Rumore: i preconcetti sulla protezione dell’udito

Quando si tratta di proteggere i lavoratori da rischi connessi alla salute e alla sicurezza, avere preconcetti può risultare pericoloso; quando si fa una supposizione sbagliata il risultato può essere un infortunio o anche peggio. Purtroppo, nonostante l’inasprimento delle normative finalizzate a proteggere i lavoratori dai pericoli, alcune convinzioni infondate persistono ancora, soprattutto in materia di rischio rumore e protezione dell’udito. Se non sono smentiti, questi preconcetti possono minare l’efficacia di un intero programma di protezione acustica ed esporre gli operatori a gravi danni dell’udito. Sono evidenziati i preconcetti errati più diffusi e le modalità opportune per smentirli (articolo tratto da TSAL n. 6/2014).

logo-B-testata-TSPreconcetto 1: le protezioni acustiche si spiegano da sole

Foto 1
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Apparentemente, le protezioni acustiche sono dispositivi facili da utilizzare. Molto semplicemente, si indossano sopra o all’interno delle orecchie. Di conseguenza, uno dei preconcetti più comuni è credere che tutti sappiano come indossare i dispositivi di protezione acustica e che qualunque spiegazione sia quindi superflua, o, peggio ancora, talvolta si dà per scontato che gli operatori leggano le istruzioni d’uso sulla confezione. Al contrario, uno studio condotto sui programmi di conservazione dell’udito nel Regno Unito ha rivelato che, quando l’addestramento sulla protezione acustica era fornito mediante poster o volantini, meno della metà dei lavoratori “esperti” ne ricordava i contenuti. Infatti, diversi studi hanno dimostrato che il modo più efficace di utilizzare le protezioni per l’udito è appreso tramite la formazione diretta individuale (si veda la foto 1). Invece, l’addestramento di gruppi numerosi di lavoratori sembra avere scarso effetto; solo l’addestramento individuale è associato a ottimi risultati in termini di attenuazione. Per inserire correttamente un inserto auricolare in schiuma, è sufficiente eseguire tre semplici operazioni:

  • modella (si veda la foto 2);
  • tira;
  • tieni.
foto 2
Foto 2

La corretta procedura per inserire l’inserto prevede di modellare l’inserto in schiuma fino a formare un cilindretto dalla superficie liscia e regolare, di tirare verso l’alto il padiglione auricolare per aprire il condotto uditivo, di inserire la protezione e di tenerla ferma in posizione finché non si espande (si veda la foto 3). Per indossare correttamente le cuffie, occorre spostare i capelli e appoggiare le coppe in modo da coprire l’intero padiglione (si vedano le foto 4 e 5). È meglio evitare occhiali di protezione con stanghette molto spesse; gli occhiali di sicurezza neutri o graduati con montatura leggera non causano significativi cali dell’attenuazione. Gli occhiali di protezione con montature troppo spesse possono compromettere la tenuta delle parti imbottite, con una potenziale perdita di attenuazione di 5-10 dB e, quindi, non devono essere utilizzati.

Preconcetto 2: qualsiasi inserto attenua il rumore

Non è vero che qualsiasi inserto auricolare nell’orecchio attenua il rumore. Se l’inserto è semplicemente appoggiato nell’incavo dell’orecchio esterno, senza ostruire bene il condotto uditivo, è solo un ornamento che non protegge adeguatamente dal rumore. Le misurazioni dell’attenuazione dimostrano che un inserto non correttamente indossato spesso crea una cavità di risonanza nel condotto uditivo, andando ad aumentare, di fatto, il livello del rumore di qualche decibel (proprio come quando avviciniamo all’orecchio una mano a coppa per sentire meglio).

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Foto 3

Questo può rappresentare un grosso problema per i responsabili della sicurezza che controllano visivamente la presenza dei dispositivi di protezione. Vedono che il lavoratore indossa la protezione e presumono che sia adeguatamente protetto; quindi, individuano e richiamano solo i lavoratori che non indossano alcuna protezione. In realtà, indossare male un inserto auricolare equivale a non indossarlo. Quindi, serve un’opportuna formazione che spieghi come indossare correttamente le protezioni e una procedura di controllo che le verifichi regolarmente.

