Cattiva postura: la nemica della salute sul lavoro

Un manuale per conoscere e affrontare il problema

Cattiva postura.

370 i milioni di euro. E' questa la cifra che il nostro Paese spende ogni anno per sostenere i costi totali degli infortuni da cadute in piano. Lo ricorda L'Inail, mettendo in evidenza quanto scivolamenti, inciampi e cadute rappresentino in Italia la terza causa d’infortunio sul lavoro, e la prima nel caso in cui il lavoratore sia donna.

Cattiva postura: numeri preoccupanti

Da un’indagine promossa dal Global Pain Index emerge che il 62% dei lavoratori italiani si ritrova a fare i conti con cervicalgie, ernie e lombalgie, che si traducono in una media di 3,3 giorni di malattia all'anno. Tra i fattori di rischio, ci sono anche l’inefficienza del sistema propriocettivo posturale, la sedentarietà e i movimenti ripetuti.

Cattiva postura: un manuale per affrontare il problema

Lo raccontano Eleonora Buratti, divulgatore scientifico e Pietro Picotti, medico fisiatra, nel loro manuale narrato "Guarire con la postura". (Edizioni Tecniche Nuove). E mentre voci autorevoli prevedono sempre di più che nei prossimi anni una delle cause principali dei decessi potrebbe proprio essere l’assenza di attività fisica o la sua insufficienza, le azioni migliorative da mettere in campo dai datori di lavoro, in aggiunta all’adeguamento ergonomico delle postazioni, continuano a essere un’efficace formazione e un’adeguata informazione dei lavoratori che si pongano l’obiettivo di creare una cultura virtuosa del movimento, smantellando, un pezzo alla volta, quella insana della sedentarietà.

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Cattiva postura

Cattiva postura: abitudini da perdere al più presto

Tutte le figure dalla sicurezza del lavoro concordano ormai sull’importanza di una posizione corretta al lavoro per aiutare a prevenire i cosiddetti Dms, dolori muscoloscheletrici, Pietro Picotti mette in evidenza quanto il mantenimento di una posizione inadeguata troppo a lungo possa determinare anche alterazioni dirette sulla memoria posturale che “finirà per modificare l’intero assetto con conseguenti sovraccarichi biomeccanici sui dischi, sulle vertebre, sui legamenti, sui tendini, sui muscoli che porteranno poi all’insorgenza di varie patologie.”

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Rieducazione del sistema posturale, quindi, movimento, e giusta posizione al lavoro rappresenterebbero già una buona rosa di interventi opportuni. Esaltati fin dai tempi della Grecia antica, che li collocavano sullo stesso piano dell’educazione intellettuale, l’attività fisica e il movimento non possono mancare in qualsiasi percorso di prevenzione della malattia o di ritorno al benessere.

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