizioni: 
    a) Accredia:  organismo  nazionale  italiano  di  accreditamento,
designato ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo  economico
22 dicembre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  20  del  26
gennaio 2010; 
    b) ammodernamento sostanziale di un impianto:  un  ammodernamento
il cui costo di  investimento  e'  superiore  al  50%  dei  costi  di
investimento di una nuova analoga unita'; 
    c) auditor energetico: persona  fisica  o  giuridica  che  esegue
diagnosi energetiche; 
    d) CEI: comitato elettrotecnico italiano; 
    e) coefficiente di edificazione: rapporto tra la superficie lorda
coperta degli immobili e la superficie del terreno di un  determinato
territorio; 
    f) condominio: edificio con almeno  due  unita'  immobiliari,  di
proprieta' in via esclusiva di soggetti che sono anche comproprietari
delle parti comuni; 
    g)  consumo  di  energia  finale:  tutta  l'energia  fornita  per
l'industria, i trasporti, le famiglie, i servizi e l'agricoltura, con
esclusione  delle   forniture   al   settore   della   trasformazione
dell'energia e alle industrie energetiche stesse; 
    h) consumo di energia  primaria:  il  consumo  interno  lordo  di
energia, ad esclusione degli usi non energetici; 
    i) contatore di fornitura: apparecchiatura di misura dell'energia
consegnata dal fornitore del servizio; 
    l) contatore divisionale o individuale: apparecchiatura di misura
del consumo di energia del singolo cliente finale; 
    m) conto termico: sistema di incentivazione della  produzione  di
energia termica da fonti  rinnovabili  ed  interventi  di  efficienza
energetica di piccole dimensioni di cui al decreto del Ministro dello
sviluppo economico 28 dicembre 2012,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il  Ministro
delle politiche  agricole  alimentari  e  forestali,  pubblicato  nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale  n.  1  del  2  gennaio
2013; 
    n) contratto di rendimento energetico o di prestazione energetica
(EPC): accordo contrattuale  tra  il  beneficiario  o  chi  per  esso
esercita il  potere  negoziale  e  il  fornitore  di  una  misura  di
miglioramento dell'efficienza  energetica,  verificata  e  monitorata
durante l'intera durata del contratto, dove gli investimenti (lavori,
forniture o servizi) realizzati sono pagati in funzione  del  livello
di     miglioramento     dell'efficienza     energetica     stabilito
contrattualmente  o  di  altri  criteri  di  prestazione   energetica
concordati, quali i risparmi finanziari; 
    o) criteri ambientali minimi (CAM): criteri ambientali minimi per
categorie  di   prodotto,   adottati   con   decreto   del   Ministro
dell'ambiente ai sensi del PAN GPP; 
    p) edificio polifunzionale: edificio destinato a scopi diversi  e
occupato da almeno due soggetti che  devono  ripartire  tra  loro  la
fattura dell'energia acquistata; 
    q) ENEA: Agenzia nazionale per le nuove tecnologie,  l'energia  e
lo sviluppo economico sostenibile; 
    r) energia termica: calore per riscaldamento e/o  raffreddamento,
sia per uso industriale che civile; 
    s) energia: tutte le forme di prodotti energetici,  combustibili,
energia termica, energia rinnovabile, energia elettrica  o  qualsiasi
altra forma di energia, come definiti all'articolo 2, lettera d), del
regolamento (CE) n. 1099/2008 del Parlamento e del Consiglio  del  22
ottobre 2008; 
    t) esercente l'attivita' di misura del gas naturale: soggetto che
eroga l'attivita' di misura di  cui  all'articolo  4,  comma17  della
deliberazione dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas  n.  11
del 2007, e successive modificazioni; 
    u)  esercente  l'attivita'  di  misura  dell'energia   elettrica:
soggetto che eroga l'attivita'  di  misura  di  cui  all'articolo  4,
comma6 della deliberazione dell'Autorita' per l'energia  elettrica  e
il gas n. 11 del 2007, e successive modificazioni; 
    v) grande impresa: impresa che occupa piu' di 250 persone, il cui
fatturato annuo supera i 50 milioni  di  euro  o  il  cui  totale  di
bilancio annuo supera i 43 milioni di euro; 
    z) GSE: Gestore dei servizi energetici S.p.A.; 
    aa) immobili della pubblica amministrazione centrale:  edifici  o
parti  di  edifici  di  proprieta'  della  pubblica   amministrazione
centrale, e da essa occupati; 
    bb) interfaccia di comunicazione: dispositivo fisico  o  virtuale
che permette la comunicazione fra due o piu' entita' di tipo diverso; 
    cc) microimpresa, piccola impresa e media impresa o PMI:  impresa
che occupa meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non  supera  i
50 milioni di euro o il cui totale di bilancio annuo non supera i  43
milioni di euro. Per le imprese per le quali non e'  stato  approvato
il primo bilancio ovvero, nel caso di imprese esonerate dalla  tenuta
della contabilita' ordinaria o dalla redazione del bilancio, o per le
quali non e' stata presentata la  prima  dichiarazione  dei  redditi,
sono considerati esclusivamente il numero degli occupati ed il totale
dell'attivo patrimoniale risultanti alla stessa data; 
    dd) Piano d'azione nazionale per l'efficienza energetica  (PAEE):
documento  redatto  ai  sensi  dell'articolo  17  che  individua  gli
orientamenti nazionali  per  il  raggiungimento  degli  obiettivi  di
miglioramento dell'efficienza energetica e dei servizi energetici; 
    ee) Piano d'azione per la sostenibilita' ambientale  dei  consumi
nel  settore  della  pubblica  amministrazione   (PAN   GPP):   Piano
predisposto ai sensi dell'articolo 1,  comma  1126,  della  legge  27
dicembre  2006  n.  296,  e  approvato  con  decreto   del   Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  di  concerto
con i  Ministri  dell'economia  e  delle  finanze  e  dello  sviluppo
economico 11 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  107
dell'8 maggio 2008, cosi' come modificato dal  decreto  del  Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e  del  mare,  10  aprile
2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 102 del 3 maggio 2013; 
    ff)  pubblica  amministrazione  centrale:  autorita'  governative
centrali di cui all'allegato IV del  decreto  legislativo  12  aprile
2006, n. 163; 
    gg) rete di teleriscaldamento e  teleraffreddamento:  sistema  di
trasporto dell'energia termica, realizzato prevalentemente  su  suolo
pubblico, finalizzato a consentire a chiunque interessato, nei limiti
consentiti dall'estensione della rete, di  collegarsi  alla  medesima
per l'approvvigionamento di energia termica per il riscaldamento o il
raffreddamento di  spazi,  per  processi  di  lavorazione  e  per  la
copertura del fabbisogno di acqua calda sanitaria; 
    hh) ripartizione regionale  della  quota  minima  di  energia  da
produrre mediante energie rinnovabili (Burden Sharing):  suddivisione
tra Regioni degli impegni per raggiungere una quota minima di energia
rinnovabile di cui al  decreto  15  marzo  2012  del  Ministro  dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della
tutela  del  territorio  e  del  mare,  d'intesa  con  la  Conferenza
Unificata, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, n. 78  del  2  aprile
2012; 
    ii) riscaldamento  e  raffreddamento  efficienti:  un'opzione  di
riscaldamento e  raffreddamento  che,  rispetto  a  uno  scenario  di
riferimento che rispecchia le condizioni  abituali,  riduce  in  modo
misurabile l'apporto di energia  primaria  necessaria  per  rifornire
un'unita'  di  energia  erogata   nell'ambito   di   una   pertinente
delimitazione di sistema in modo efficiente in termini di costi, come
valutato nell'analisi costi-benefici  di  cui  al  presente  decreto,
tenendo   conto   dell'energia   richiesta   per   l'estrazione,   la
conversione, il trasporto e la distribuzione; 
    ll)  riscaldamento  e  raffreddamento   individuali   efficienti:
un'opzione di fornitura individuale di riscaldamento e raffreddamento
che, rispetto al teleriscaldamento e  teleraffreddamento  efficienti,
riduce  in  modo  misurabile  l'apporto  di  energia   primaria   non
rinnovabile necessaria per rifornire  un'unita'  di  energia  erogata
nell'ambito di una pertinente delimitazione di sistema o richiede  lo
stesso apporto  di  energia  primaria  non  rinnovabile  ma  a  costo
inferiore, tenendo conto dell'energia richiesta per l'estrazione,  la
conversione, il trasporto e la distribuzione; 
    mm) servizio energetico: la prestazione materiale,  l'utilita'  o
il vantaggio derivante dalla combinazione di energia  con  tecnologie
ovvero con operazioni che  utilizzano  efficacemente  l'energia,  che
possono includere le attivita' di  gestione,  di  manutenzione  e  di
controllo necessarie alla prestazione del servizio, la cui  fornitura
e' effettuata sulla base di un contratto e che in circostanze normali
ha dimostrato di portare a miglioramenti dell'efficienza energetica e
a risparmi energetici primari verificabili e misurabili o stimabili; 
    nn) sistema di contabilizzazione: sistema tecnico che consente la
misurazione dell'energia termica o frigorifera fornita  alle  singole
unita'  immobiliari  (utenze)  servite   da   un   impianto   termico
centralizzato o da teleriscaldamento o tele raffreddamento,  ai  fini
della proporzionale suddivisione delle relative spese; 
    oo) sistema di gestione dell'energia:  insieme  di  elementi  che
interagiscono o sono  intercorrelati  all'interno  di  un  piano  che
stabilisce un obiettivo di efficienza energetica e una strategia atta
a conseguirlo; 
    pp) sistema di misurazione intelligente: un  sistema  elettronico
in  grado  di  misurare  il  consumo  di  energia  fornendo  maggiori
informazioni  rispetto  ad  un  dispositivo   convenzionale,   e   di
trasmettere e ricevere dati utilizzando una  forma  di  comunicazione
elettronica; 
    qq) sistema di termoregolazione:  sistema  tecnico  che  consente
all'utente di regolare la  temperatura  desiderata,  entro  i  limiti
previsti dalla normativa vigente, per ogni unita' immobiliare, zona o
ambiente; 
    rr) Strategia energetica nazionale (SEN): documento di analisi  e
strategia energetica approvato con decreto 8 marzo 2013 del  Ministro
dello sviluppo economico e del Ministro dell'ambiente e della  tutela
del territorio e del mare, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, n. 73
del 27 marzo 2013; 
    ss) superficie coperta utile totale: la superficie coperta di  un
immobile o di parte di un immobile in cui l'energia e' utilizzata per
il condizionamento del clima degli ambienti interni; 
    tt) teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti: sistema di
teleriscaldamento  o  teleraffreddamento  che  usa,  in  alternativa,
almeno: 
      il 50 per cento di calore di scarto; 
      il 50 per cento di energia derivante da fonti rinnovabili; 
      il 50 per cento di una combinazione delle precedenti; 
      il 75 per cento di calore cogenerato; 
    uu) tonnellata equivalente di petrolio (Tep):  unita'  di  misura
dell'energia pari all'energia rilasciata  dalla  combustione  di  una
tonnellata  di  petrolio   grezzo,   il   cui   valore   e'   fissato
convenzionalmente pari a 41,86 GJ; 
    vv) UNI: Ente nazionale italiano di unificazione. 
                               Art. 3 
 
 
             Obiettivo nazionale di risparmio energetico 
 
  1. L'obiettivo nazionale indicativo  di  risparmio  energetico  cui
concorrono le misure del presente decreto, consiste nella  riduzione,
entro l'anno  2020,  di  20  milioni  di  tonnellate  equivalenti  di
petrolio dei consumi di energia primaria,  pari  a  15,5  milioni  di
tonnellate equivalenti di petrolio di energia finale,  conteggiati  a
partire dal 2010, in coerenza con la Strategia energetica nazionale. 
  2. Le Regioni, in attuazione dei propri strumenti di programmazione
energetica possono  concorrere,  con  il  coinvolgimento  degli  Enti
Locali, al raggiungimento dell'obiettivo nazionale di cui al comma 1. 

Titolo II

EFFICIENZA NELL'USO DELL'ENERGIA

                               Art. 4 
 
 
         Promozione dell'efficienza energetica negli edifici 
 
  1. L'ENEA, nel quadro dei piani d'azione nazionali per l'efficienza
energetica (PAEE) di  cui  all'articolo  17,  comma  1  del  presente
decreto, elabora una proposta di interventi  di  medio-lungo  termine
per il miglioramento della prestazione energetica  degli  immobili  e
sottopone il documento all'approvazione del Ministro  dello  sviluppo
economico e del Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio
e del mare, sentiti il Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti
e il Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca,
d'intesa con la conferenza unificata. 
  2. La proposta di  interventi  di  cui  al  comma  1  riguarda  gli
edifici, sia pubblici che privati, e comprende almeno: 
    a) una rassegna del parco immobiliare nazionale fondata,  se  del
caso, su campionamenti statistici; 
    b)  l'individuazione,  sulla  base  della  metodologia   di   cui
all'articolo 5 della  direttiva  2010/31/UE,  degli  interventi  piu'
efficaci in termini di costi, differenziati in base alla tipologia di
edificio e la zona climatica; 
    c) un elenco aggiornato delle misure, esistenti  e  proposte,  di
incentivazione, di accompagnamento e di sostegno finanziario messe  a
disposizione da soggetti pubblici e privati per  le  riqualificazioni
energetiche e le ristrutturazioni importanti degli edifici, corredate
da esempi applicativi e dai risultati conseguiti; 
    d) un'analisi delle barriere tecniche, economiche  e  finanziarie
che ostacolano la  realizzazione  di  interventi  di  efficientamento
energetico  negli  immobili  e  le  misure   di   semplificazione   e
armonizzazione necessarie a ridurre costi e tempi degli interventi  e
attrarre nuovi investimenti; 
    e) una stima del risparmio energetico e degli ulteriori  benefici
conseguibili annualmente per mezzo del miglioramento  dell'efficienza
energetica del parco immobiliare nazionale basata sui dati storici  e
su previsioni del tasso di riqualificazione annuo; 
  3. Le proposte di cui al comma 1 tengono conto del  Piano  d'azione
destinato ad aumentare il numero di edifici a energia quasi  zero  di
cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n.  192,  articolo  4-bis,
comma 2, e del programma di miglioramento dell'efficienza  energetica
degli  edifici  della  Pubblica  Amministrazione  centrale   di   cui
all'articolo 5 del presente decreto. 
  4. Per garantire un coordinamento ottimale degli interventi e delle
misure per l'efficienza energetica anche degli edifici della pubblica
amministrazione  e'  istituita,  avvalendosi  delle  risorse   umane,
strumentali e finanziarie gia'  esistenti,  senza  nuovi  o  maggiori
oneri per il bilancio dello Stato, una cabina di regia, composta  dal
Ministero dello sviluppo economico, che la presiede, e dal  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. La cabina  di
regia assicura in particolare  il  coordinamento  delle  politiche  e
degli interventi attivati attraverso il Fondo di cui all'articolo  15
e attraverso il Fondo di cui all'articolo 1, comma 1110, della  legge
27 dicembre 2006, n. 296. Con decreto  del  Ministro  dello  sviluppo
economico e del Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio
e del mare e' stabilito  il  funzionamento  della  cabina  di  regia,
tenuto conto di quanto previsto ai commi 1 e 2. Ai  componenti  della
cabina non spetta alcun compenso  comunque  denominato  ne'  rimborso
spese, e all'attuazione del presente comma si provvede con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione  vigente,
senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. 
                               Art. 5 
 
 
             Miglioramento della prestazione energetica 
            degli immobili della Pubblica Amministrazione 
 
