Addetti antincendio, formarli e addestrarli così

Sono figure designate dal datore di lavoro e obbligatorie in tutte le aziende. Il loro compito: attuare misure di prevenzione e gestire le operazioni in caso di emergenza. Le loro conoscenze spaziano dal teorico al pratico, per questo la preparazione contempla entrambi i versanti

Gli addetti antincendio, con compiti di lotta all'incendio, di evacuazione e di gestione delle emergenze, sono soggetti designati dal datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Queste figure ricevono una formazione e un addestramento utili ad affrontare possibili incendi e/o emergenze durante la normale attività lavorativa; devono intervenire anche a seguito di un improvviso insorgere di condizioni di pericolo per le persone e le cose presenti in un luogo di lavoro (ad esempio, terremoto, mancanza energia elettrica ecc.). In altre parole: seguono le indicazioni previste nelle procedure d’emergenza e d’esodo in funzione del tipo d’emergenza in corso.

Il datore di lavoro designa un numero sufficiente di addetti alla prevenzione incendi in relazione alle dimensioni dell’azienda e in funzione dei rischi specifici presenti in azienda o nell’unità produttiva esterna (ad esempio, i cantieri edili). Il lavoratore-addetto, attraverso la formazione specifica ricevuta, deve essere in grado di capire se è possibile spegnere le fiamme con i mezzi a disposizione, quali sono le corrette modalità su come estinguere e raffreddare l’incendio e deve mettere in pratica le procedure d’esodo in caso di evacuazione verso il luogo sicuro (punto di raccolta) dell’azienda.

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Gli addetti alla lotta antincendio devono seguire corsi di formazione e di addestramento pratico: i requisiti di questi corsi variano in base al livello di rischio individuato: basso, medio ed elevato. Per il rischio basso il corso deve essere di quattro ore (due ore per la parte teorica + due ore di esercitazioni pratiche o avvalendosi di sussidi audiovisivi); per il rischio medio di otto ore (cinque ore parte teorica + tre ore di esercitazioni pratiche), mentre per rischio elevato di 16 ore (12 ore parte teorica + quattro ore esercitazioni pratiche), così come previsto dal D.M. 10 marzo 1998.

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Dimensionare il rischio

I rischi e i pericoli dovuti alla probabilità che si formino incendi variano in funzione del tipo d’attività svolta: un’azienda che tratta nel proprio processo lavorativo prodotti altamente infiammabili - come ad esempio gas metano - ha un rischio d’incendio diverso rispetto a una società di terziario (attività d’ufficio). L’appartenenza a un certo livello di rischio viene determinata anche in funzione delle dimensioni del luogo di lavoro e dalla presenza di eventuali spazi aperti al pubblico (ad esempio, negozi, biblioteche ecc.).

La normativa tecnica di riferimento per la prevenzione incendi nei luoghi di lavoro è il D.M. 10 marzo 1998. Il provvedimento individua tre livelli di rischio in relazione all'attività svolta dall'azienda.

Vi sono inoltre alcune attività per le quali la normativa di riferimento non è solo il D.M. 10 marzo 1998, ma sono state previste anche le relative regole tecniche specifiche. Per tutte le attività soggette ai controlli dei vigili del fuoco ai sensi del D.P.R. 151/2011 è opportuno consultare preventivamente le rispettive normative e regole tecniche specifiche di riferimento (per le attività con normativa specifica) così da verificare se vi siano o meno obblighi aggiuntivi o diversi da quanto previsto dal D.M. 10 marzo 1998. Resta inteso che la normativa specifica ha valenza superiore rispetto al decreto generale. Le modalità di esecuzione dei corsi di formazione e addestramento più avanti esemplificate rispecchiano i contenuti del decreto di cui più sopra.

La durata dei corsi

Sono in vigore precise norme relative alla formazione in materia di prevenzione incendi.

La formazione degli addetti alla lotta antincendio varia secondo il livello di rischio d’incendio, il D.M. 10 marzo 1998 prevede tre moduli di formazione per le rispettive classi di rischio (basso, medio ed elevato).

La durata e i contenuti minimi dei corsi di formazione, per addetto antincendio in relazione al livello di rischio dell’attività, sono indicati nell’allegato IX del D.M. 10 marzo 1998 (“Norma tecnica”).

