Con l’ordinanza n. 5158/2021, il Consiglio di Stato è intervenuto in tema di assunzione volontaria degli impegni di risanamento ambientale. La pronuncia, tuttavia, non manca di destare perplessità soprattutto nel richiamo a un precedente (sentenza 15 settembre 2020, n. 5445), che, in merito al caso in esame, appare decontestualizzato e fuorviante. Inoltre, la posizione espressa dalla IV sezione del Consiglio di Stato appare ancor più radicale rispetto a quanto teorizzato nel più recente passato dal Tar Lombardia Brescia con riferimento agli obblighi sussistenti in capo al proprietario incolpevole di attuazione delle misure di prevenzione e di messa in sicurezza d’emergenza. Partendo dall’analisi della vicenda, vediamo perché le motivazioni di Palazzo Spada sembrano non reggere CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO
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