Durante questi primi tre anni di applicazione della nuova disciplina regolamentare in materia di formazione delle diverse figure della prevenzione, contenuta negli accordi Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 e nel successivo accordo integrativo del 25 luglio 2012, sono emerse numerose criticità applicative che stanno rendendo sempre più difficile la vita delle imprese e dei professionisti. Uno stato di “malessere normativo” che trova un preciso riscontro obiettivo anche nei ripetuti interventi in questo ambito da parte della Commissione per gli interpelli del ministero del Lavoro che, a distanza di mesi, ha pubblicato cinque nuovi provvedimenti interpretativi che, occorre sempre ricordare, hanno un’elevata valenza in quanto, come stabilisce l’art. 12, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2008, le indicazioni fornite della Commissione nelle risposte ai quesiti costituiscono criteri interpretativi e direttivi per l’esercizio delle attività di vigilanza delle Asl, delle Direzioni territoriali del lavoro e degli altri enti competenti in materia.
Accesso riservato
Questo contenuto è riservato agli abbonati a Ambiente Sicurezza Web
Sei abbonato a Ambiente Sicurezza Web? Effettua il login con la stessa e-mail utilizzata per la sottoscrizione del tuo abbonamento, per accedere a questo articolo e a tutti i contenuti a te riservati.
Non sei ancora abbonato a Ambiente Sicurezza Web? Attiva ora il tuo abbonamento per non perderti nulla.
Contenuti premium, approfondimenti speciali e tanti altri vantaggi ti aspettano. Scoprili tutti qui