La durata complessiva dei corsi per addetti antincendio è la seguente:

  • Per rischio basso di quattro ore (due ore per la parte teorica + due ore di esercitazioni pratiche o avvalendosi di sussidi audiovisivi).
  • Per rischio medio di otto ore (cinque ore parte teorica + tre ore di esercitazioni pratiche).
  • Per rischio elevato di 16 ore (12 ore parte teorica + quattro ore esercitazioni pratiche).

Gli addetti alla prevenzione incendi devono frequentare i corsi di aggiornamento periodici ai sensi dell’art. 37 del D.Lgs. 81/2008; questi moduli formativi di aggiornamento sono previsti per tutte le classi di rischio.

Il programma, i contenuti e la durata dei corsi di aggiornamento sono indicati nella circolare dei vigili del fuoco (Prot. n. 0012653) del 23 febbraio 2011. La durata deve essere:

  • Per rischio basso di due ore (esercitazioni pratiche o avvalendosi di sussidi audiovisivi).
  • Per rischio medio di cinque ore (due ore per la parte teorica + tre ore per le esercitazioni pratiche).
  • Per rischio elevato di otto ore (cinque ore per la parte teorica + tre ore esercitazioni pratiche).

Purtroppo la circolare dei vigili del fuoco non specifica con quale cadenza debba essere svolto questo tipo di aggiornamento. In analogia con quanto previsto dal D.M. 388/2003 per gli addetti al primo soccorso può essere considerato adeguato un aggiornamento triennale, ma non vi è un riscontro certo in questo senso.

L’esempio di un corso

Nel corso in aula[1]Le modalità di esecuzione illustrate prendono spunto da quelle adottate dalla società Romeo Safety Italia, di Milano.(parte teorica) vengono trattati i seguenti argomenti (elenco indicativo):

  • La normativa di riferimento: “D.Lgs. 81/2008 e D.M 10 marzo 1998”.
  • Il “Triangolo del fuoco”, come avviene la combustione e le sue possibili conseguenze.
  • I prodotti della combustione e gli effetti dell’incendio sull’uomo.
  • Le sostanze estinguenti da utilizzare in relazione al tipo di incendio;
  • Protezione attiva contro gli incendi (estintori portatili, impianti fissi di rilevamento e spegnimento, ecc.).
  • Protezione passiva contro gli incendi (uscite d’emergenza, porte e strutture Rei ecc.).
  • I controlli e le manutenzioni da eseguire sugli impianti, mezzi antincendio ecc.
  • I compiti dell’addetto alla lotta antincendio.
  • La segnaletica di sicurezza (segnalazione estintori, vie d’esodo, della cassetta di pronto soccorso ecc).

La gestione delle emergenze eventualmente da affrontare.

Anche le esercitazioni pratiche possono essere diverse in base al livello di rischio d’appartenenza, in seguito si elencano le attività, previste dalla normativa, che ogni corsista deve effettuare al fine di conseguire l’attestato di addetto antincendio.

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Esercitazione pratica - rischio basso

  • Presa visione e chiarimenti sugli estintori portatili.
  • Istruzioni sull'uso degli estintori portatili effettuata o avvalendosi di sussidi audiovisivi o tramite dimostrazione pratica.

Esercitazione pratica - rischio medio

  • Presa visione e chiarimenti sui mezzi di estinzione più diffusi.
  • Presa visione e chiarimenti sulle attrezzature di protezione individuale.
  • Esercitazioni sull'uso degli estintori portatili e modalità di utilizzo di naspi e idranti.

Esercitazione pratica - rischio elevato

  • Presa visione e chiarimenti sulle principali attrezzature e impianti di spegnimento.
  • Presa visione sulle attrezzature di protezione individuale (maschere, auto-protettore, tute ecc.).
  • Esercitazioni sull'uso delle attrezzature di spegnimento e di protezione individuale.

Una volta terminata l’attività d’aula (parte teorica), e successivamente alle esercitazioni pratiche previste, viene verificato l’apprendimento di ogni singolo discente attraverso la compilazione di un test d’apprendimento (ad esempio a domanda e risposta aperta, a domanda e risposta multipla ecc.

L’apprendimento deve essere fatto per tutti i corsi antincendio (rischio basso-medio-elevato), compresi gli aggiornamenti.

Il corpo nazionale dei vigili del fuoco provvede a effettuare attività di vigilanza e di formazione del personale addetto alla prevenzione incendi per alcune tipologie d’attività (industrie e depositi considerati pericolosi) ai sensi dell’Allegato X del D.M. 10 marzo 1998.

