Agenti biologici: quali i rischi occupazionali?

Partendo da questa domanda, Inail ha messo a punto un volume disponibile gratuitamente

Agenti biologici: quali i rischi occupazionali? Partendo da questa domanda, Inail ha messo a punto un volume, disponibile gratuitamente sul sito dell'istituto e riportato anche in fondo alla pagina.

Inail precisa che «Il lavoro intende evidenziare gli agenti biologici inclusi nell’Allegato XLVI del D.lgs. 81/08 e nell’Allegato III della Direttiva 1833/2019 di prossimo recepimento, classificati da IARC come cancerogeni o sospetti tali sulla base di evidenze cliniche e/o sperimentali, per una disamina dei potenziali effetti conseguenti all’esposizione. Nelle conclusioni, inoltre, sono proposte anche alcune riflessioni sulle possibili iniziative da intraprendere per approfondire il fenomeno nel contesto occupazionale» [1]Fonte: https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/pubblicazioni/catalogo-generale/pubbl-agenti-biologici-fattori-riscio-cancerogeno.html.

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Dopo la presentazione degli obiettivi, il volume passa in rassegna la letteratura scientifica in materia di batteri, virus, funghi ed endoparassiti. Per molti di questi agenti, peraltro inclusi nell’allegato XLVI al D.Lgs. n. 81/2008, è nota la capacità di generare cancro nell’uomo, tanto che ne è stata proposta una classificazione (Blaser, 2008) basata sulla interazione tra agenti infettivi e cellule/organismi ospiti:

a)  agenti infettivi che aggrediscono il sistema immunitario dell’ospite, causando lo sviluppo di linfomi o di forme di immunosoppressione che, a loro volta, possono favorire l’insorgere di altre infezioni oncogene;

b)  agenti infettivi che aggrediscono il parenchima, inducendo metaplasie e displasie che successivamente degenerano in carcinomi e sarcomi;

c)  agenti infettivi che determinano effetti locali su tessuti epiteliali, ad esempio interagendo con la regolazione ormonale o alterando equilibri a livello di microbioma, inducendo, così, processi degenerativi in tessuti anche distanti dalla sede dell’infezione.

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Nelle conclusioni, inoltre sono proposte alcune riflessioni sulle possibili iniziative da intraprendere per approfondire il fenomeno nel contesto occupazionale.

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