Per capire se la protezione auricolare è ben inserita è sufficiente guardarsi allo specchio o guardare/farsi guardare da un collega, osservando il volto frontalmente, l’inserto deve essere quasi invisibile. Al contrario, se l’inserto non è indossato correttamente, fuoriesce dal condotto uditivo e risulta visibile. Ogni lavoratore può compiere un semplice test di prova per capire se ha indossato bene le protezioni. Prima di mettere gli inserti, si premono i palmi delle mani sulle orecchie e si pronuncia qualche parola a voce alta. Con le orecchie coperte, la voce si sente rimbombare più forte e profonda. Poi si inseriscono le protezioni e si ripete il test. Se gli inserti sono stati indossati correttamente, la differenza tra la voce percepita con le orecchie coperte dalle mani o scoperte sarà minima.

Preconcetto 3: un inserto auricolare a metà blocca metà del rumore

Può sembrare logico che un inserto inserito a metà possa bloccare metà del rumore, come se un inserto, che generalmente può bloccare 30 dB di rumore, inserito a metà blocchi 15 dB. Sfortunatamente, le protezioni acustiche non funzionano così. Un inserto auricolare indossato male fornisce 0 dB di attenuazione. Tuttavia, se indossate correttamente, talvolta le protezioni possono far sentire il lavoratore isolato e incapace di udire i segnali di allarme, le voci dei colleghi, i suoni della manutenzione delle macchine o le comunicazioni radio. É proprio in queste circostanze che i lavoratori estraggono gli inserti a metà, pensando che comunque l’udito sarà a metà blocchi 15 dB. Sfortunatamente, le protezioni acustiche non funzionano così. Un inserto auricolare indossato male fornisce 0 dB di attenuazione. Tuttavia, se indossate correttamente, talvolta le protezioni possono far sentire il lavoratore isolato e incapace di udire i segnali di allarme, le voci dei colleghi, i suoni della manutenzione delle macchine o le comunicazioni radio. É proprio in queste circostanze che i lavoratori estraggono gli inserti a metà, pensando che comunque l’udito sarà protetto. Ma nell’attenuazione del rumore, qualsiasi falla o canale aperto consente il passaggio del rumore e la protezione passa rapi damente dal 100% a 0.

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Foto 4

Il National Institute for Occupational Safety and Health statunitense (NIOSH) ha condotto una serie di ricerche per capire perché i lavoratori non indossino con costanza le protezioni dell’udito; le principali ragioni che emergono da questi studi sono l’impossibilità di comunicare e l’impatto sulle performance lavorative. La protezione acustica ideale non deve bloccare, quindi, tutti i suoni (iperprotezione), ma ridurre i livelli di rumore pericolosi, consentendo all’operatore di udire i suoni essenziali dell’ambiente di lavoro quali i colleghi, i segnali di allarme e i suoni provenienti dalle macchine. Nelle protezioni acustiche non esiste una valvola magica che escluda i suoni “cattivi” e lasci passare quelli “buoni”, ma esistono dispositivi che non pregiudicano la possibilità di comunicare con i colleghi. Questi inserti auricolari hanno un’attenuazione uniforme su tutto lo spettro delle frequenze in modo che le parole e i segnali di allarme risultino più naturali invece che non inudibili o distorti. Molti utilizzatori di inserti auricolari ad attenuazione uniforme dichiarano di riuscire a sentire i suoni cruciali dell’ambiente di lavoro, necessari a svolgere al meglio la propria mansione.

Preconcetto 4: la protezione acustica reale è la metà del SNR

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Foto 5

Molti studi hanno rilevato che l’attenuazione raggiunta nelle applicazioni reali a volte è molto inferiore al valore SNR (single number rating) di laboratorio. I motivi di questa discrepanza sono vari, gli utilizzatori nel “mondo reale” non sempre ricevono un addestramento adeguato oppure indossano gli inserti auricolari privilegiando il comfort alla protezione o, di proposito, non li mettono correttamente per udire meglio le voci dei colleghi e i rumori delle macchine.