A seguito del superamento di una prova tecnica, i comandi provinciali dei vigili del fuoco rilasciano gli attestati di idoneità ai lavoratori designati alla lotta antincendio, che hanno partecipato ai corsi di formazione svolti dal corpo nazionale dei vigili del fuoco, da enti pubblici o da società private.

I “ferri del mestiere” per la prima esercitazione

L’esempio tipo riportato di seguito riguarda la formazione di addetti alla prevenzione incendi per un'azienda selezionata che rientra nella classe del rischio medio (vengono quindi effettuate due esercitazioni pratiche).

La prima esercitazione consiste nello spegnere un principio d’incendio di combustibili gassosi (classe C), con un estintore portatile a Co2 da cinque chilogrammi, mentre la seconda prova pratica riguarda l’uso dell’idrante.

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Le attrezzature e i Dpi necessari per svolgere la prima prova pratica, sono: la vasca antincendio, la bombola di gas propano, la bombola accendi-fiamma, gli estintori portatili ad anidride carbonica (Co2), i Dpi specifici e, infine, le manichette e le lance.

Vediamo queste dotazioni una a una.

Vasca antincendio

La vasca antincendio viene riempita con circa 40 litri d’acqua al fine di coprire (di almeno 2-3 centrimetri) la serpentina presente all’interno della stessa. E’ dotata di una tubazione di gomma, completa di regolatore di pressione, che viene collegata a una bombola di gas propano.

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Il regolatore di pressione ha due funzioni, la prima è governare l’apertura-chiusura del gas durante le esercitazioni, la seconda funzione è regolare l’altezza della fiamma.

Bombola di gas propano

La bombola di gas propano viene collegata alla vasca antincendio mediante la tubazione in gomma descritta nella sezione precedente.

Durante le esercitazioni pratiche, il gas viene aperto-chiuso mediante la valvola presente sul regolatore di pressione, e non dalla chiusura generale presente sulla parte superiore della bombola.

Bombola accendi-fiamma

E’ una piccola bombola contenente una miscela di butano/propano in pressione che viene innestata a un elemento metallico, ha la funzione di consentire di accendere la fiamma non avvicinandosi troppo con le mani alla vasca antincendio.

Schermata 2017-03-15 alle 12.25.38 Estintori portatili ad anidride carbonica (Co2)

Gli estintori portatili ad anidride carbonica sono molto usati nelle esercitazioni pratiche antincendio, in quanto non sono tossici, sono specifici per incendi di combustibili gassosi e hanno la particolare caratteristica di non rilasciare residui, a differenza dell’estintore a polvere.

Gli estintori a Co2 utilizzati, per questo esempio tipo, pesano cinque chilogrammi, una volta consumati, ovvero quando sono scarichi completamente di estinguente, il peso è approssimativamente di due chilogrammi.

Dpi specifici

I Dpi utilizzati per le esercitazioni pratiche sono:

  • giaccone con proprietà ignifughe con lo scopo di proteggere il corpo del corsista dal calore;
  • elmo “da vigile” con un rapido sistema di regolazione al fine di salvaguardare il capo del discente dalle fiamme;
  • guanti anticalore per la protezione delle mani durante l’esercitazione pratica.

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I “ferri del mestiere” per la seconda esercitazione

Le attrezzature necessarie per svolgere la seconda esercitazione (uso idrante) sono: manichetta e lancia. Vediamole.

La manichetta, lunga 20 metri, è costituita da un materiale simile al nylon sulla parte esterna, mentre all’interno in materiale plastico (tipo pvc). I manicotti sono di ottone per evitare che, dal possibile sfregamento dei due elementi, si possano generare scintille.

La lancia di erogazione, l’elemento terminale da avvitare alla manichetta, può essere di diverso tipo (nella foto 16 si vedono due tipologie). Una è di alluminio ed è dotata di una leva per l’erogazione dell’estinguente (acqua), mentre la seconda è di tipo a rotazione.

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L’esercitazione consiste sostanzialmente nello srotolare tutta la manichetta facendola rotolare sul pavimento in modo che si dispieghi completamente. Successivamente, occorre avvitare il raccordo “femmina” alla bocca dell’idrante e quello “maschio” alla lancia di erogazione.

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[1] Le modalità di esecuzione illustrate prendono spunto da quelle adottate dalla società Romeo Safety Italia, di Milano.

 

Note   [ + ]

1. Le modalità di esecuzione illustrate prendono spunto da quelle adottate dalla società Romeo Safety Italia, di Milano.

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