  1. A partire dall'anno 2014 e fino al  2020,  e  nell'ambito  della
cabina di regia di cui all'articolo 4-bis non appena istituita,  sono
realizzati attraverso le  misure  del  presente  articolo  interventi
sugli immobili della pubblica amministrazione centrale,  inclusi  gli
immobili periferici,  in  grado  di  conseguire  la  riqualificazione
energetica almeno pari al 3 per cento annuo della superficie  coperta
utile climatizzata o che, in  alternativa,  comportino  un  risparmio
energetico cumulato nel periodo 2014-2020 di almeno 0,04 Mtep. 
  2. Il  Ministero  dello  sviluppo  economico  di  concerto  con  il
Ministero dell'ambiente e della tutela del  territorio  e  del  mare,
sentito il Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  e  in
collaborazione con l'Agenzia del  demanio,  predispone  entro  il  30
novembre di  ogni  anno,  a  decorrere  dal  2014,  un  programma  di
interventi per il miglioramento della  prestazione  energetica  degli
immobili della pubblica  amministrazione  centrale  coerente  con  la
percentuale indicata al comma 1, e promuovono, altresi', le attivita'
di informazione e di assistenza tecnica eventualmente necessarie alle
pubbliche amministrazioni interessate  dal  comma  1,  anche  tramite
propri enti e societa' collegate. Le stesse Amministrazioni,  con  il
supporto  dell'ENEA  e  del  GSE  nel   rispetto   delle   rispettive
competenze, assicurano il coordinamento, la raccolta dei  dati  e  il
monitoraggio necessario per verificare lo stato  di  avanzamento  del
programma,    promuovendo    la    massima    partecipazione    delle
Amministrazioni interessate, e la pubblicita' dei dati sui  risultati
raggiunti e sui risparmi conseguiti. Nella redazione  del  programma,
si  tiene,  altresi',   conto   delle   risultanze   dell'inventario,
predisposto  in  attuazione  dell'articolo  5,  paragrafo  5,   della
direttiva 2012/27/UE, contenente informazioni sulle superfici  e  sui
consumi energetici  degli  immobili  della  pubblica  amministrazione
centrale, dei dati sui consumi energetici  rilevati  nell'applicativo
informatico IPer gestito dall'Agenzia del demanio,  delle  risultanze
delle diagnosi energetiche nonche' delle misure di cui al comma 10. 
  3. Al fine di  elaborare  il  programma  di  cui  al  comma  2,  le
Pubbliche Amministrazioni centrali, entro il 30 settembre per  l'anno
2014 e entro il 30 giugno di ciascun anno successivo,  predispongono,
anche  in  forma   congiunta,   proposte   di   intervento   per   la
riqualificazione energetica dei immobili dalle stesse occupati, anche
avvalendosi dei Provveditorati  interregionali  opere  pubbliche  del
Ministero delle infrastrutture e trasporti, e le trasmettono, entro i
quindici giorni successivi, al Ministero  dello  sviluppo  economico.
Tali proposte devono  essere  formulate  sulla  base  di  appropriate
diagnosi  energetiche  o  fare   riferimento   agli   interventi   di
miglioramento  energetico  previsti  dall'Attestato  di   prestazione
energetica di cui all'articolo 6 del decreto  legislativo  19  agosto
2005, n. 192. 
  4.  Per  gli  adempimenti  di  cui  al  comma   3,   le   Pubbliche
Amministrazioni  centrali  individuano,  al   proprio   interno,   il
responsabile del  procedimento  e  ne  comunicano  il  nominativo  ai
soggetti di cui al comma 2. 
  5. Le modalita' per l'esecuzione del programma di cui  al  comma  2
sono definite con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico e del
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  di
concerto con il  Ministro  delle  infrastrutture  e  trasporti  e  il
Ministro dell'Economia e  delle  Finanze,  da  emanare  entro  trenta
giorni dall'entrata in vigore del presente decreto. 
  6. Sono esclusi dal programma di cui al comma 2: 
    a) gli immobili con superficie coperta utile totale  inferiore  a
500 m². Tale soglia a partire dal 9 luglio 2015 e' rimodulata  a  250
m²; 
    b) gli immobili vincolati ai sensi  del  decreto  legislativo  22
gennaio 2004, n. 42, nella misura in cui il rispetto  di  determinati
requisiti minimi di prestazione energetica modificherebbe in  maniera
inaccettabile il loro carattere o aspetto; 
    c) gli  immobili  destinati  a  scopi  di  difesa  nazionale,  ad
eccezione degli alloggi individuali o degli edifici adibiti a  uffici
per le forze armate e  altro  personale  dipendente  dalle  autorita'
preposte alla difesa nazionale; 
    d) gli immobili adibiti a luoghi di culto e allo  svolgimento  di
attivita' religiose. 
  7. Per la definizione  del  programma  di  cui  al  comma  2,  sono
applicati criteri di individuazione tra piu' interventi,  basati  su:
ottimizzazione dei tempi di  recupero  dell'investimento,  anche  con
riferimento  agli  edifici  con  peggiore   indice   di   prestazione
energetica; minori tempi previsti  per  l'avvio  e  il  completamento
dell'intervento; entita' di eventuali forme di cofinanziamento  anche
mediante ricorso a finanziamenti tramite terzi. 
  8.  La  realizzazione  degli  interventi  compresi  nei   programmi
definiti ai sensi del comma 2 e'  gestita,  senza  nuovi  o  maggiori
oneri  per  la  finanza  pubblica,  dalle  strutture  operative   dei
Provveditorati interregionali opere  pubbliche  del  Ministero  delle
infrastrutture e trasporti, ove  occorra  in  avvalimento  e  con  il
supporto delle Amministrazioni  interessate.  L'Agenzia  del  Demanio
promuove forme  di  razionalizzazione  e  di  coordinamento  tra  gli
interventi, anche tra  piu'  Amministrazioni,  al  fine  di  favorire
economie di scala e di contribuire al contenimento dei costi. 
  9. Concorrono altresi' al raggiungimento  dell'obiettivo  annuo  di
cui al comma 1,  le  misure  organizzative  e  comportamentali  degli
occupanti volte a ridurre il consumo  energetico,  che  le  pubbliche
amministrazioni centrali sono chiamate a promuovere ed applicare  con
le modalita' di cui all'articolo 14 del decreto-legge 9 maggio  2012,
n. 52. 
  10. Le pubbliche  amministrazioni  centrali,  comprese  quelle  che
hanno nella propria disponibilita' gli immobili di cui  al  comma  6,
che  procedono  alla  realizzazione  di  interventi   di   efficienza
energetica  sul  loro  patrimonio  edilizio  o  di   sostituzione   e
razionalizzazione degli spazi, al di fuori del programma  di  cui  al
presente articolo, ne danno comunicazione ai soggetti di cui al comma
2. Le  stesse  pubbliche  amministrazioni  comunicano,  altresi',  le
misure in corso o programmate per il recupero e la valorizzazione del
patrimonio immobiliare pubblico. 
  11. Per la realizzazione degli interventi rientranti nel  programma
di cui al comma 2, le pubbliche amministrazioni centrali  di  cui  al
comma 3 favoriscono  il  ricorso  allo  strumento  del  finanziamento
tramite terzi e ai contratti di rendimento energetico e possono agire
tramite l'intervento di una o piu' ESCO. 
  12. Le risorse del fondo di  cui  all'articolo  22,  comma  4,  del
decreto  legislativo  3  marzo   2011,   n.   28,   come   modificato
dall'articolo 4-ter, comma 2 del decreto legislativo 19 agosto  2005,
n. 192, sono  versate  all'entrata  del  bilancio  dello  Stato,  per
l'importo di 5 milioni di euro nell'anno 2014 e di 25 milioni di euro
nell'anno 2015, per essere riassegnate  ad  apposito  capitolo  dello
stato di  previsione  del  Ministero  dello  sviluppo  economico  nei
medesimi esercizi per l'attuazione del programma di interventi di cui
al comma 2. A tal fine, la Cassa conguaglio per il settore  elettrico
provvede al versamento all'entrata del  bilancio  dello  Stato  degli
importi indicati al primo  periodo,  a  valere  sulle  disponibilita'
giacenti sul conto corrente bancario  intestato  al  predetto  Fondo,
entro 30 giorni dall'entrata  in  vigore  del  presente  decreto  per
l'importo relativo al 2014 ed entro il  31  marzo  per  il  2015.  Lo
stesso stanziamento puo' essere integrato: 
    a) fino a 25 milioni di euro annui per il  periodo  2015-2020,  a
valere  sulle  risorse  annualmente  confluite  nel  fondo   di   cui
all'articolo 22, comma 4, del decreto legislativo 3  marzo  2011,  n.
28,  secondo  le  modalita'  di  cui  al   presente   comma,   previa
determinazione dell'importo da versare con decreto del Ministro dello
sviluppo economico e del Ministro dell'ambiente e  della  tutela  del
territorio e del mare di concerto con  il  Ministro  dell'economia  e
delle finanze; 
    b) fino a 20 milioni di euro per l'anno 2014 e fino a 30  milioni
di euro annui per il periodo  2015-2020  a  valere  sulla  quota  dei
proventi annui delle aste delle quote di  emissione  di  CO2  di  cui
all'articolo 19  del  decreto  legislativo  13  marzo  2013,  n.  30,
destinata ai progetti energetico ambientali, con le modalita'  e  nei
limiti di cui ai commi  3  e  6  dello  stesso  articolo  19,  previa
verifica dell'entita' dei proventi disponibili  annualmente  e  nella
misura del 50  per  cento  a  carico  del  Ministero  dello  sviluppo
economico e  del  restante  50  per  cento  a  carico  del  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.  Il  Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le conseguenti variazioni di bilancio. 
  13. Le risorse di cui al comma 12, eventualmente integrate  con  le
risorse gia' derivanti dagli strumenti di incentivazione  comunitari,
nazionali e locali dedicati all'efficienza  energetica  nell'edilizia
pubblica e con risorse dei  Ministeri  interessati,  sono  utilizzate
anche per la copertura delle spese derivanti dalla  realizzazione  di
diagnosi energetiche finalizzate all'esecuzione degli  interventi  di
miglioramento dell'efficienza energetica di cui al presente articolo,
eventualmente  non  eseguite  dall'ENEA   e   dal   GSE   nell'ambito
dell'attivita' d'istituto. 
  14. Le pubbliche amministrazioni centrali di cui al comma 3,  anche
avvalendosi del supporto dell'ENEA, entro il 31 dicembre di ogni anno
a  decorrere  dal  2015,  predispongono  e  comunicano  al  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al  Ministero
delle infrastrutture  e  trasporti,  all'Agenzia  del  demanio  e  al
Ministero  dello  sviluppo  economico  un  rapporto  sullo  stato  di
conseguimento dell'obiettivo di cui al comma 1. 
  15. Le imprese che effettuano la fornitura di  energia  per  utenze
intestate  a  una  pubblica   amministrazione   centrale   comunicano
all'ENEA, a partire dal 31 gennaio 2015 e successivamente entro il 31
gennaio di ciascun anno, i consumi  annuali,  suddivisi  per  vettore
energetico, di ognuna  delle  suddette  utenze  e  relativi  all'anno
precedente. L'ENEA, entro  novanta  giorni  dalla  pubblicazione  del
presente decreto,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la  finanza
pubblica, rende disponibile un portale informatico per  l'inserimento
delle informazioni di  cui  al  presente  comma  e  ne  da  opportuna
informazione sul suo sito istituzionale. 
  16. Le  Regioni  e  gli  enti  locali  nell'ambito  dei  rispettivi
strumenti  di  programmazione  energetica,  in  maniera   coordinata,
concorrono  al  raggiungimento  dell'obiettivo   nazionale   di   cui
all'articolo 3, comma 1, attraverso l'approvazione: 
    a) di obiettivi e azioni specifici di risparmio energetico  e  di
efficienza energetica, nell'intento di conformarsi al ruolo esemplare
degli immobili di proprieta' dello Stato di cui al presente articolo; 
    b) di provvedimenti volti a favorire l'introduzione di un sistema
di  gestione  dell'energia,  comprese  le  diagnosi  energetiche,  il
ricorso alle  ESCO  e  ai  contratti  di  rendimento  energetico  per
finanziare  le  riqualificazioni  energetiche   degli   immobili   di
proprieta' pubblica e  migliorare  l'efficienza  energetica  a  lungo
termine. 
  17. Le imprese che effettuano la fornitura di  energia  per  utenze
intestate  a  una  pubblica  amministrazione  locale,  su   specifica
richiesta della Regione o Provincia autonoma interessata,  comunicano
alla stessa, i consumi annuali,  suddivisi  per  vettore  energetico,
delle utenze oggetto della richiesta. La suddetta richiesta  contiene
i riferimenti delle utenze e  i  relativi  codici  di  fornitura.  Le
Regioni e le Province Autonome, rendono disponibili  le  informazioni
di cui al presente comma sui propri siti istituzionali. 
                               Art. 6 
 
 
          Acquisti delle Pubbliche amministrazioni centrali 
 
  1. Le pubbliche amministrazioni centrali si attengono  al  rispetto
dei requisiti minimi di efficienza energetica di cui all'allegato  1,
in occasione delle procedure per la stipula di contratti di  acquisto
o di nuova locazione di immobili ovvero di  acquisto  di  prodotti  e
servizi, come indicato al comma 3, avviate a decorrere dalla data  di
entrata in vigore del presente decreto. I medesimi  requisiti  devono
essere rispettati nell'ambito degli appalti di fornitura in regime di
locazione finanziaria. I requisiti minimi  di  efficienza  energetica
sono inclusi tra i criteri di valutazione delle offerte; il bando  di
gara precisa che i fornitori del servizio sono tenuti  ad  utilizzare
prodotti conformi ai requisiti minimi e individua le modalita' con le
quali gli offerenti  dimostrano  di  avere  soddisfatto  i  requisiti
stessi. 
  2. L'obbligo di  cui  al  comma  1  si  considera  assolto  qualora
l'acquisto di  prodotti,  servizi  ed  immobili  rispetti  almeno  le
«specifiche tecniche»  e  le  «clausole  contrattuali»  indicate  nei
«Criteri ambientali minimi» per le pertinenti categorie  di  prodotti
indicate al punto 3.6  del  «Piano  d'azione  per  la  sostenibilita'
ambientale dei consumi nel  settore  della  Pubblica  Amministrazione
(PAN GPP)». 
  3. L'obbligo di cui al comma 1 si  applica  agli  appalti  per  gli
acquisti di prodotti e servizi  di  importo  pari  o  superiore  alle
soglie di cui all'articolo 28 del decreto legislativo 12 aprile 2006,
n. 163. In relazione agli  acquisti  ovvero  ai  nuovi  contratti  di
locazione di immobili, l'obbligo di cui al comma 1 si applica a tutti
i contratti, indipendentemente dal relativo importo. 
  4. E' ammessa deroga dal rispetto dell'obbligo di cui  al  comma  1
qualora tale previsione  non  sia  coerente  con  le  valutazioni  di
costo-efficacia, fattibilita' economica e idoneita'  tecnica,  ovvero
nel caso in cui comporti una severa  restrizione  della  concorrenza.
Gli elementi tecnici  ed  economici  a  sostegno  della  deroga  sono
precisati e motivati nei documenti di gara. In materia  di  immobili,
e'  ammessa  deroga  al  rispetto  dei  requisiti   minimi,   qualora
l'acquisto sia finalizzato a: 
    a)  intraprendere   una   ristrutturazione   importante   o   una
demolizione; 
    b) salvaguardare l'immobile in quanto ufficialmente  protetto  in
virtu'  dell'appartenenza  a  determinate   aree   ovvero   del   suo
particolare valore architettonico o storico. 
  5. L'obbligo di cui al comma 1 si applica agli appalti delle  forze
armate solo se la sua applicazione non sia in contrasto con la natura
e l'obiettivo primario delle attivita' delle forze  armate.  In  ogni
caso, l'obbligo non si applica  agli  appalti  per  la  fornitura  di
materiale militare, ai sensi  del  decreto  legislativo  15  novembre
2011, n. 208. 
  6. Nel caso in cui la fornitura preveda l'acquisto  contestuale  di
un insieme di prodotti,  la  valutazione  dell'efficienza  energetica
globale di tale insieme costituisce  criterio  di  scelta  prevalente
rispetto alla  valutazione  dell'efficienza  energetica  dei  singoli
prodotti che costituiscono l'intera fornitura. 
  7. Le amministrazioni pubbliche centrali soggette agli obblighi  di
cui al  comma  1  del  presente  articolo,  individuano,  al  proprio
interno, uno  o  piu'  soggetti  responsabili  dell'attuazione  degli
obblighi suddetti. 
  8. La Consip SpA adegua i criteri e le procedure per l'acquisto  di
beni e servizi alle disposizioni  contenute  nel  presente  articolo.
Tutte le stazioni  appaltanti  dovranno  applicare  il  criterio  del
presente articolo. 
  9. Le amministrazioni diverse da quelle di cui al comma 1, comprese
le Regioni, le Province  Autonome  di  Trento  e  Bolzano,  gli  Enti
Locali, ciascuno nell'ambito delle  proprie  competenze,  adeguano  i
propri ordinamenti ai principi contenuti nel presente articolo. 
                               Art. 7 
 
