In Italia, le direttive 2005/29/Ce e 2011/83/Ue sono state recepite nel “codice del consumo”. Tuttavia, attualmente non vi è alcun riferimento alle asserzioni ambientali. A questo proposito, una società che in Europa gestisce l’e-commerce di prodotti di un’importante azienda di fast e super fast fashion è stata coinvolta in un procedimento istruttorio avviato dall’Agcm volto all’accertamento di alcune condotte ritenute contrarie agli artt. 20, 21, comma 1, lettera b), 22 commi 1 e 2 del codice del consumo. In questo contesto, la normativa europea di cui alla direttiva 2024/825/Ue, una volta recepita, introdurrà puntuali obblighi di trasparenza e comunicazione ambientale. Vediamo come è destinato a cambiare lo scenario legislativo per le imprese
Accesso riservato
Questo contenuto è riservato agli abbonati a Ambiente Sicurezza Web
Sei abbonato a Ambiente Sicurezza Web? Effettua il login con la stessa e-mail utilizzata per la sottoscrizione del tuo abbonamento, per accedere a questo articolo e a tutti i contenuti a te riservati.
Non sei ancora abbonato a Ambiente Sicurezza Web? Attiva ora il tuo abbonamento per non perderti nulla.
Contenuti premium, approfondimenti speciali e tanti altri vantaggi ti aspettano. Scoprili tutti qui