Norme otoprotettori: cosa cambia per i dpi per l’udito – Leggi l’articolo e guarda il video

Ecco i contenuti dell'aggiornamento alla norma Uni En 458/2016 su “Protettori dell’udito – Raccomandazioni per la selezione, l’uso, la cura e la manutenzione”.

Norme otoprotettori: è stato pubblicato, ad aprile 2016, l’aggiornamento alla norma Uni En 458/2016 relativa ai “Protettori dell’udito – Raccomandazioni per la selezione, l’uso, la cura e la manutenzione”.

L'ordinamento in materia di otoprotettori, emanato per la prima volta nel 1995, era già stato modificato nel 2005 in alcune sue parti.

I recenti aggiornamenti riguardano, in particolare, l’aggiunta di tre Appendici:

  • l’Appendice F, dove si trovano indicazioni pratiche per migliorare l’indossamento dei Dpi-uditivi (otoprotettori) da parte dei lavoratori;
  • l’Appendice G, nella quale vengono fornite ulteriori indicazioni sui metodi di Fit test degli inserti;
  • l’Appendice H che definisce le varie “Tipologie di rumori”, tramite schemi che raffigurano la relazione tra pressione sonora (Spl) e tempo: schema del rumore continuo, fluttuante, intermittente o ripetitivo nel breve termine e impulsivo.

Norme otoprotettori: "Viviamo in un mondo rumoroso" - GUARDA IL  VIDEO

 

In tema di miglioramento delle prestazioni sul campo degli otoprotettori, le novità principali riguardano:

  • l’attenuazione sonora ottimale (che per i lavoratori esposti a rumori moderati deve essere adeguata e non troppo elevata);
  • la verifica dell’efficacia e compatibilità (perché tutti i Dpi-uditivi/otoprotettori dovrebbero essere testati individualmente) e l’attenzione al comfort, così da favorire una maggiore accettazione da parte dell’utilizzatore;
  • intelligibilità del parlato e ascolto del segnale d’allarme: si suggeriscono sistemi di protezione con possibilità di comunicazione (ndr: cuffie comm) se l’intellegibilità del parlato o l’ascolto del segnale di allarme è critico. Si suggeriscono cuffie inserti con funzione leve-dependent (ndr: microfoni ambientali) per gli ambienti con suoni intermittenti o impulsivi.

Norme otoprotettori: più comfort contro il rumore

L’attenuazione ottimale è misurata in laboratorio secondo una procedura di prova illustrata nella Uni En 24869-1 e deve essere tale da non generare una protezione insufficiente o, viceversa, una iperprotezione, con conseguente isolamento totale del lavoratore dal contesto ambientale.

La normativa non indica un metodo specifico per misurare l’indice di confortevolezza degli otoprotettori.

La massa, i materiali di costruzione, la pressione dell’archetto, la regolabilità delle cuffie, la facilità di inserimento e di estrazione degli inserti sono senza dubbio importanti, ma la valutazione complessiva dell’otoprotettore spetta innanzitutto all’utilizzatore. Oltre a essere adeguati al singolo lavoratore, gli otoprotettori devono risultare idonei alle diverse condizioni di lavoro: condizioni ambientali sfavorevoli (come alte temperature o alti tassi d’umidità e polverosità) possono provocare sudorazione e irritazioni cutanee sotto le cuffie. Per ovviare a questi inconvenienti è consigliato utilizzare sottili coperture per i cuscinetti.

Norme otoprotettori: tutti i vantaggi del Fit test

Le nuove disposizioni pongono l’accento sull’importanza del Fit test individuale, grazie al quale è possibile ottenere livelli superiori di prestazione e misurare l’attenuazione effettiva del rumore a dispositivo indossato per ogni singolo lavoratore.

Per ottenere il livello di attenuazione desiderato, l’otoprotettore dovrebbe quindi essere sempre sottoposto a Fit test. A causa della differenza tra l'attenuazione del suono rilevata in laboratorio e quella effettiva registrata sul luogo di lavoro, questa procedura è utile per tutti i tipi di otoprotettori e lo è, in particolare, quando gli inserti auricolari vengono utilizzati in ambienti molto rumorosi.

Normativa otoprotettori: con la norma 425/2016 cambiano le regole

Il nuovo Regolamento Dpi 2016/425 stabilisce i requisiti per la progettazione e la fabbricazione dei dispositivi di protezione individuale, allo scopo di garantire una maggiore protezione della salute e della sicurezza degli utilizzatori. Introduce, inoltre, una serie di norme sulla libera circolazione dei Dpi nell'Unione.

Questa la novità principale: a partire da marzo 2016gli otoprotettori passano dalla categoria II alla categoria  III di rischio (la stessa di respiratori e prodotti anticaduta) e, di conseguenza, il rumore intenso viene considerato un danno irreversibile per la salute.

La protezione dai rumori dannosi è una materia da prendere molto seriamente e l’utilizzo del prodotto giusto e del corretto indossamento diventa di vitale importanza.

I fabbricanti di otoprotettori saranno, quindi, soggetti a procedure più stringenti in merito a controlli di qualità (sia dei prodotti sia dell’intero sito produttivo).

Il nuovo regolamento è entrato in vigore il 20 aprile 2016, ma verrà applicato a partire dal 21 aprile 2018 per permettere agli stati membri di stabilire le relative norme.

(di Costanza Peretti)

 

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