 
            Regime obbligatorio di efficienza energetica 
 
  1. L'obiettivo di risparmio nazionale cumulato di energia finale da
conseguire nel periodo compreso tra  il  1°  gennaio  2014  e  il  31
dicembre 2020, e' determinato secondo la metodologia di attuazione ai
sensi dell'articolo 7 della direttiva 2012/27/UE. 
  2.  Il  regime  obbligatorio  di  efficienza  energetica   di   cui
all'articolo 7 della citata direttiva 2012/27/UE  e'  costituito  dal
meccanismo dei certificati bianchi di cui ai decreti  legislativi  16
marzo 1999 n. 79 e 23 maggio 2000 n. 164 e relativi provvedimenti  di
attuazione, secondo le condizioni di cui al presente articolo. 
  3. Il meccanismo dei certificati bianchi di cui al comma  2  dovra'
garantire il conseguimento di un risparmio energetico al 31  dicembre
2020 non inferiore al sessanta per cento dell'obiettivo di  risparmio
energetico nazionale cumulato di cui al comma 1. Il  restante  volume
di  risparmi  di  energia  e'  ottenuto  attraverso  le   misure   di
incentivazione  degli  interventi   di   incremento   dell'efficienza
energetica vigenti. 
  4. I provvedimenti concernenti la  determinazione  degli  obiettivi
quantitativi  nazionali  di  risparmio  energetico   per   gli   anni
successivi al 2016, di cui all'articolo 4, comma 5, del  decreto  del
Ministro dello sviluppo economico 28 dicembre 2012,  definiscono  una
traiettoria coerente con l'obiettivo di risparmio di cui al comma 1 e
la previsione del comma 3. Gli stessi provvedimenti possono prevedere
un'estensione  dell'ambito  dei  soggetti   obbligati   e   modalita'
alternative o aggiuntive di assolvimento dell'obbligo,  qualora  cio'
fosse necessario per il conseguimento dell'obiettivo di cui al  comma
1. 
  5. Entro il 31 dicembre 2016 e successivamente entro il 31 dicembre
2018,  il  Ministero  dello  sviluppo  economico,  con  il   supporto
dell'ENEA e del GSE, redige un rapporto sullo stato di  conseguimento
dell'obbligo di cui al comma 1.  Qualora  da  tali  rapporti  dovesse
risultare un  volume  di  risparmi  ottenuti  insufficiente  rispetto
all'obbligo previsto,  il  Ministero  dello  sviluppo  economico,  di
concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio
e del mare, introduce, anche su proposta dell'Autorita' per l'energia
elettrica il gas ed il sistema idrico, misure  di  potenziamento  del
sistema di sostegno basato sui certificati bianchi e nuove misure  in
grado  di  dare  maggiore  efficacia  alle  politiche  di  promozione
dell'efficienza energetica, nel  rispetto  dei  vincoli  di  bilancio
pubblico. In ogni caso,  gli  stessi  Ministeri  provvedono,  sentita
l'Autorita' per l'energia elettrica il  gas  ed  il  sistema  idrico,
entro 120 giorni dall'emanazione del presente decreto  ad  aggiornare
le linee guida di cui  all'articolo  6,  comma  2,  del  decreto  del
Ministero dello sviluppo economico del 28 dicembre  2012  concernente
la determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio
energetico  che   devono   essere   perseguiti   dalle   imprese   di
distribuzione dell'energia elettrica e il gas per gli anni  dal  2013
al 2016, per tener conto di quanto previsto agli articoli 5 e 15  del
presente decreto. Lo stesso provvedimento contiene  disposizioni  per
migliorare l'efficacia del meccanismo, anche con eventuali  modifiche
della soglia  dimensionale  richiesta,  per  valorizzare  i  risparmi
energetici derivanti da misure volte al miglioramento comportamentale
e per prevenire comportamenti speculativi. 
  6.  Ai  fini  dell'accesso  al  Conto  termico,  i  contratti   che
rispettano gli elementi minimi di cui all'allegato  8,  del  presente
decreto sono  considerati  contratti  di  rendimento  energetico.  In
deroga all'articolo 6, comma 1, del Conto termico, il GSE  predispone
specifiche modalita' che consentano, alle Pubbliche  Amministrazioni,
di optare per l'erogazione dell'incentivo  attraverso  un  acconto  e
successivi pagamenti per stato di  avanzamento  lavori.  Al  suddetto
Conto termico, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 3, comma 1, lettera b), le  parole  da:  «intesi»
ad: «agrario,» sono soppresse; 
    b) all'articolo 6, dopo il comma 1 e' inserito il seguente: 
    c) «1-bis. L'incentivo erogato ai sensi del presente decreto  non
puo' eccedere, in nessun caso, il 65 per cento delle spese sostenute,
come dichiarate ai sensi dell'articolo 7, comma 6, lettera d).»; 
    d) all'articolo 7,  comma  3,  dopo  le  parole:  «immediatamente
esecutivo» sono inserite le seguenti: «dal momento del riconoscimento
della prenotazione dell'incentivo da parte del GSE». 
  7. Le Regioni pubblicano in modalita' open data entro il 1°  giugno
di ogni anno a partire dal 2015  i  risparmi  di  energia  conseguiti
nell'anno  precedente  derivanti  dalle  misure   di   incentivazione
promosse in ambito locale. 
  8. I risparmi di energia per i quali non siano  stati  riconosciuti
titoli di efficienza energetica, rispetto all'anno  precedente  e  in
condizioni  normalizzate,  riscontrabili   dai   bilanci   energetici
predisposti  da  imprese  che  attuano   un   sistema   di   gestione
dell'energia conforme alla norma ISO 50001, e  dagli  audit  previsti
dal  presente  decreto  sono  comunicati  dalle  imprese  all'ENEA  e
concorrono al raggiungimento  degli  obiettivi  di  cui  al  presente
articolo. 
                               Art. 8 
 
 
       Diagnosi energetiche e sistemi di gestione dell'energia 
 
  1. Le grandi imprese eseguono una diagnosi energetica, condotta  da
societa' di servizi energetici, esperti in  gestione  dell'energia  o
auditor energetici e da ISPRA relativamente  allo  schema  volontario
EMAS, nei siti produttivi localizzati sul territorio nazionale  entro
il 5 dicembre 2015 e successivamente ogni 4 anni, in  conformita'  ai
dettati di cui all'allegato 2 al presente decreto. Tale  obbligo  non
si applica alle grandi imprese che hanno adottato sistemi di gestione
conformi EMAS e alle norme ISO 50001 o EN ISO 14001, a condizione che
il sistema di gestione  in  questione  includa  un  audit  energetico
realizzato in  conformita'  ai  dettati  di  cui  all'allegato  2  al
presente decreto.  I  risultati  di  tali  diagnosi  sono  comunicati
all'ENEA e all'ISPRA che ne cura la conservazione. 
  2. Decorsi 24 mesi dalla data di entrata  in  vigore  del  presente
decreto, le diagnosi di cui al comma  1  sono  eseguite  da  soggetti
certificati  da  organismi  accreditati  ai  sensi  del   regolamento
comunitario n. 765 del 2008 o firmatari degli accordi  internazionali
di mutuo riconoscimento, in base alle norme UNI CEI  11352,  UNI  CEI
11339 o alle  ulteriori  norme  di  cui  all'articolo  12,  comma  3,
relative agli auditor energetici, con l'esclusione degli installatori
di elementi  edilizi  connessi  al  miglioramento  delle  prestazioni
energetiche degli edifici. Per lo schema volontario EMAS  l'organismo
preposto e' ISPRA. 
  3. Le imprese a forte consumo di energia che ricadono nel campo  di
applicazione dell'articolo 39, comma 1 o comma 3,  del  decreto-legge
22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla  legge  7
agosto 2012, n. 134, sono tenute, ad eseguire le diagnosi di  cui  al
comma 1, con  le  medesime  scadenze,  indipendentemente  dalla  loro
dimensione e a dare progressiva  attuazione,  in  tempi  ragionevoli,
agli interventi di efficienza individuati dalle diagnosi stesse o  in
alternativa ad adottare sistemi di gestione conformi alle  norme  ISO
50001. 
  4. Laddove l'impresa soggetta a diagnosi sia situata in prossimita'
di  reti  di  teleriscaldamento  o   in   prossimita'   di   impianti
cogenerativi ad alto  rendimento,  la  diagnosi  contiene  anche  una
valutazione della fattibilita' tecnica, della convenienza economica e
del  beneficio  ambientale,  derivante   dall'utilizzo   del   calore
cogenerato o dal collegamento alla rete locale di teleriscaldamento. 
  5. L'ENEA istituisce  e  gestisce  una  banca  dati  delle  imprese
soggette a  diagnosi  energetica  nel  quale  sono  riportate  almeno
l'anagrafica del  soggetto  obbligato  e  dell'auditor,  la  data  di
esecuzione della diagnosi e il rapporto di diagnosi. 
  6. L'ENEA svolge i controlli che dovranno accertare la  conformita'
delle diagnosi alle prescrizioni del presente articolo,  tramite  una
selezione annuale di una  percentuale  statisticamente  significativa
della popolazione delle imprese soggetta all'obbligo di cui ai  commi
1 e 3, almeno pari al 3%. ENEA svolge il controllo sul 100 per  cento
delle diagnosi svolte da auditor interni all'impresa. L'attivita'  di
controllo potra' prevedere anche verifiche in situ. 
  7. In caso di inottemperanza riscontrata nei confronti dei soggetti
obbligati, si applica la sanzione amministrativa di cui  al  comma  1
dell'articolo 16. 
  8. Entro il 30 giugno di ogni anno ENEA, a partire dall'anno  2016,
comunica  al  Ministero  dello  sviluppo  economico  e  al  Ministero
dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare,  lo  stato  di
attuazione dell'obbligo di cui ai commi 1 e 3 e pubblica un  rapporto
di sintesi sulle attivita' diagnostiche complessivamente svolte e sui
risultati raggiunti. 
  9. Entro il 31 dicembre 2014 il Ministero dello sviluppo economico,
di  concerto  con  il  Ministero  dell'ambiente,  della  tutela   del
territorio e del mare, pubblica un bando per  il  cofinanziamento  di
programmi  presentati  dalle  Regioni  finalizzati  a  sostenere   la
realizzazione di diagnosi energetiche nelle PMI  o  l'adozione  nelle
PMI di sistemi di gestione conformi alle norme ISO 50001. I programmi
di sostegno presentati dalle  Regioni  prevedono  che  gli  incentivi
siano concessi alle imprese beneficiarie nel rispetto della normativa
sugli aiuti di Stato e a seguito della effettiva realizzazione  delle
misure di  efficientamento  energetico  identificate  dalla  diagnosi
energetica o dell'ottenimento della certificazione ISO 50001. 
  10. All'attuazione delle attivita' previste al comma 9 si provvede,
nel limite massimo di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni  dal
2014 al 2020, a valere  sulla  quota  spettante  al  Ministero  dello
sviluppo economico dei proventi  annui  delle  aste  delle  quote  di
emissione di CO2 di cui all'articolo 19 del  decreto  legislativo  13
marzo 2013, n. 30, destinati ai progetti energetico  ambientali,  con
le modalita' e nei limiti di cui ai commi 3 e 6 dello stesso articolo
19,   previa   verifica   dell'entita'   dei   proventi   disponibili
annualmente. 
  11. All'attuazione delle attivita' previste ai  commi  5  e  6  del
presente articolo si provvede nel limite massimo di  0,3  milioni  di
euro per ciascuno degli anni dal 2014 al 2020, a valere  sulla  quota
spettante al Ministero dello sviluppo economico  dei  proventi  annui
delle aste delle quote di emissione di CO2 di cui all'articolo 19 del
decreto legislativo 13 marzo  2013,  n.  30,  destinati  ai  progetti
energetico ambientali, con le modalita' e nei limiti di cui ai  commi
3 e 6 dello stesso articolo  19,  previa  verifica  dell'entita'  dei
proventi disponibili annualmente. 
                               Art. 9 
 