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Foto 6

È stato condotto uno studio sulle modalità d’uso degli inserti auricolari in 8 stabilimenti industriali, misurando l’attenuazione reale su 100 lavoratori che utilizzavano protezioni di varie marche[1. Lo studio è stato condotto da un team di Honeywell Safety Products che si occupa di programmi di conservazione dell’udito.] . Ai lavoratori è stato chiesto di indossare le protezioni come normalmente fanno. Per ciascun orecchio è stato misurato l’indice di attenuazione personale (personal attenuation rating , PAR). I valori del PAR hanno mostrato che un terzo degli operatori aveva un’attenuazione lievemente superiore al SNR nominale, un terzo aveva un’attenuazione inferiore al massimo di 5 dB rispetto al SNR nominale e circa un terzo aveva un’attenuazione nettamente ri dotta (tra 0 e 25 dB).

Preconcetto 5: non è possibile misurare l’attenuazione reale con inserti auricolari

Esistono diversi metodi per misurare l’attenuazione del rumore in ambienti di lavoro reali per chi indossa protezioni auricolari. Invece di basarsi su stime del valore SNR medio, i metodi di prova più recenti permettono ai responsabili della sicurezza di misurare il livello di protezione individuale dei singoli utilizzatori. I lavoratori sono sottoposti a uno speciale esame uditivo con e senza inserti auricolari (si vedano le foto 6, 7 e 8). La differenza nei risultati evidenzia il grado di protezione offerto dai dispositivi. Il responsabile della sicurezza può decidere se, quindi, occorre fornire ulteriore addestramento per spiegare al personale come indossare gli inserti oppure se utilizzare un diverso tipo di protezioni. In uno studio sul campo in applicazioni reali, molti lavoratori hanno aumentato la protezione di 20-30 decibel semplicemente cambiando il tipo di inserti indossati. Con i nuovi metodi di verifica dei livelli di attenuazione individuali, il responsabile della sicurezza può documentare esattamente il grado di protezione di cui gode il lavoratore con un determinato dispositivo. Questo valore è il PAR (personal attenuation rating).

Preconcetto 6: non è possibile valutare la quantità di rumore a cui è esposto giornalmente un lavoratore che indossa dispositivi di protezione dell’udito

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Foto 7

Per valutare la quantità di rumore al quale è esposto giornalmente un lavoratore che indossa dispositivi di protezione dell’udito sono utilizzati normalmente dei dosimetri di rumore semplicemente applicando un microfono al colletto dei lavoratori che operano in ambienti rumorosi. Il dosimetro campiona i livelli di rumore nell’arco della giornata e fornisce una lettura accurata a fine turno che mostra la dose di rumore alla quale il lavoratore è stato esposto. Una dose maggiore del 100% supera il limite di esposizione ammissibile di 87 dB fissato dalla direttiva UE 2003/10/ CE. Ma queste misurazioni di dosimetria ambientale non svelano nulla sul livello di rumore che raggiunge il timpano oltrepassando i dispositivi di protezione. In teoria, il modo migliore per sapere se un operatore è protetto dal rischio rumore è utilizzare la dosimetria intrauricolare, una tecnologia che si avvale di microfoni miniaturizzati, posizionati sotto l’inserto o la cuffia, per misurare la dose di rumore in corrispondenza del timpano.

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Foto 8

Se un lavoratore ha indossato correttamente i dispositivi di protezione, la dose di rumore sarà sotto la soglia di sicurezza, inferiore al 50% per il turno di lavoro. Se, al contrario, i dispositivi di protezione non sono stati indossati correttamente o sono frequentemente rimossi, la dose di rumore a fine turno risulterà eccessiva. Questo feedback immediato dà al lavoratore (e al responsabile della sicurezza) le informazioni necessarie ad attuare tempestivamente un’azione correttiva. In un tipico programma di protezione acustica, occorrono vari anni di test audiometrici per accertare se un operatore abbia subito danni all’udito a causa del rumore nell’am biente di lavoro. Ma con la dosimetria intrauricolare ogni lavoratore sa immediatamente e con precisione se i propri timpani sono esposti a livelli pericolosi di rumore. Interrompendo questa esposizione possono essere evitati danni all’udito. Errori e preconcetti minano anche le migliori iniziative di promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro. Sfatando le idee sbagliate è possibile ottimizzare l’efficacia dei programmi di protezione dell’udito e raggiungere l’obiettivo fondamentale, quello di evitare la perdita dell’udito provocata dal rumore.

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