Il futuro delle costruzioni all’Hilti Seismic Academy 2026

L'evento si è tenuto il 20 maggio a Milano, alla Camera di Commercio svizzera. Tra i temi affrontati, l’impatto dei nuovi eurocodici sulle pratiche progettuali, la sicurezza sismica e l’innovazione tecnologica

(Il futuro delle costruzioni all’Hilti Seismic Academy 2026)

L'evento

Dell’impatto dei nuovi eurocodici sulle pratiche progettuali si è discusso il 20 maggio a Milano, alla Camera di Commercio svizzera, in occasione della XII edizione della Seismic Academy organizzata da Hilti Italia.

Tra i temi affrontati, la sicurezza sismica e l’innovazione tecnologica. Al centro del dibattito, la necessità di definire con precisione ruoli e responsabilità lungo l’intero ciclo costruttivo.

 

Gli interventi

Un momento dell'intervento del professor Raffaele Landolfo

«L’aggiornamento dell’eurocodice 8, specifico per le strutture in zone sismiche - ha dichiarato Raffaele Landolfo, professore ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università Federico II di Napoli - consentirà di coniugare gli elevati livelli di sicurezza richiesti nel nostro Paese, con un approccio progettuale più moderno, coerente e prestazionale. In Italia coesistono due sistemi normativi in materia di sicurezza strutturale: la normativa nazionale e gli eurocodici, tra loro strettamente interconnessi. La normativa italiana vanta una tradizione ultracentenaria: la prima legge antisismica risale al 1909, introdotta dopo il terremoto di Messina. Questa lunga esperienza spiega il significativo contributo della comunità scientifica italiana al processo di aggiornamento del documento europeo».

 

Un momento dell'intervento dell'ingegner Paolo Baccarini

La seconda generazione degli eurocodici entrerà progressivamente in vigore tra il 2026 e il 2028. ll nuovo quadro normativo punta su una progettazione sempre più orientata alla resilienza degli edifici, con particolare attenzione alla sicurezza sismica e alla qualità esecutiva. «In Italia ogni grave episodio sismico – ha sottolineato Paolo Baccarini, direttore Ingegneria Hilti Italia - ha comportato un passo avanti nella normativa. Uno dei settori in cui si può fare di più e che più si sta sviluppando è quello della messa in sicurezza degli elementi non strutturali, come la parte impiantistica di opere complesse - data center e ospedali - dove è importantissimo che, in caso di evento sismico, tutto continui a funzionare. La normativa che regola questo settore esiste già, ma vanno fatti ulteriori passi in avanti».

 

Le tavole rotonde

L’evento ha visto la presenza di due tavole rotonde.

Nella prima si è posta l’attenzione sull’evoluzione del ruolo del Rup (responsabile unico del progetto), una figura poliedrica in grado di unire conoscenze tecniche a capacità gestionali da project manager pubblico, di integrare elevata complessità progettuale e crescente frammentazione degli attori coinvolti.

«Oggi il Rup racchiude in sé tante competenze – ha affermato Claudio Galtieri, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di AssoRup – e il suo focus è il coordinamento. Tuttavia, non è un “tuttologo” e sono diverse le attività che non deve svolgere in prima persona. Non è necessario che abbia una competenza pari o superiore a quella dei soggetti coordinati. Da qui l’importanza di avvalersi del supporto di strutture multidisciplinari e di esperti destinatari di specifici incarichi per ottimizzare tempi, costi e qualità delle opere nell’ottica del risultato da raggiungere, così come indicato dal primo principio su cui si fonda il Codice dei contratti pubblici».

La seconda tavola rotonda ha puntato l’attenzione sulla qualità progettuale e il coordinamento lungo tutta la filiera, dal concept al cantiere. Spesso si verifica un forte divario tra progettazione ed esecuzione e anche progetti formalmente corretti sul piano normativo possono risultare non del tutto cantierabili, generando inefficienze, varianti e contenziosi. Contesti dove la direzione lavori ha un ruolo decisivo sia di controllo, sia di mediazione tra progetto e realtà operativa. Fondamentale è la verifica preventiva di coerenze, criticità e fattibilità. Così come il coinvolgimento in fase iniziale di tutti gli stakeholder - progettisti, imprese, fornitori e clienti - in un processo di collaborazione.

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