 
          Misurazione e fatturazione dei consumi energetici 
 
  1. Fatto salvo quanto previsto dal comma 6-quater  dell'articolo  1
del  decreto-legge  23  dicembre  2013,  n.  145,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge  21  febbraio  2014,  n.  9,  e  da  altri
provvedimenti normativi e di regolazione gia'  adottati  in  materia,
l'Autorita' per l'energia elettrica, il gas  ed  il  sistema  idrico,
previa definizione di criteri concernenti la fattibilita' tecnica  ed
economica, anche in  relazione  ai  risparmi  energetici  potenziali,
individua le modalita' con cui gli esercenti l'attivita' di misura: 
    a) forniscono ai  clienti  finali  di  energia  elettrica  e  gas
naturale, teleriscaldamento, teleraffreddamento ed  acqua  calda  per
uso domestico contatori individuali che riflettono con precisione  il
consumo effettivo e forniscono informazioni sul  tempo  effettivo  di
utilizzo dell'energia; 
    b) forniscono ai  clienti  finali  di  energia  elettrica  e  gas
naturale, teleriscaldamento, teleraffreddamento ed  acqua  calda  per
uso domestico contatori  individuali  di  cui  alla  lettera  a),  in
sostituzione di quelli esistenti anche in occasione di nuovi  allacci
in nuovi edifici o a seguito  di  importanti  ristrutturazioni,  come
previsto dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive
modificazioni. 
  2. L'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema  idrico
adotta i provvedimenti di cui alle lettere a) e b) del comma 1, entro
dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto  per
quanto riguarda il settore elettrico  e  del  gas  naturale  e  entro
ventiquattro mesi dalla medesima data per quanto riguarda il  settore
del teleriscaldamento, teleraffrescamento e i consumi di acqua  calda
per uso domestico. 
  3. Fatto salvo quanto gia'  previsto  dal  decreto  legislativo  1°
giugno  2011,  n.  93  e  nella   prospettiva   di   un   progressivo
miglioramento  delle   prestazioni   dei   sistemi   di   misurazione
intelligenti e dei contatori intelligenti,  introdotti  conformemente
alle direttive 2009/72/CE e 2009/73/CE, al fine  di  renderli  sempre
piu' aderenti alle  esigenze  del  cliente  finale,  l'Autorita'  per
l'energia elettrica, il gas ed il sistema  idrico,  con  uno  o  piu'
provvedimenti da adottare  entro  ventiquattro  mesi  dalla  data  di
entrata in vigore del presente decreto, tenuto conto  dello  standard
internazionale IEC 62056 e della  raccomandazione  della  Commissione
europea 2012/148/UE, predispone le specifiche abilitanti dei  sistemi
di misurazione  intelligenti,  a  cui  le  imprese  distributrici  in
qualita'  di  esercenti  l'attivita'  di  misura   sono   tenuti   ad
uniformarsi, affinche': 
    a) i sistemi di misurazione intelligenti  forniscano  ai  clienti
finali informazioni sul tempo effettivo di utilizzo e  gli  obiettivi
di efficienza energetica e i benefici per i consumatori finali  siano
pienamente considerati nella definizione delle  funzionalita'  minime
dei contatori e degli obblighi imposti agli operatori di mercato; 
    b) sia garantita la sicurezza dei contatori, la  sicurezza  nella
comunicazione dei dati e la riservatezza dei dati misurati al momento
della loro raccolta, conservazione, elaborazione e comunicazione,  in
conformita' alla normativa vigente in materia di protezione dei dati.
Ferme restando le responsabilita' degli esercenti  dell'attivita'  di
misura previste dalla normativa vigente,  l'Autorita'  per  l'energia
elettrica, il gas e il sistema idrico  assicura  il  trattamento  dei
dati storici di proprieta' del  cliente  finale  attraverso  apposite
strutture  indipendenti  rispetto  agli  operatori  di  mercato,   ai
distributori e ad ogni altro  soggetto,  anche  cliente  finale,  con
interessi specifici nel settore energetico o in potenziale  conflitto
di interessi, anche attraverso i propri azionisti, secondo criteri di
efficienza e semplificazione; 
    c) nel caso dell'energia elettrica e  su  richiesta  del  cliente
finale, i contatori siano in grado di tenere conto anche dell'energia
elettrica immessa nella rete direttamente dal cliente finale; 
    d) nel caso in cui il cliente finale  lo  richieda,  i  dati  del
contatore relativi all'immissione e al prelievo di energia  elettrica
siano messi a  sua  disposizione  o,  su  sua  richiesta  formale,  a
disposizione di un soggetto terzo univocamente designato che agisce a
suo nome, in un formato facilmente  comprensibile  che  possa  essere
utilizzato per confrontare offerte comparabili; 
    e) siano adeguatamente considerate le funzionalita' necessarie ai
fini di quanto previsto all'articolo 11. 
  4. L'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema  idrico
provvede affinche' gli esercenti l'attivita' di  misura  dell'energia
elettrica  e  del  gas  naturale  assicurino  che,  sin  dal  momento
dell'installazione  dei  contatori,  i   clienti   finali   ottengano
informazioni adeguate con riferimento alla lettura  dei  dati  ed  al
monitoraggio del consumo energetico. 
  5. Per favorire il contenimento dei consumi  energetici  attraverso
la contabilizzazione dei consumi individuali e la suddivisione  delle
spese in base ai consumi  effettivi  di  ciascun  centro  di  consumo
individuale: 
    a) qualora il riscaldamento, il raffreddamento o la fornitura  di
acqua  calda  per  un  edificio  siano  effettuati  da  una  rete  di
teleriscaldamento o da un  sistema  di  fornitura  centralizzato  che
alimenta una pluralita' di  edifici,  e'  obbligatoria  entro  il  31
dicembre 2016 l'installazione da parte delle imprese di fornitura del
servizio di un contatore di fornitura  di  calore  in  corrispondenza
dello scambiatore di calore  collegato  alla  rete  o  del  punto  di
fornitura; 
    b) nei condomini e negli edifici polifunzionali riforniti da  una
fonte di riscaldamento o raffreddamento centralizzata o da  una  rete
di teleriscaldamento o da un sistema di fornitura  centralizzato  che
alimenta una pluralita' di edifici, e'  obbligatoria  l'installazione
entro il 31 dicembre 2016 da parte delle  imprese  di  fornitura  del
servizio di contatori individuali per misurare l'effettivo consumo di
calore o di raffreddamento o  di  acqua  calda  per  ciascuna  unita'
immobiliare,  nella  misura  in  cui  sia   tecnicamente   possibile,
efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto  ai  risparmi
energetici potenziali. L'efficienza in termini di costi  puo'  essere
valutata con riferimento alla metodologia indicata nella norma UNI EN
15459. Eventuali casi di impossibilita'  tecnica  alla  installazione
dei suddetti sistemi di contabilizzazione devono essere riportati  in
apposita relazione tecnica del progettista o del tecnico abilitato; 
    c) nei casi  in  cui  l'uso  di  contatori  individuali  non  sia
tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi,  per
la misura del riscaldamento si ricorre all'installazione  di  sistemi
di termoregolazione e contabilizzazione del  calore  individuali  per
misurare il consumo di calore in corrispondenza a  ciascun  radiatore
posto all'interno delle unita'  immobiliari  dei  condomini  o  degli
edifici polifunzionali, secondo quanto previsto dalla  norma  UNI  EN
834, con esclusione  di  quelli  situati  negli  spazi  comuni  degli
edifici, salvo che l'installazione di tali sistemi risulti essere non
efficiente in termini  di  costi  con  riferimento  alla  metodologia
indicata nella norma UNI  EN  15459.  In  tali  casi  sono  presi  in
considerazione metodi alternativi efficienti in termini di costi  per
la misurazione del consumo di calore. Il cliente finale puo' affidare
la gestione del servizio di termoregolazione e contabilizzazione  del
calore ad altro operatore diverso dall'impresa di fornitura,  secondo
modalita' stabilite dall'Autorita' per l'energia elettrica, il gas  e
il sistema idrico, ferma  restando  la  necessita'  di  garantire  la
continuita' nella misurazione del dato; 
    d) quando i condomini sono  alimentati  dal  teleriscaldamento  o
teleraffreddamento  o  da   sistemi   comuni   di   riscaldamento   o
raffreddamento, per la corretta suddivisione delle spese connesse  al
consumo di calore per il riscaldamento  degli  appartamenti  e  delle
aree comuni, qualora le scale e i corridoi siano dotati di radiatori,
e all'uso di acqua calda per il fabbisogno domestico, se prodotta  in
modo centralizzato, l'importo complessivo deve  essere  suddiviso  in
relazione agli effettivi prelievi volontari di energia termica  utile
e ai costi generali per la manutenzione dell'impianto, secondo quanto
previsto dalla norma tecnica UNI 10200 e successivi aggiornamenti. E'
fatta salva la possibilita', per la prima stagione termica successiva
all'installazione dei dispositivi di cui al presente  comma,  che  la
suddivisione si determini in base ai soli millesimi di proprieta'. 
  6. Fatti salvi i provvedimenti  normativi  e  di  regolazione  gia'
adottati in materia, l'Autorita' per l'energia elettrica, il  gas  ed
il sistema idrico, con uno o piu'  provvedimenti  da  adottare  entro
dodici mesi dalla data di entrata in  vigore  del  presente  decreto,
individua  le  modalita'  con  cui,  se  tecnicamente  possibile   ed
economicamente giustificato: 
    a) le imprese di distribuzione ovvero le societa' di  vendita  di
energia  elettrica  e  di  gas  naturale  al  dettaglio   provvedono,
affinche', entro il 31 dicembre 2014, le informazioni  sulle  fatture
emesse siano precise e fondate  sul  consumo  effettivo  di  energia,
secondo le seguenti modalita': 
      1) per consentire al cliente  finale  di  regolare  il  proprio
consumo di energia, la fatturazione  deve  avvenire  sulla  base  del
consumo effettivo almeno con cadenza annuale; 
      2)  le  informazioni  sulla  fatturazione  devono  essere  rese
disponibili almeno ogni bimestre; 
      3) l'obbligo di cui al numero 2) puo' essere soddisfatto  anche
con un sistema di autolettura periodica da parte dei clienti  finali,
in base al quale questi ultimi comunicano i dati dei  propri  consumi
direttamente al fornitore di energia, esclusivamente nei casi in  cui
siano installati contatori non abilitati alla trasmissione  dei  dati
per via telematica; 
      4) fermo restando quanto previsto al numero 1), la fatturazione
si basa sul consumo  stimato  o  un  importo  forfettario  unicamente
qualora il cliente finale non abbia comunicato la lettura del proprio
contatore per un determinato periodo di fatturazione; 
      5) l'Autorita' per l'energia elettrica, il gas  ed  il  sistema
idrico puo' esentare dai requisiti di cui ai numeri 1) e  2)  il  gas
utilizzato solo ai fini di cottura. 
    b) le imprese di distribuzione ovvero le societa' di  vendita  di
energia elettrica e di gas naturale al dettaglio,  nel  caso  in  cui
siano installati contatori, conformemente alle direttive 2009/72/CE e
2009/73/CE,  provvedono  affinche'  i  clienti  finali   abbiano   la
possibilita' di accedere agevolmente a informazioni complementari sui
consumi storici che consentano loro di effettuare controlli  autonomi
dettagliati.  Le  informazioni  complementari  sui  consumi   storici
comprendono almeno: 
      1) dati cumulativi relativi ad almeno i tre anni  precedenti  o
al periodo trascorso  dall'inizio  del  contratto  di  fornitura,  se
inferiore. I dati devono corrispondere agli intervalli  per  i  quali
sono state fornite informazioni sulla fatturazione; 
      2) dati dettagliati corrispondenti al  tempo  di  utilizzazione
per ciascun giorno, mese e anno. Tali dati sono resi  disponibili  al
cliente finale via internet o mediante  l'interfaccia  del  contatore
per un periodo che include almeno i  24  mesi  precedenti  o  per  il
periodo  trascorso  dall'inizio  del  contratto  di   fornitura,   se
inferiore. 
  7. Fatti salvi i provvedimenti  normativi  e  di  regolazione  gia'
adottati in materia, l'Autorita' per l'energia elettrica, il  gas  ed
il sistema idrico, con uno o piu'  provvedimenti  da  adottare  entro
diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del  presente  decreto,
individua le modalita' con cui le societa' di vendita di  energia  al
dettaglio, indipendentemente dal fatto che i  contatori  intelligenti
di cui alle direttive 2009/72/CE  e  2009/73/CE  siano  installati  o
meno, provvedono affinche': 
    a) nella misura in cui sono disponibili, le informazioni relative
alla fatturazione energetica e ai consumi storici dei clienti  finali
siano rese disponibili, su richiesta formale del cliente finale, a un
fornitore di servizi energetici designato dal cliente finale stesso; 
    b)  ai  clienti  finali  sia  offerta   l'opzione   di   ricevere
informazioni sulla fatturazione e bollette in via elettronica  e  sia
fornita, su richiesta, una spiegazione  chiara  e  comprensibile  sul
modo in cui la loro fattura e' stata compilata,  soprattutto  qualora
le fatture non siano basate sul consumo effettivo; 
    c) insieme alla fattura siano rese disponibili ai clienti  finali
le seguenti informazioni minime per presentare un  resoconto  globale
dei costi energetici attuali: 
      1) prezzi correnti effettivi e consumo energetico effettivo; 
      2) confronti tra il consumo  attuale  di  energia  del  cliente
finale e  il  consumo  nello  stesso  periodo  dell'anno  precedente,
preferibilmente sotto forma di grafico; 
      3) informazioni sui punti di contatto per le organizzazioni dei
consumatori, le agenzie per l'energia o organismi analoghi,  compresi
i siti internet da cui si possono ottenere informazioni sulle  misure
di  miglioramento  dell'efficienza  energetica  disponibili,  profili
comparativi di utenza finale ovvero specifiche tecniche obiettive per
le apparecchiature che utilizzano energia; 
    d) su richiesta del cliente finale, siano fornite, nelle fatture,
informazioni aggiuntive, distinte dalla richieste di  pagamento,  per
consentire la valutazione globale dei consumi  energetici  e  vengano
offerte soluzioni flessibili per i pagamenti effettivi; 
    e) le informazioni e le stime dei costi energetici siano  fornite
ai  consumatori,  su  richiesta,  tempestivamente  e  in  un  formato
facilmente comprensibile che consenta ai consumatori  di  confrontare
offerte comparabili. L'Autorita' per l'energia elettrica, il  gas  ed
il sistema idrico valuta le modalita' piu'  opportune  per  garantire
che i clienti finali accedano a confronti  tra  i  propri  consumi  e
quelli di un cliente finale  medio  o  di  riferimento  della  stessa
categoria d'utenza. 
  8. L'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema  idrico
assicura che non siano applicati specifici corrispettivi  ai  clienti
finali per la  ricezione  delle  fatture,  delle  informazioni  sulla
fatturazione e per l'accesso ai dati relativi ai loro consumi.  Nello
svolgimento dei compiti ad essa assegnati dal presente  articolo,  al
fine di evitare duplicazioni di  attivita'  e  di  costi,  la  stessa
Autorita' si avvale ove necessario del Sistema Informativo  Integrato
(SII) di cui all'articolo 1-bis del decreto-legge 8 luglio  2010,  n.
105, convertito, con modificazioni, in legge 13 agosto 2010, n.  129,
e della banca dati degli incentivi di  cui  all'articolo  15-bis  del
decreto-legge n. 63 del 2013, convertito con modificazioni in legge 3
agosto 2013, n. 90. 

