La tardiva definizione dei contenuti informativi da trasmettere mina l’affidabilità della rilevazione statistica, oltre a mettere in seria difficoltà le imprese e gli enti tenuti a compilare e a inviare telematicamente il modello unico di dichiarazione ambientale. Infatti, sebbene la pubblicazione del decreto sia avvenuta dopo il termine previsto per legge, per la precisione il 2 marzo, in luogo del rinvio dell’obbligo di utilizzare il nuovo formato di trasmissione dei dati all’anno successivo ci si è limitati a far slittare la scadenza al 1° luglio 2024. A questo si aggiungono i problemi ormai "cronici" di stratificazione adempimentale causata dal succedersi, negli anni, di decreti che hanno aggiunto schede e moduli, vanificando così qualsiasi tentativo di semplificazione
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