Titolo III

EFFICIENZA NELLA FORNITURA DELL'ENERGIA

                               Art. 10 
 
 
           Promozione dell'efficienza per il riscaldamento 
                         e il raffreddamento 
 
  1. Entro il 30 ottobre  2015  il  GSE  predispone  e  trasmette  al
Ministero dello sviluppo economico,  alle  Regioni  e  alle  Province
Autonome  un  rapporto  contenente  una  valutazione  del  potenziale
nazionale di applicazione  della  cogenerazione  ad  alto  rendimento
nonche' del teleriscaldamento  e  teleraffreddamento  efficienti  che
comprenda le informazioni di cui all'Allegato  3.  Tale  rapporto  e'
articolato territorialmente per  Regioni  e  Province  Autonome.  Nel
predisporre il rapporto, il GSE  tiene  conto  dei  piani  energetico
ambientali adottati dalle Regioni e dalle Province autonome, anche in
attuazione del burden sharing e dell'analisi dei potenziali nazionali
di cogenerazione ad alto  rendimento  a  norma  dell'articolo  5  del
decreto  legislativo  20  febbraio  2007,  n.  20.  L'anno  base   di
riferimento ai fini della valutazione e' l'anno 2013. 
  2. Ai fini della valutazione di cui al comma  1,  il  GSE  effettua
un'analisi costi-benefici relativa  al  territorio  nazionale  basata
sulle condizioni climatiche, la fattibilita' economica e  l'idoneita'
tecnica   conformemente   all'allegato   4,   parte   1.    L'analisi
costi-benefici e' finalizzata all'individuazione delle soluzioni piu'
efficienti in termini di uso delle risorse e di  costi,  in  modo  da
soddisfare le esigenze in materia di riscaldamento e raffreddamento. 
  3. Entro il 31 dicembre 2015 il Ministero dello sviluppo economico,
sentito il Ministero dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e
del mare e la Conferenza unificata, approva il rapporto e lo notifica
alla Commissione europea. Su richiesta della stessa  Commissione,  la
valutazione e' aggiornata e notificata ogni 5 anni. 
  4. Ai fini della valutazione di  cui  al  comma  1  e  dell'analisi
costi-benefici di cui al comma 2, il GSE istituisce  una  banca  dati
sulla cogenerazione e sulle  infrastrutture  di  teleriscaldamento  e
teleraffreddamento, esistenti e in realizzazione,  anche  avvalendosi
dei risultati del monitoraggio di cui all'articolo 1, comma 89, della
legge 23 agosto 2004, n. 239.  Il  GSE  assicura  che  i  dati  e  le
informazioni raccolti siano  condivisibili  dalle  Regioni.  Ai  fini
della costruzione e dell'aggiornamento della suddetta banca dati: 
    a) l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli mette a disposizione del
GSE, con  cadenza  almeno  annuale,  le  informazioni  relative  agli
impianti di cogenerazione desunte dalla propria banca dati Anagrafica
Accise; 
    b)  i  titolari  di   infrastrutture   di   teleriscaldamento   e
teleraffreddamento trasmettono al GSE i dati  relativi  alla  propria
infrastruttura, ove non gia' trasmessi, e i relativi aggiornamenti in
caso di variazioni; 
    c) le amministrazioni pubbliche che rilasciano  autorizzazioni  o
concedono agevolazioni a  sostegno  della  cogenerazione  trasmettono
annualmente al GSE le informazioni relative agli impianti autorizzati
o agevolati e alle modalita' di sostegno adottate; 
    d) i titolari o i responsabili degli impianti  di  cogenerazione,
fatti salvi i casi in cui non sia economicamente sostenibile,  dotano
gli impianti stessi di apparecchi di misurazione  del  calore  utile.
Sono esentate le unita' di cogenerazione con capacita' di generazione
inferiore  a  50  kWe,  i  cui  soggetti  titolari   o   responsabili
dell'impianto, autocertificano il calore utile, ai  sensi  del  testo
unico delle disposizioni legislative e regolamentari  in  materia  di
documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; 
    e) TERNA S.p.A. trasmette  annualmente  al  GSE  le  informazioni
disponibili relative agli impianti di cogenerazione. 
  Il GSE definisce, d'intesa con gli enti interessati,  le  modalita'
tecniche delle comunicazioni di cui alle precedenti lettere,  secondo
criteri di semplificazione ed efficienza.  Con  apposita  convenzione
tra il GSE e l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sono definite  le
modalita' tecniche per la fornitura delle informazioni  di  cui  alla
lettera a) e le  procedure  operative  per  assicurare  il  reciproco
allineamento delle  informazioni  presenti  nella  banca  dati  sulla
cogenerazione predisposta dal GSE e nella banca dati  dell'Anagrafica
Accise dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. 
  5. In base ai risultati della valutazione effettuata  a  norma  del
comma 1, e dell'analisi costi-benefici di cui al comma 2, con decreto
del  Ministero  dello  sviluppo  economico,  sentito   il   Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e d'intesa con
la Conferenza unificata, sono individuate le misure da adottare entro
il 2020 e il 2030 al fine di sfruttare secondo analisi  dei  costi  e
criteri di efficienza, il potenziale di aumento  della  cogenerazione
ad alto rendimento nonche' del teleriscaldamento e teleraffreddamento
efficienti, nonche' sono definite  soglie,  espresse  in  termini  di
calore di scarto utile, domanda di calore o distanze tra gli impianti
industriali e le  reti  di  teleriscaldamento,  per  l'esenzione  dei
singoli impianti o reti dalle disposizioni di cui al comma 7, lettere
c) e d). Le esenzioni  sono  aggiornate  con  cadenza  triennale  dal
Ministero dello sviluppo economico che notifica alla  Commissione  le
modifiche adottate. Qualora la valutazione di  cui  al  comma  1  non
individui un potenziale economicamente sfruttabile,  i  cui  vantaggi
superino i costi, con decreto del Ministero dello sviluppo economico,
sentito il Ministero dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e
del mare e la Conferenza unificata, sono individuati gli interventi o
le aree territoriali esentati dagli obblighi di cui al comma 6. 
  6. Il decreto di cui al comma 5 individua le  modalita'  attraverso
cui le Regioni e le Province  autonome  concorrono  alla  definizione
delle misure ivi  previste  ed  alla  individuazione  delle  relative
priorita' di intervento, in considerazione  del  conseguente  impatto
sugli obiettivi dei piani energetico  ambientali  da  esse  adottati.
Nella predisposizione degli  strumenti  di  pianificazione  urbana  e
territoriale di propria competenza, i comuni tengono  conto  di  tali
misure, e dispongono in merito valutando altresi' gli  effetti  sulla
qualita' dell'aria sulla base di quanto prescritto nel piano  di  cui
all'articolo 9 del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155. 
  7. Fatto salvo quanto previsto al comma 5 e al comma 8, a decorrere
dal 5 giugno 2014 e' fatto  obbligo  agli  operatori  proponenti  dei
seguenti   progetti   di   effettuare   un'analisi    costi-benefici,
conformemente all'allegato 4, parte 2, per le  finalita'  di  seguito
indicate: 
    a) nuovi impianti di generazione elettrica  con  potenza  termica
totale in ingresso superiore a 20 MW, al fine di valutare l'eventuale
predisposizione del  funzionamento  dell'impianto  come  impianto  di
cogenerazione ad alto rendimento; 
    b)  ammodernamento  sostanziale  di   impianti   di   generazione
elettrica con potenza termica totale in ingresso superiore a  20  MW,
al fine di  valutare  l'eventuale  conversione  della  produzione  in
cogenerazione ad alto rendimento; 
    c) nuovi impianti industriali  o  ammodernamento  sostanziale  di
impianti esistenti, con potenza termica totale in ingresso  superiore
a 20 MW, che generano calore di scarto a un  livello  di  temperatura
utile, al fine di valutare le  possibilita'  di  uso  del  calore  di
scarto per  soddisfare  una  domanda  economicamente  giustificabile,
anche attraverso  la  cogenerazione,  e  della  connessione  di  tale
impianto a una rete di teleriscaldamento e teleraffreddamento; 
    d) nuove reti di  teleriscaldamento  e  di  teleraffreddamento  o
ammodernamento sostanziale di reti esistenti; 
    e) installazione di un nuovo impianto di  produzione  di  energia
termica, con potenza termica totale in ingresso superiore a 20 MW, al
fine di valutare il possibile uso del calore di scarto degli impianti
industriali situati nelle vicinanze. 
  L'installazione di attrezzature  per  la  cattura  di  biossido  di
carbonio prodotto da un impianto di combustione a scopo di stoccaggio
geologico non e' considerata un ammodernamento ai fini delle  lettere
b),  c)  e  d)   del   presente   comma.   Nell'ambito   dell'analisi
costi-benefici di cui alle  lettere  c)  e  d)  del  presente  comma,
l'operatore si avvale del supporto delle societa' responsabili per il
funzionamento delle reti di teleriscaldamento  e  teleraffreddamento,
ove esistenti. 
  8. Sono esentate  dall'analisi  di  cui  al  comma  7  le  seguenti
tipologie di impianto: 
    a) gli  impianti  di  produzione  dell'energia  elettrica  per  i
carichi di punta e l'energia elettrica  di  riserva,  progettati  per
essere in funzione per meno di 1500  ore  operative  annue  calcolate
come media mobile per un periodo di cinque anni; 
    b) gli impianti che devono essere ubicati in  prossimita'  di  un
sito di stoccaggio  geologico  approvato  ai  sensi  della  direttiva
2009/31/CE. 
  9. Ai fini del rilascio dei  provvedimenti  autorizzativi  per  gli
interventi di cui al comma 7, lettere dalla a) alla e),  fatte  salve
le esenzioni apportate con il decreto di cui al  comma  5,  lo  Stato
ovvero le Regioni e gli Enti Locali, secondo  la  ripartizione  delle
attribuzioni risultante dalle norme vigenti, tengono conto: 
    a) per le domande presentate dal 5  giugno  2014,  dei  risultati
dell'analisi di cui al comma 7 garantendo  che  siano  soddisfatti  i
requisiti di cui al medesimo comma; 
    b) per le domande presentate  decorrere  dal  31  dicembre  2015,
anche dei risultati della valutazione di cui al comma 1. 
  10. Qualora sussistano motivi di diritto, proprieta' o bilancio, le
autorita' di  cui  al  comma  9  possono  esentare  singoli  impianti
dall'obbligo di applicare le  opzioni  considerate,  anche  quando  i
benefici siano  superiori  ai  costi.  Il  Ministero  dello  sviluppo
economico, sulla base  delle  indicazioni  delle  medesime  autorita'
competenti richiamate al comma  9,  trasmette  alla  Commissione  una
notifica motivata di tale decisione entro  tre  mesi  dalla  data  di
adozione. 
  11. I commi 7, 8, 9 e 10 del presente articolo  si  applicano  agli
impianti contemplati dal decreto legislativo 4 marzo 2014 n. 46 fatte
salve le eventuali esenzioni di detto decreto. 
  12. L'elettricita' da cogenerazione ad alto rendimento, determinata
conformemente alle disposizioni  di  cui  al  decreto  legislativo  8
febbraio 2007, n. 20, e dal decreto 4 agosto 2011 del Ministro  dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 218 del 19 settembre 2011, ha diritto al  rilascio,  su  richiesta
dell'operatore,  della  garanzia  di  origine  di   elettricita'   da
cogenerazione ad alto rendimento, in seguito denominata  garanzia  di
origine, contenente le informazioni di cui all'allegato 5. 
  13. La garanzia di origine e' rilasciata dal  GSE  secondo  criteri
oggettivi, trasparenti e non discriminatori. La garanzia di origine: 
    a) corrisponde a una quantita' standard di 1 MWh ed  e'  relativa
alla  produzione  netta   di   energia   misurata   alle   estremita'
dell'impianto e trasferita alla rete e puo'  essere  rilasciata  solo
qualora l'elettricita' annua da cogenerazione ad alto rendimento  sia
non inferiore a 50 MWh, arrotondata con criterio commerciale; 
    b)  e'  utilizzabile  dai  produttori  ai  quali  e'   rilasciata
affinche' essi possano dimostrare che l'elettricita' da essi  venduta
e' prodotta da cogenerazione ad alto rendimento; 
    c) e' rilasciata subordinatamente alla verifica di attendibilita'
dei dati forniti  dal  richiedente  e  della  loro  conformita'  alle
disposizioni del presente decreto.  A  tale  scopo,  fatte  salve  le
competenze dell'Autorita'  per  l'energia  elettrica,  il  gas  e  il
sistema idrico, il GSE dispone controlli sugli impianti in esercizio,
sulla base di un programma annuo; 
    d) se rilasciata in altri Stati  membri  dell'Unione  europea  e'
riconosciuta anche in Italia, purche' la medesima garanzia di origine
includa tutti  gli  elementi  di  cui  all'allegato  5  e  sempreche'
provenga  da  Paesi  che  adottino   strumenti   di   promozione   ed
incentivazione della cogenerazione  ad  alto  rendimento  analoghi  a
quelli vigenti in Italia e  riconoscano  la  stessa  possibilita'  ad
impianti ubicati sul  territorio  italiano,  sulla  base  di  accordi
stipulati tra il Ministero dello sviluppo economico  e  il  Ministero
dell'ambiente  e  della  tutela  del  territorio  e  del  mare  e  le
competenti autorita'  del  Paese  estero  da  cui  l'elettricita'  da
cogenerazione ad alto rendimento viene importata. 
  14. Qualsiasi rifiuto di riconoscere la  garanzia  di  origine,  in
particolare per ragioni connesse con la prevenzione delle frodi, deve
essere   fondato   su   criteri   oggettivi,   trasparenti   e    non
discriminatori. Il GSE comunica tale rifiuto e la sua motivazione  al
Ministero dello sviluppo economico che lo notifica alla Commissione. 
  15.  Qualunque  forma  di  sostegno   pubblico   a   favore   della
cogenerazione e' subordinata alla condizione che l'energia  elettrica
prodotta provenga da cogenerazione ad alto rendimento e che il calore
di scarto sia effettivamente utilizzato per  soddisfare  una  domanda
economicamente  giustificabile,  ferme   restando   le   disposizioni
transitorie previste dal decreto legislativo 20 febbraio 2007 n. 20 e
dal decreto legislativo 3 marzo 2011 n. 28. 
  16. Ai fini della individuazione delle tecnologie di cogenerazione,
del calcolo  della  produzione  da  cogenerazione  e  del  metodo  di
determinazione  del  rendimento  del  processo  di  cogenerazione  si
applicano gli allegati al decreto legislativo 20  febbraio  2007,  n.
20, come integrato  e  modificato  dal  decreto  4  agosto  2011  del
Ministro dello  sviluppo  economico,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 
  17. L'Autorita' per l'energia  elettrica,  il  gas  ed  il  sistema
idrico, con uno o piu' provvedimenti da adottare  entro  ventiquattro
mesi dalla data di entrata in vigore del  presente  decreto  e  sulla
base di indirizzi formulati dal Ministro dello sviluppo economico, al
fine   di   promuovere   lo   sviluppo   del   teleriscaldamento    e
teleraffrescamento e della concorrenza: 
    a) definisce gli standard di continuita',  qualita'  e  sicurezza
del servizio di teleriscaldamento e teleraffreddamento,  ivi  inclusi
gli impianti per la fornitura del calore  e  i  relativi  sistemi  di
contabilizzazione di cui all'articolo 9, comma 3; 
    b) stabilisce i criteri per la determinazione  delle  tariffe  di
allacciamento delle utenze  alla  rete  del  teleriscaldamento  e  le
modalita' per l'esercizio del diritto di scollegamento; 
    c)  fatto  salvo  quanto  previsto  alla  lettera  e),  individua
modalita' con cui sono resi pubblici da parte dei gestori delle  reti
i  prezzi  per  la  fornitura  del  calore,  l'allacciamento   e   la
disconnessione, le attrezzature accessorie,  ai  fini  delle  analisi
costi-benefici sulla diffusione del teleriscaldamento  effettuate  ai
sensi del presente articolo; 
    d) individua condizioni di riferimento per  la  connessione  alle
reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento, al fine  di  favorire
l'integrazione di  nuove  unita'  di  generazione  del  calore  e  il
recupero  del  calore  utile  disponibile  in   ambito   locale,   in
coordinamento alle misure definite in attuazione del comma 5  per  lo
sfruttamento del potenziale economicamente sfruttabile; 
    e) stabilisce le tariffe di cessione del  calore,  esclusivamente
nei  casi  di  nuove  reti  di  teleriscaldamento  qualora   sussista
l'obbligo di allacciamento alla rete di teleriscaldamento, imposto da
Comuni o Regioni. 
  18. Le disposizioni di cui al comma 17 si applicano secondo criteri
di gradualita' anche alle reti in esercizio alla data di  entrata  in
vigore del presente provvedimento,  ferma  restando  la  salvaguardia
degli  investimenti  effettuati  e  della  concorrenza  nel  settore.
L'Autorita' per l'energia elettrica, il  gas  ed  il  sistema  idrico
esercita i poteri di controllo, ispezione e sanzione  previsti  dalla
legge 14 novembre 1995, n. 481. 
                               Art. 11 
 
 
      Trasformazione, trasmissione e distribuzione dell'energia 
 
  1. L'Autorita' per l'energia elettrica il gas ed il sistema idrico,
nel rispetto delle esigenze di sicurezza dei sistemi, in coerenza con
gli obiettivi nazionali e comunitari, di  medio  e  lungo  termine  e
relative traiettorie, in materia di energia e clima, contemperando  i
costi e i benefici  connessi  e  su  indirizzo  del  Ministero  dello
sviluppo economico per quanto riguarda le lettere c), d), e)  ed  f),
provvede: 
    a) previa valutazione dei potenziali di  aumento  dell'efficienza
energetica delle infrastrutture per il gas e  l'energia  elettrica  e
comunque entro il 30 giugno 2015 e tenuto conto  di  quanto  previsto
alla lettera c), ad introdurre nelle regolazione della  remunerazione
delle attivita' di sviluppo e gestione delle  reti  di  trasmissione,
trasporto e distribuzione, specifiche misure per eliminare  eventuali
componenti che possono pregiudicare l'efficienza e per promuovere  la
responsabilizzazione degli operatori di rete  verso  lo  sfruttamento
del potenziale di efficienza esistente,  di  cui  tener  conto  nella
programmazione degli interventi previsti nei piani di sviluppo  delle
infrastrutture; 
    b) ove necessario, ad aggiornare entro il  termine  di  cui  alla
lettera a) la disciplina di accesso e uso della  rete  elettrica,  al
fine di garantire la conformita' agli allegato 6  e  7  del  presente
decreto; 
    c)  a  verificare  ed  eventualmente  aggiornare  le  misure   di
attuazione  di  quanto  disposto  dall'articolo  17,   comma   4,   e
dall'articolo 18, commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 marzo  2011,
n. 28, al fine di sostenere  la  diffusione  efficiente  delle  fonti
rinnovabili e della generazione distribuita; 
    d) in coerenza con le disposizioni di  cui  all'articolo  11  del
decreto del  Ministro  dello  sviluppo  economico  5  luglio  2012  e
all'articolo 25 del decreto del Ministro dello sviluppo  economico  6
luglio  2012,  a  consentire  la  partecipazione  della   generazione
distribuita, delle fonti rinnovabili,  della  cogenerazione  ad  alto
rendimento e della domanda al mercato  dell'energia  e  dei  servizi,
stabilendo i requisiti e le modalita' di partecipazione delle singole
unita' di consumo e di produzione; 
    e) fatte salve le restrizioni di carattere tecnico  insite  nella
gestione delle reti, a regolare l'accesso e la  partecipazione  della
domanda ai mercati di bilanciamento, di riserva e di altri servizi di
sistema, definendo le  modalita'  tecniche  con  cui  i  gestori  dei
sistemi di trasmissione e distribuzione organizzano la partecipazione
dei fornitori di servizi e dei consumatori, inclusi  gli  aggregatori
di unita' di consumo ovvero di unita'  di  consumo  e  di  unita'  di
produzione, sulla base dei requisiti tecnici di detti mercati e delle
capacita' di gestione della domanda e degli aggregati; 
    f) ad adottare  disposizioni  affinche',  nei  vincoli  derivanti
dalle esigenze di sicurezza, il dispacciamento dell'energia elettrica
sia effettuato  con  precedenza,  a  parita'  di  offerta  economica,
nell'ordine, a fonti rinnovabili non programmabili, altri impianti da
fonti rinnovabili e impianti di cogenerazione ad alto rendimento. 
  2. L'Autorita' per l'energia  elettrica  e  il  gas  ed  i  servizi
idrici, entro il 31 dicembre di ogni  anno,  a  decorrere  dal  2015,
redige una relazione sulle modalita' di attuazione di cui al comma  1
e  la  sottopone  al  Ministero  dello  sviluppo  economico  e   alle
competenti Commissioni parlamentari. 
  3. Con uno o  piu'  provvedimenti  e  con  riferimento  ai  clienti
domestici, l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas ed i  servizi
idrici adegua le componenti della tariffa elettrica  da  essa  stessa
definite,  con  l'obiettivo  di  superare  la  struttura  progressiva
rispetto ai consumi e adeguare le predette componenti  ai  costi  del
relativo servizio,  secondo  criteri  di  gradualita'.  L'adeguamento
della  struttura   tariffaria   deve   essere   tale   da   stimolare
comportamenti  virtuosi  da  parte   dei   cittadini,   favorire   il
conseguimento  degli  obiettivi  di  efficienza  energetica   e   non
determina impatti sulle categorie di utenti con struttura  tariffaria
non progressiva. Su proposta  della  stessa  Autorita',  il  Ministro
dello sviluppo  economico,  in  relazione  alla  valutazione  ex-ante
dell'impatto conseguente all'adeguamento e  al  fine  di  tutelare  i
clienti appartenenti a fasce economicamente  svantaggiate,  definisce
eventuali nuovi criteri per  la  determinazione  delle  compensazioni
della spesa sostenuta per la fornitura di energia elettrica,  di  cui
al decreto del Ministro dello sviluppo economico  28  dicembre  2007,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n.  41  del  18  febbraio  2008,
recante  determinazione  dei  criteri  per   la   definizione   delle
compensazioni della spesa  sostenuta  per  la  fornitura  di  energia
elettrica per i clienti economicamente svantaggiati e per  i  clienti
in gravi condizione di salute. 

Titolo IV

DISPOSIZIONI ORIZZONTALI

                               Art. 12 
 
 
             Disponibilita' di regimi di qualificazione, 
                   accreditamento e certificazione 
 
  1. ACCREDIA, sentito il CTI per il necessario collegamento  con  la
normativa tecnica di settore, entro il 31 dicembre 2014, sottopone al
Ministero dello sviluppo economico e  al  Ministero  dell'ambiente  e
della tutela del territorio e del mare per l'approvazione gli  schemi
di certificazione e accreditamento  per  la  conformita'  alle  norme
tecniche in  materia  di  ESCO,  esperti  in  gestione  dell'energia,
sistemi  di  gestione  dell'energia,  diagnosi  energetiche  e   alle
disposizioni del presente decreto. 
  2. Al fine di favorire  la  diffusione  dell'utilizzo  di  diagnosi
energetiche  fruibili  da  tutti  i  clienti  finali,   UNI-CEI,   in
collaborazione con CTI ed ENEA, entro 180 giorni dalla  pubblicazione
del presente decreto, elabora norme tecniche in materia  di  diagnosi
energetiche rivolte ai settori residenziale, industriale, terziario e
trasporti, in  conformita'  ai  dettati  di  cui  all'allegato  2  al
presente decreto. 
  3. UNI-CEI, in collaborazione con CTI ed  ENEA,  entro  180  giorni
dalla pubblicazione del presente decreto, elabora norme tecniche  per
la certificazione volontaria degli  auditor  energetici  nei  settori
dell'industria, del terziario e dei trasporti e degli installatori di
elementi  edilizi  connessi  al   miglioramento   della   prestazione
energetica degli edifici. 
  4. Nelle more dell'emanazione delle norme di cui ai commi 2 e 3, la
Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, in collaborazione
con ENEA, le Associazioni imprenditoriali e professionali  e  sentito
il  CTI,  definisce  e  rende  disponibili  programmi  di  formazione
finalizzati alla qualificazione degli auditor energetici nei  settori
residenziale, industriale, terziario e trasporti e degli installatori
di elementi  edilizi  connessi  al  miglioramento  della  prestazione
energetica degli edifici. 
  5. I soggetti di cui all'articolo 7, comma 1, lettere c), d) ed  e)
del decreto ministeriale 28 dicembre 2012, decorsi ventiquattro  mesi
dall'entrata in vigore del presente decreto, possono  partecipare  al
meccanismo  dei  certificati  bianchi  solo   se   in   possesso   di
certificazione, rispettivamente, secondo le norma UNI CEI 11352 e UNI
CEI 11339. 
  6. ENEA in collaborazione con ACCREDIA, il GSE, la FIRE e  il  CTI,
entro il 31 dicembre 2014 definisce uno protocollo  per  l'iscrizione
agli elenchi riportati di seguito. Tali elenchi sono  pubblicati  sul
sito web istituzionale dell'ENEA. 
    a) ESCO certificate UNI CEI 11352; 
    b) esperti in Gestione dell'Energia certificati  secondo  la  UNI
CEI 11339; 
    c) organizzazioni certificate ISO 50001; 
    d) auditor energetici certificati ai sensi delle norme di cui  al
comma 3 del presente articolo. 
                               Art. 13 
 
 
                      Informazione e formazione 
 
  1. Entro il 31  dicembre  2014,  ENEA,  in  collaborazione  con  le
associazioni di categoria, in particolare delle ESCO  e  dei  Servizi
energetici, con le associazione dei consumatori  e  con  le  Regioni,
predispone  un  programma  triennale  di  informazione  e  formazione
finalizzato a promuovere e facilitare l'uso efficiente  dell'energia.
Il programma e' definito  tenendo  conto  delle  caratteristiche  dei
soggetti a cui e' rivolto ed include azioni volte a: 
    a) sostenere, sensibilizzare ed incoraggiare le imprese e le  PMI
nell'esecuzione di diagnosi  energetiche  con  successivi  interventi
nell'utilizzo    degli     strumenti     incentivanti     finalizzati
all'installazione di tecnologie efficienti; 
    b) stimolare comportamenti dei dipendenti  che  contribuiscano  a
ridurre i consumi energetici della pubblica amministrazione; 
    c) educare gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado ad un
uso consapevole dell'energia; 
    d) sensibilizzare le famiglie, in particolare quelle  che  vivono
in condomini, rispetto  ai  benefici  delle  diagnosi  energetiche  e
rispetto ad un uso consapevole dell'energia; 
    e) favorire la  partecipazione  delle  Banche  e  degli  Istituti
finanziari  al   finanziamento   di   interventi   di   miglioramento
dell'efficienza energetica, anche attraverso la messa a  disposizione
di dati ed esperienze di partenariato pubblico-privato; 
    f) sensibilizzare le  imprese  e  i  clienti  domestici  sull'uso
efficiente   dell'energia   anche   attraverso   la   diffusione   di
informazioni  sui  meccanismi  di  incentivazione  e  le   rispettive
modalita' di accesso; 
    g) promuovere programmi di formazione per la  qualificazione  dei
soggetti  che  operano  nell'ambito  dei  servizi   energetici,   con
particolare riferimento agli auditor energetici e  agli  installatori
di elementi edilizi connessi all'energia. 
  2. Il programma, di cui al comma  1,  e'  sottoposto  al  Ministero
dello sviluppo economico e al Ministero dell'ambiente e della  tutela
del territorio e del mare, che provvedono alla copertura degli  oneri
per  i  servizi  forniti  in  attuazione  delle  attivita'  previste.
All'attuazione del programma di cui al comma 1 si provvede nel limite
massimo di 1 milione di euro per ciascuno degli  anni  2015,  2016  e
2017, a valere sulla quota  spettante  al  Ministero  dello  sviluppo
economico, dei proventi annui delle aste delle quote di emissione  di
CO2 di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013,  n.
30, destinati ai progetti energetico ambientali, con le  modalita'  e
nei limiti di cui ai commi 3 e 6 dello  stesso  articolo  19,  previa
verifica dell'entita' dei proventi disponibili annualmente. 
                               Art. 14 
 
 
                 Servizi energetici ed altre misure 
               per promuovere l'efficienza energetica 
 
  1. I contratti di prestazione energetica stipulati  dalla  pubblica
amministrazione contengono gli elementi minimi di cui all'allegato  8
al presente decreto. 
  2. All'articolo 4, comma 1 dell'allegato 2 del decreto  legislativo
30 maggio 2008, n 115, dopo la lettera a) e'  aggiunta  la  seguente:
«aa)  per  la  prima  stipula  contrattuale,  la  riduzione   stimata
dell'indice di energia primaria per la climatizzazione  invernale  di
almeno il 5 per cento rispetto  al  corrispondente  indice  riportato
sull'attestato di prestazione energetica, nei tempi concordati tra le
parti e, comunque, non oltre il primo anno di vigenza contrattuale;». 
  3. Le Regioni e le Province Autonome forniscono assistenza  tecnica
alle  pubbliche  amministrazioni  nella  stesura  dei  contratti   di
rendimento energetico e rendono disponibili al pubblico  informazioni
sulle migliori  pratiche  disponibili  nell'attuazione  dei  suddetti
contratti anche con il supporto di ENEA. 
  4. L'ENEA, entro 60 giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
presente disposizione, in collaborazione con le Regioni,  integra  il
contratto-tipo  per  il  miglioramento  del   rendimento   energetico
dell'edificio  di  cui  all'articolo  4-ter,  comma  3,  del  decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive  modificazioni,  con
gli elementi minimi di cui all'allegato 8. 
  5. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico,  di  concerto
con il Ministro dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del
mare e con il Ministro dei beni e delle  attivita'  culturali  e  del
turismo, il Ministro  delle  infrastrutture  e  trasporti  e  con  il
Ministro  per  la  semplificazione  e  la  pubblica  amministrazione,
d'intesa con la Conferenza unificata, sono approvate entro 180 giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, linee guida per
semplificare  ed   armonizzare   le   procedure   autorizzative   per
l'installazione in ambito residenziale  e  terziario  di  impianti  o
dispositivi  tecnologici  per  l'efficienza  energetica  e   per   lo
sfruttamento delle  fonti  rinnovabili  nonche'  per  armonizzare  le
regole sulla attestazione della prestazione energetica degli edifici,
i requisiti dei certificatori e il  sistema  dei  controlli  e  delle
sanzioni. Tali  linee  guida  sono  finalizzate,  in  particolare,  a
favorire: 
    a) la gestione delle procedure autorizzative  attraverso  portali
on-line accessibili da cittadini ed  imprese  e  contenenti  altresi'
informazioni su vincoli emergenti  dalla  pianificazione  urbanistica
territoriale; 
    b) uniformita' e  snellimento  della  documentazione  a  supporto
delle richieste autorizzative; 
    c) applicazione di costi amministrativi o d'istruttoria  massimi,
tali da non scoraggiare l'installazione di tecnologie efficienti. 
  6. Nel caso di edifici di  nuova  costruzione,  con  una  riduzione
minima  del  20  per  cento  dell'indice  di  prestazione  energetica
previsto dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive
modificazioni, certificata  con  le  modalita'  di  cui  al  medesimo
decreto  legislativo,  lo  spessore  delle  murature  esterne,  delle
tamponature o dei muri portanti, dei solai intermedi  e  di  chiusura
superiori ed inferiori,  eccedente  ai  30  centimetri,  fino  ad  un
massimo di  ulteriori  30  centimetri  per  tutte  le  strutture  che
racchiudono il  volume  riscaldato,  e  fino  ad  un  massimo  di  15
centimetri per quelli orizzontali intermedi, non sono considerati nei
computi per  la  determinazione  dei  volumi,  delle  altezze,  delle
superfici e nei rapporti di  copertura.  Nel  rispetto  dei  predetti
limiti e' permesso derogare, nell'ambito delle  pertinenti  procedure
di rilascio dei titoli abitativi di cui al titolo II del decreto  del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, a quanto  previsto
dalle  normative  nazionali,  regionali  o  dai  regolamenti  edilizi
comunali, in merito alle distanze minime tra edifici,  alle  distanze
minime dai confini di proprieta', alle distanze minime di  protezione
del nastro stradale e ferroviario, nonche' alle altezze massime degli
edifici. Le deroghe vanno  esercitate  nel  rispetto  delle  distanze
minime riportate nel codice civile. 
  7. Nel caso di interventi di riqualificazione energetica di edifici
esistenti che comportino maggiori spessori delle murature  esterne  e
degli elementi  di  chiusura  superiori  ed  inferiori  necessari  ad
ottenere una  riduzione  minima  del  10  per  cento  dei  limiti  di
trasmittanza previsti dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192,
e successive modificazioni, certificata con le modalita'  di  cui  al
medesimo decreto legislativo, e' permesso derogare, nell'ambito delle
pertinenti procedure di rilascio  dei  titoli  abitativi  di  cui  al
titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno  2001,
n. 380, a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o  dai
regolamenti edilizi comunali, in  merito  alle  distanze  minime  tra
edifici, alle distanze  minime  dai  confini  di  proprieta'  e  alle
distanze minime di  protezione  del  nastro  stradale,  nella  misura
massima di 25  centimetri  per  il  maggiore  spessore  delle  pareti
verticali esterne, nonche' alle altezze massime degli edifici,  nella
misura massima di  30  centimetri,  per  il  maggior  spessore  degli
elementi di copertura. La deroga puo' essere esercitata nella  misura
massima  da  entrambi  gli  edifici  confinanti.  Le  deroghe   vanno
esercitate nel rispetto delle distanze minime  riportate  nel  codice
civile. 
  8. Al comma 9-bis, dell'articolo  5,  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e successive  modificazioni,
dopo la lettera c) sono aggiunte le seguenti: 
    «d)  si  procede  alle  ristrutturazioni  di   impianti   termici
individuali gia' esistenti, siti in stabili  plurifamiliari,  qualora
nella versione iniziale non dispongano gia' di camini, canne  fumarie
o sistemi di evacuazione dei prodotti della  combustione  con  sbocco
sopra  il  tetto  dell'edificio,  funzionali  e  idonei  o   comunque
adeguabili alla applicazione di apparecchi a condensazione; 
    e) vengono installati uno  o  piu'  generatori  ibridi  compatti,
composti almeno da una caldaia a condensazione a gas e da  una  pompa
di calore e dotati di specifica certificazione di prodotto.» 
  9. II comma 9-ter, dell'articolo  5,  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e successive  modificazioni,
e' sostituito da seguente: 
    «9-ter. Per accedere alle deroghe previste  al  comma  9-bis,  e'
obbligatorio: 
      i. nei casi di cui alla lettera a),  installare  generatori  di
calore a gas a camera stagna il cui rendimento sia superiore a quello
previsto all'articolo  4,  comma  6,  lettera  a),  del  decreto  del
Presidente della Repubblica, del 2 aprile 2009, n. 59; 
      ii. nei casi di cui alle  lettere  b),  c),  e  d),  installare
generatori di calore a gas  a  condensazione  i  cui  prodotti  della
combustione abbiano emissioni medie ponderate di ossidi di azoto  non
superiori a 70 mg/kWh, misurate secondo le norme di prodotto vigenti; 
      iii. nel caso di cui alla lettera e), installare generatori  di
calore a gas a condensazione i cui prodotti della combustione abbiano
emissioni medie ponderate di ossidi  di  azoto  non  superiori  a  70
mg/kWh, misurate secondo le norme di prodotto  vigenti,  e  pompe  di
calore il cui rendimento sia superiore a quello previsto all'articolo
4, comma 6, lettera b), del decreto del Presidente della  Repubblica,
del 2 aprile 2009, n. 59; 
      iv. in tutti i casi, posizionare  i  terminali  di  scarico  in
conformita' alla vigente norma tecnica UNI7129 e successive modifiche
e integrazioni.». 
  10. I provvedimenti di cui all'articolo 4, comma 1  e  all'articolo
6, comma 12 del decreto legislativo  19  agosto  2005,  n.  192  sono
adottati entro 120  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto,  favorendo  l'applicazione  omogenea  su  tutto  il
territorio nazionale di regole  semplici  per  la  valutazione  della
prestazione energetica e l'attestazione della prestazione  energetica
degli edifici. 
  11. Ai progetti di efficienza energetica di grandi dimensioni,  non
inferiori a 35.000 TEP/anno, il cui  periodo  di  riconoscimento  dei
certificati bianchi termini entro il 2014,  e'  prorogata  la  durata
degli incentivi per i soli anni 2015 e 2016,  a  fronte  di  progetti
definiti dallo stesso proponente e previa verifica tesa a valutare in
maniera stringente le reali peculiarita' dei  progetti  e  purche'  i
progetti stessi siano in grado di produrre nuovi risparmi di  energia
in misura  complessivamente  equivalente  alla  soglia  minima  annua
indicata, siano concretamente avviati entro il  31  dicembre  2015  e
rispondano a criteri di: collegamento funzionale a nuovi investimenti
in impianti energeticamente efficienti installati nel  medesimo  sito
industriale; efficientamento energetico di  impianti  collegati  alla
medesima filiera produttiva, anche in  siti  diversi,  avviati  nella
medesima data; risanamento ambientale nei siti di interesse nazionale
di cui all'articolo 252 del decreto legislativo  3  aprile  2006,  n.
152; salvaguardia dell'occupazione. 
  12. E' fatto divieto ai distributori di  energia,  ai  gestori  dei
sistemi di distribuzione e alle societa' di  vendita  di  energia  al
dettaglio, di tenere comportamenti volti ad  ostacolare  lo  sviluppo
del mercato dei servizi energetici e ad impedire la  richiesta  e  la
prestazione di servizi energetici o  altre  misure  di  miglioramento
dell'efficienza energetica, compresa la preclusione  dell'accesso  al
mercato per i concorrenti o l'abuso di posizione dominante. 
                               Art. 15 
 
 
             Fondo nazionale per l'efficienza energetica 
 
  1. E' istituito presso il Ministero  dello  sviluppo  economico  il
«Fondo nazionale per l'efficienza energetica»,  di  seguito  «Fondo»,
che opera secondo le modalita' di cui al comma 2 e per  le  finalita'
di cui al comma 3. Le risorse del fondo di cui all'articolo 22, comma
4, del decreto legislativo 3  marzo  2011,  n.  28,  come  modificato
dall'articolo 4-ter, comma 2 del decreto legislativo 19 agosto  2005,
n. 192, sono  versate  all'entrata  del  bilancio  dello  Stato,  per
l'importo di 5 milioni di euro nell'anno 2014 e di 25 milioni di euro
nell'anno 2015, per  essere  riassegnate  nei  medesimi  esercizi  al
Fondo. A tal fine, la  Cassa  conguaglio  per  il  settore  elettrico
provvede al versamento all'entrata del  bilancio  dello  Stato  degli
importi indicati al primo  periodo,  a  valere  sulle  disponibilita'
giacenti sul conto corrente bancario  intestato  al  predetto  Fondo,
entro 30 giorni dall'entrata  in  vigore  del  presente  decreto  per
l'importo relativo al 2014 ed entro il  31  marzo  per  il  2015.  La
dotazione del Fondo puo' essere integrata: 
    a) per il periodo 2015-2020, a valere sulle  risorse  annualmente
confluite nel fondo di cui all'articolo  22,  comma  4,  del  decreto
legislativo 3 marzo 2011, n. 28, come modificato dall'articolo 4-ter,
comma 2 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n.  192,  secondo  le
modalita'  di  cui   al   presente   comma,   previa   determinazione
dell'importo da versare con il medesimo decreto di  cui  all'articolo
5, comma 12, lettera a); 
    b) fino a 15 milioni euro annui per il periodo 2014-2020 a carico
del Ministero dello sviluppo economico e fino a 35  milioni  di  euro
annui per il periodo 2014-2020 a carico del Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare, a valere sui  proventi  annui
delle aste delle quote di emissione  di  CO2  destinati  ai  progetti
energetico ambientali cui all'articolo 19, del decreto legislativo 13
marzo  2013,  n.  30,  previa  verifica  dell'entita'  dei   proventi
disponibili annualmente, con le modalita' e  nei  limiti  di  cui  ai
commi 3 e 6 dello stesso articolo 19. 
  2. Il Fondo ha natura rotativa  ed  e'  destinato  a  sostenere  il
finanziamento di  interventi  di  efficienza  energetica,  realizzati
anche attraverso le ESCO, il ricorso a forme di partenariato pubblico
- privato, societa' di progetto o di scopo appositamente  costituite,
mediante due sezioni destinate rispettivamente a: 
    a) la  concessione  di  garanzie,  su  singole  operazioni  o  su
portafogli di operazioni finanziarie; 
    b)  l'erogazione  di  finanziamenti,  direttamente  o  attraverso
banche e intermediari finanziari,  inclusa  la  Banca  Europea  degli
Investimenti, anche mediante la  sottoscrizione  di  quote  di  fondi
comuni di investimento di tipo chiuso che  abbiano  come  oggetto  di
investimento  la  sottoscrizione  di  titoli  di  credito  di   nuova
emissione o l'erogazione, nelle  forme  consentite  dalla  legge,  di
nuovi finanziamenti, nonche' mediante  la  sottoscrizione  di  titoli
emessi ai sensi della legge 30 aprile 1999, n.  130,  nell'ambito  di
operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto crediti di  privati
verso  piccole  e  medie  imprese  e  ESCO   per   investimenti   per
l'efficienza energetica. 
  3. Il Fondo e' destinato a favorire,  sulla  base  di  obiettivi  e
priorita'  periodicamente  stabiliti  e  nel  rispetto  dei   vincoli
previsti dalla vigente normativa comunitaria in materia di  aiuti  di
stato, il finanziamento di interventi coerenti con il  raggiungimento
degli obiettivi nazionali di efficienza  energetica,  promuovendo  il
coinvolgimento di istituti  finanziari,  nazionali  e  comunitari,  e
investitori  privati  sulla  base  di  un'adeguata  condivisione  dei
rischi, con particolare riguardo alle seguenti finalita': 
    a) interventi di miglioramento dell'efficienza  energetica  degli
edifici di proprieta' della Pubblica Amministrazione; 
    b) realizzazione di  reti  per  il  teleriscaldamento  e  per  il
teleraffrescamento; 
    c) efficienza energetica dei servizi e infrastrutture  pubbliche,
compresa l'illuminazione pubblica; 
    d) efficientamento energetico di interi edifici destinati ad  uso
residenziale, compresa l'edilizia popolare; 
    e) efficienza energetica e riduzione dei consumi di  energia  nei
settori dell'industria e dei servizi. 
  4. Gli  interventi  di  realizzazione  e  ampliamento  di  reti  di
teleriscaldamento  e  teleraffrescamento,  avviati  tra  la  data  di
entrata in vigore del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28,  e  la
data di entrata in vigore del presente decreto  legislativo,  possono
avere accesso alle garanzie offerte dal Fondo, secondo  le  modalita'
definite con i provvedimenti di cui al comma 5  e  fermi  restando  i
vincoli richiamati al comma 3. 
  5. Per il perseguimento delle finalita' di  cui  al  comma  3,  nel
rispetto degli equilibri di finanza pubblica, con uno o piu'  decreti
di natura non regolamentare da adottare entro 90 giorni  dall'entrata
in vigore del presente decreto dal Ministro dello sviluppo  economico
e dal Ministro dell'ambiente e della  tutela  del  territorio  e  del
mare, di concerto con il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  e
acquisito il parere della Conferenza Unificata, sono  individuate  le
priorita', i criteri, le condizioni e le modalita' di  funzionamento,
di gestione e di  intervento  del  Fondo,  nonche'  le  modalita'  di
articolazione per sezioni, di cui una dedicata in modo  specifico  al
sostegno del teleriscaldamento, e le relative  prime  dotazioni.  Nel
quadro dei progetti e programmi ammissibili all'intervento del Fondo,
tenendo conto del miglior rapporto tra costo e risparmio  energetico,
sono  individuati  termini  e  condizioni  di  maggior   favore   per
interventi che presentino specifica valenza prestazionale volti a: 
    a) creare nuova occupazione; 
    b) migliorare l'efficienza energetica dell'intero edificio; 
    c) promuovere nuovi edifici a energia quasi zero; 
    d) introdurre misure di protezione antisismica in  aggiunta  alla
riqualificazione energetica; 
    e)  realizzare  reti  per   il   teleriscaldamento   e   per   il
teleraffrescamento  in  ambito  agricolo  o  comunque  connesse  alla
generazione distribuita a biomassa; 
  6.  La  dotazione  del  Fondo  puo'  essere  incrementata  mediante
versamento volontario  di  contributi  da  parte  di  Amministrazioni
centrali, Regioni e altri enti e organismi pubblici, ivi  incluse  le
risorse derivanti dalla programmazione dei  fondi  strutturali  e  di
investimento  europei  secondo  criteri,   condizioni   e   modalita'
stabilite con i provvedimenti di cui al comma  5.  La  dotazione  del
Fondo e', inoltre, incrementata con i proventi delle sanzioni di  cui
all'articolo 16, comma 23. 
  7. Gli interventi di garanzia del Fondo di cui al comma 2,  lettera
a) sono assistiti dalla  garanzia  dello  Stato,  quale  garanzia  di
ultima istanza, secondo criteri, condizioni e modalita' da  stabilire
con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'economia  e
delle finanze, adottato entro 90 giorni dall'entrata  in  vigore  del
presente decreto. La garanzia dello  Stato  e'  inserita  nell'elenco
allegato allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle
finanze ai sensi dell'articolo 31 della legge 31  dicembre  2009,  n.
196. La sezione destinata alla concessione di  garanzie,  di  cui  al
comma 2, e' ricompresa nel  Sistema  nazionale  di  garanzia  di  cui
all'articolo 1, comma 48 della Legge 27 dicembre 2013, n. 147. 
  8. Le garanzie concesse dal Fondo possono  essere  assistite  dalla
garanzia del Fondo Europeo degli Investimenti o  di  altri  fondi  di
garanzia istituiti dall'Unione Europea o da essa cofinanziati. 
  9. La gestione del Fondo e  dei  relativi  interventi  puo'  essere
attribuita sulla base di una o piu' apposite convenzioni, a  societa'
in house ovvero a societa' o enti in possesso dei necessari requisiti
tecnici, organizzativi e di  terzieta'  nel  rispetto  della  vigente
normativa europea e nazionale in materia di contratti pubblici.  Agli
oneri connessi alla gestione e al funzionamento del Fondo si provvede
a valere sulle medesime risorse. 
  10. Il Ministro dell'economia e delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
                               Art. 16 
 
 
                              Sanzioni 
 
  1. Le grandi imprese e le imprese a forte consumo  di  energia  che
non effettuano la diagnosi di cui all'articolo 8, commi 1 e  3,  sono
soggetti ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 a  40.000
euro. Quando la  diagnosi  non  e'  effettuata  in  conformita'  alle
prescrizioni  di  cui  all'articolo  8  si   applica   una   sanzione
amministrativa pecuniaria da euro 2.000 ad euro 20.000. 
  2.  L'esercente  l'attivita'  di  misura  che,  nei  casi  previsti
dall'articolo 9, comma 1, lettera b) ed in violazione delle modalita'
individuate dall'Autorita' per  l'energia  elettrica,  il  gas  e  il
sistema  idrico,  non  fornisce  ai  clienti   finali   i   contatori
individuali aventi le caratteristiche di  cui  alla  lettera  a)  del
predetto comma e' soggetto ad una sanzione amministrativa  pecuniaria
da 500 a 2500 euro, per ciascuna omissione. 
  3. L'esercente  l'attivita'  di  misura  che  fornisce  sistemi  di
misurazione  intelligenti  non  conformi  alle   specifiche   fissate
dall'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico  a
norma dell'articolo 9, comma 3, lettere a), b) c) ed e), e'  soggetto
ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 500  a  2.500  euro.  Le
sanzioni di cui al presente comma sono  irrogate  dall'Autorita'  per
l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico. 
  4.   L'esercente   l'attivita'   di   misura   che    al    momento
dell'installazione dei  contatori  non  fornisce  ai  clienti  finali
consulenza  ed  informazioni  adeguate   secondo   quanto   stabilito
dall'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il  sistema  idrico,
in particolare sul loro effettivo  potenziale  con  riferimento  alla
lettura dei dati  ed  al  monitoraggio  del  consumo  energetico,  e'
soggetto ad una sanzione amministrativa  pecuniaria  da  250  a  1500
euro. 
  5. L'impresa di fornitura del servizio di energia  termica  tramite
teleriscaldamento  o  teleraffrescamento  o  tramite  un  sistema  di
fornitura centralizzato che alimenta una pluralita'  di  edifici  che
non ottempera agli obblighi di installazione di contatori individuali
di cui all'articolo 9, comma 5, lettera  a),  entro  il  termine  ivi
previsto, e' soggetta ad una sanzione  amministrativa  pecuniaria  da
500 a 2500 euro. 
  6. L'impresa di fornitura del servizio di un contatore  individuale
che,  richiesta  dal  cliente  finale  che   ha   la   disponibilita'
dell'unita' immobiliare, nei casi di cui  all'articolo  9,  comma  5,
lettera b), non installa, entro il termine ivi previsto, un contatore
individuale di cui alla predetta  lettera  b),  e'  soggetta  ad  una
sanzione  amministrativa  pecuniaria  da  500   a   2500   euro.   La
disposizione di cui al presente comma non si applica  quando  da  una
relazione tecnica di un progettista o di un tecnico abilitato risulta
che l'installazione del contatore  individuale  non  e'  tecnicamente
possibile  o  non  e'  efficiente  in  termini  di  costi  o  non  e'
proporzionata rispetto ai risparmi energetici potenziali. 
  7. Nei  casi  di  cui  all'articolo  9,  comma  5,  lettera  c)  il
condominio e i clienti finali che acquistano energia per un  edificio
polifunzionale  che  non  provvedono   ad   installare   sistemi   di
termoregolazione  e  contabilizzazione  del  calore  individuali  per
misurare il consumo di calore in corrispondenza di ciascun  radiatore
posto all'interno dell'unita' immobiliare  sono  soggetti,  ciascuno,
alla sanzione amministrativa  pecuniaria  da  500  a  2500  euro.  La
disposizione di cui al primo periodo non si  applica  quando  da  una
relazione tecnica di un progettista o di un tecnico abilitato risulta
che l'installazione dei predetti sistemi non e' efficiente in termini
di costi. 
  8. E' soggetto ad una sanzione amministrativa da 500 a 2500 euro il
condominio alimentato dal teleriscaldamento o dal  teleraffreddamento
o da  sistemi  comuni  di  riscaldamento  o  raffreddamento  che  non
ripartisce  le  spese  in  conformita'  alle  disposizioni   di   cui
all'articolo 9 comma 5 lettera d). 
  9. L'impresa di distribuzione o le societa' di vendita  di  energia
elettrica e di gas naturale al dettaglio  che  non  forniscono  nelle
fatture emesse nei confronti di clienti finali  presso  i  quali  non
sono  installati  contatori  intelligenti  le  informazioni  previste
dall'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, a
norma dell'articolo 9, comma 6, lettera  a),  sono  soggette  ad  una
sanzione amministrativa pecuniaria da 150 a 2500  euro  per  ciascuna
omissione 
  10. L'impresa di distribuzione o la societa' di vendita di  energia
elettrica e di gas  naturale  al  dettaglio  che  non  consentono  ai
clienti  finali  di  accedere  alle  informazioni  complementari  sui
consumi storici in conformita' a quanto previsto  dall'Autorita'  per
l'energia  elettrica,  il  gas  e  il   sistema   idrico,   a   norma
dell'articolo 9, comma 6, lettera b), e'  soggetta  ad  una  sanzione
amministrativa pecuniaria da 150 a 2500 euro per ciascun cliente. 
  11. E' soggetta ad una sanzione amministrativa da 150 a  2500  euro
per  ciascuna  violazione,  l'impresa  di  vendita  di   energia   al
dettaglio: 
    a) che  non  rende  disponibili,  con  le  modalita'  individuate
dall'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico su
richiesta  formale  del  cliente  finale,  le  informazioni  di   cui
all'articolo 9, comma 7, lettera a); 
    b)  che  non  offre  al  cliente  finale  l'opzione  di  ricevere
informazioni sulla fatturazione e bollette in via elettronica  e  non
fornisce, su richiesta di quest'ultimo, spiegazioni adeguate  secondo
le prescrizioni dell'Autorita' per l'energia elettrica, il gas  e  il
sistema idrico, a norma dell'articolo 9, comma 7, lettera b); 
    c) che non fornisce  al  cliente  finale,  secondo  le  modalita'
individuate dall'Autorita' per  l'energia  elettrica,  il  gas  e  il
sistema idrico,  unitamente  alla  fattura  le  informazioni  di  cui
all'articolo 9, comma 7, lettera c); 
    d) che non fornisce  al  cliente  finale,  secondo  le  modalita'
individuate dall'Autorita' per  l'energia  elettrica,  il  gas  e  il
sistema idrico, le informazioni le stime dei costi energetici tali da
consentire a quest'ultimo di confrontare offerte comparabili. 
  12. L'impresa di  vendita  di  energia  al  dettaglio  che  applica
specifici corrispettivi al cliente  finale  per  la  ricezione  delle
fatture o delle informazioni sulla fatturazione ovvero per  l'accesso
ai  dati  relativi  ai  consumi   e'   soggetta   ad   una   sanzione
amministrativa pecuniaria da 300 a 5000 euro per ciascuna violazione. 
  13. Le sanzioni di cui al comma 1 sono irrogate dal Ministero dello
sviluppo economico. 
  14. Le sanzioni di cui ai commi  6,  7  e  8  sono  irrogate  dalle
Regioni e dalle Province autonome di Trento e di  Bolzano  competenti
per territorio o Enti da esse delegate. 
  15. Le sanzioni di cui ai commi 2, 3, 4, 5, 9, 10,  11  e  12  sono
irrogate dall'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il  sistema
idrico. 
  16.   Per   l'accertamento   e   l'irrogazione    delle    sanzioni
amministrative pecuniarie da  parte  delle  autorita'  amministrative
competenti si osservano, in quanto compatibili  con  quanto  previsto
dal presente articolo, le disposizioni contenute nel capo I,  sezioni
I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689.  Entro  novanta  giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto l'Autorita'  per
l'energia elettrica, il gas  e  il  sistema  idrico  disciplina,  con
proprio regolamento,  nel  rispetto  della  legislazione  vigente  in
materia, i procedimenti sanzionatori di sua competenza,  in  modo  da
assicurare  agli  interessati  la   piena   conoscenza   degli   atti
istruttori,  il  contraddittorio  in  forma  scritta  e   orale,   la
verbalizzazione e la separazione tra funzioni istruttorie e  funzioni
decisorie. Il regolamento disciplina i casi  in  cui,  con  l'accordo
dell'impresa  destinataria  dell'atto  di  avvio   del   procedimento
sanzionatorio,  possono   essere   adottate   modalita'   procedurali
semplificate di irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie. 
  17. L'autorita' amministrativa competente,  valutati  gli  elementi
comunque in suo  possesso  e  quelli  portati  a  sua  conoscenza  da
chiunque vi abbia interesse da' avvio al  procedimento  sanzionatorio
mediante contestazione immediata o  la  notificazione  degli  estremi
della violazione. 
  18. In caso di accertata violazione delle disposizioni  di  cui  ai
commi 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8  e  10  il  trasgressore  e  gli  eventuali
obbligati in solido sono diffidati a provvedere alla regolarizzazione
entro  il  termine  di  quarantacinque  giorni   dalla   data   della
contestazione immediata o dalla data di  notificazione  dell'atto  di
cui al comma 17. 
  19. All'ammissione alla procedura di  regolarizzazione  di  cui  al
comma 18 e alla contestazione immediata o  alla  notificazione  degli
estremi della violazione  amministrativa  a  norma  dell'articolo  14
della legge 24 novembre 1981, n. 689 si provvede con la  notifica  di
un unico atto che deve contenere: 
    a)  l'indicazione  dell'autorita'  competente;  l'oggetto   della
contestazione; l'analitica esposizione dei  fatti  e  degli  elementi
essenziali della violazione contestata; 
    b) l'indicazione del nominativo del responsabile del procedimento
e, ove diverso, dell'ufficio dove e'  possibile  presentare  memorie,
perizie e altri scritti difensivi, essere  sentiti  dal  responsabile
del procedimento sui fatti oggetto di  contestazione,  nonche'  avere
accesso agli atti; 
    c)  l'indicazione  del  termine  entro  cui  l'interessato   puo'
esercitare le facolta' di cui alla lettera b), comunque non inferiore
a trenta giorni; 
    d) la diffida a regolarizzare le violazioni nei casi  di  cui  al
comma 18; 
    e) la possibilita' di estinguere gli illeciti  ottemperando  alla
diffida e provvedendo al pagamento della somma di cui al comma 7; 
    f) la menzione della possibilita', nei casi  degli  illeciti  non
diffidabili o per i quali non si  e'  ottemperato  alla  diffida,  di
effettuare il pagamento in misura ridotta ai sensi  dell'articolo  16
della legge 24 novembre 1981, n. 689; 
    g) l'indicazione del termine di conclusione del procedimento. 
  20. In  caso  di  ottemperanza  alla  diffida,  il  trasgressore  o
l'eventuale obbligato in solido e' ammesso al pagamento di una  somma
pari al minimo della sanzione prevista dai commi 1, 2, 3, 5, 6, 7,  8
e 10 entro il termine di trenta giorni dalla scadenza del termine  di
cui al comma 18. Il regolare pagamento della predetta somma  estingue
il procedimento limitatamente alle violazioni oggetto di diffida e  a
condizione dell'effettiva ottemperanza alla diffida stessa. 
  21. Il pagamento della sanzione e della somma di cui al comma 20 e'
effettuato con le modalita' di versamento previste  dall'articolo  19
decreto legislativo 3 luglio 1997, n. 241, esclusa  la  compensazione
ivi  prevista.  Del  pagamento  e'  data  mensilmente   comunicazione
all'autorita' amministrativa competente, con modalita' telematiche, a
cura della struttura di gestione di cui all'articolo 22 del  predetto
decreto legislativo. 
  22. Le regioni e le provincie autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,
nell'ambito delle attivita' di ispezione degli  impianti  termici  di
cui all'articolo 9 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  16
aprile 2013, n. 74, eseguono, anche gli accertamenti e  le  ispezioni
sull'osservanza delle disposizioni di cui ai commi 6, 7 e 8. 
  23.  I  proventi   derivanti   dall'applicazione   delle   sanzioni
amministrative pecuniarie di spettanza statale, per le violazioni del
presente decreto, sono versati ad apposito capitolo dell'entrata  del
bilancio  dello  Stato  per  essere  riassegnati  al  fondo  di   cui
all'articolo  15.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e'
autorizzato  ad  apportare,  con  propri   decreti,   le   occorrenti
variazioni di bilancio. I proventi delle sanzioni di cui ai commi  6,
7 e 8 rimangono alle Regioni ed alle Province Autonome di Trento e di
Bolzano, o a Enti da esse delegati, che possono  utilizzarli  per  la
gestione degli accertamenti e delle ispezioni di cui al  decreto  del
Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74. 
  24. In ogni caso sono fatte salve le  competenze  delle  Regioni  a
statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano. 

Titolo V

DISPOSIZIONI FINALI

                               Art. 17 
 
 
                    Monitoraggio dell'attuazione 
 
  1. A partire dal 2014 e successivamente ogni 3  anni,  il  Ministro
dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare, il Ministro  dell'economia  e
delle finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
d'intesa con  la  Conferenza  unificata,  e  su  proposta  dell'ENEA,
approva e  trasmette  alla  Commissione  europea  il  Piano  d'azione
nazionale per l'efficienza energetica, PAEE, che comprende: 
    a) misure  significative  per  il  miglioramento  dell'efficienza
energetica; 
    b) risparmi di energia conseguiti e attesi, inclusi quelli  nella
fornitura, trasmissione e distribuzione  dell'energia  nonche'  negli
usi finali della stessa, in vista del conseguimento  degli  obiettivi
nazionali di efficienza energetica di cui all'articolo 3; 
    c) stime aggiornate sul consumo di energia primaria  previsto  al
2020. 
  2. Entro il 30 aprile di ciascun anno a decorrere  dall'entrata  in
vigore del presente decreto, il Ministero dello  sviluppo  economico,
su proposta di ENEA, approva e trasmette  alla  Commissione  europea,
una relazione annuale  sui  progressi  realizzati  nel  conseguimento
degli obiettivi di efficienza energetica di cui all'articolo 3. 
  3. Entro il 30 aprile di ciascun anno a decorrere  dall'entrata  in
vigore del presente decreto, il Ministero dello  sviluppo  economico,
su proposta del GSE, approva e trasmette  alla  Commissione  europea,
una relazione annuale sulla cogenerazione contenente: 
    a) statistiche sulla produzione nazionale di energia elettrica  e
di calore da cogenerazione ad alto e basso  rendimento  in  relazione
alla produzione totale di calore e di energia elettrica; 
    b) statistiche relative alla capacita' di cogenerazione di calore
e di energia elettrica e ai combustibili usati per la cogenerazione; 
    c) statistiche relative  alla  produzione  e  alle  capacita'  di
teleriscaldamento  e  di  tele  raffreddamento  in   relazione   alla
produzione e alle capacita' totali di calore e di energia elettrica; 
    d)  statistiche  sui  risparmi  di  energia  primaria  realizzati
applicando la cogenerazione. 
  4. Il PAEE e le relazioni e di cui ai commi 1, 2 e 3, sono  redatte
sulla  base  dell'allegato  XIV  della  direttiva  2012/27/UE  e  dei
documenti  operativi  predisposti  dalla  Commissione   europea.   La
relazione di cui al comma 3 e' redatta conformemente alla metodologia
di  cui  agli  allegati  del  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo
economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e  della  tutela
del territorio e del mare del 4 agosto 2011. 
                               Art. 18 
 
 
                             Abrogazioni 
 
  1.  A  decorrere  dall'entrata  in  vigore  del  presente   decreto
legislativo, sono abrogati: 
    a) gli articoli: 5, comma 2; 2, comma 1, lettere a), e), l),  n),
v); 11, commi dall'1 e 2; 16, commi 1, 2 e 3; 17;  18,  comma  3  del
decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115; 
    b) l'articolo 7, comma 2, del decreto del Ministro dello sviluppo
economico 28  dicembre  2012,  concernente  la  determinazione  degli
obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico  che  devono
essere  perseguiti  dalle  imprese  di   distribuzione   dell'energia
elettrica e il gas per gli anni dal 2013 al 2016. 
                               Art. 19 
 
 
      Disposizioni finali e clausola di invarianza finanziaria 
 
  1. Gli allegati che costituiscono  parte  integrante  del  presente
decreto, sono aggiornati con  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo
economico e del Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio
e del mare. 
  2. Le pubbliche Amministrazioni centrali, le Regioni e le  Province
Autonome, nonche' le Autorita' e  Agenzie  coinvolte  nell'attuazione
del  presente  decreto,   collaborano   per   favorire   la   massima
condivisione dei dati e  delle  informazioni  raccolti  in  modalita'
interoperabile, anche al fine di creare basi informative comuni,  nei
limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie  disponibili  a
legislazione vigente. 
  3. All'attuazione  delle  disposizioni  del  presente  decreto,  le
amministrazioni interessate provvedono, senza nuovi o maggiori  oneri
a carico della finanza pubblica, con le risorse umane, strumentali  e
finanziarie  disponibili  a   legislazione   vigente,   fatte   salve
specifiche disposizioni di cui agli articoli 5, 8, 13 e 15. 
  4.  Ai  sensi  dell'articolo  28,  paragrafo  2,  della   direttiva
2012/27/UE, il Ministero  dello  sviluppo  economico  trasmette  alla
Commissione europea il presente decreto  e  le  eventuali  successive
modificazioni. 
                               Art. 20 
 
 
                          Entrata in vigore 
 
  1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a
quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della
Repubblica italiana. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

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