Attività tecnico-scientifiche per la tutela del mare: le linee guida 

Attività tecnico-scientifiche a tutela del mare
Pubblicato il decreto del ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica 5 marzo 2024

Attività tecnico-scientifiche per la tutela del mare: le linee guida sulle operazioni che comportano l'immersione subacquea al di fuori degli ambiti portuali sono state pubblicate in allegato al decreto del ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica 5 marzo 2024 (sulla Gazzetta Ufficiale del 20 marzo 2024, n. 67).

Previsto l'obbligo per il responsabile delle attività subacquee, individuato ai sensi dell'allegato al decreto, di informare con congruo anticipo l'autorità marittima, nella cui giurisdizione ricade l'area interessata dai lavori subacquei, di ogni attività da intraprendere.

Di seguito il testo del decreto del ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica 5 marzo 2024; l'appendice è disponibile in allegato in fondo alla pagina.

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Decreto del ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica 5 marzo 2024 

Linee   guida   operative   cui   si    conformano    le    attivita'
tecnico-scientifiche funzionali alla protezione dell'ambiente  marino
che comportano l'immersione subacquea  in  mare  al  di  fuori  degli
ambiti portuali. (24A01461)

 

(Gazzetta Ufficiale del 20 marzo 2024, n. 67)

 

IL MINISTRO DELL'AMBIENTE

E DELLA SICUREZZA ENERGETICA

 

di concerto con

 

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE

E DEI TRASPORTI

 

(omissis)

Decreta:

 

                               Art. 1

                              Finalita'

1. Il presente decreto definisce le linee guida  operative  cui  si

conformano  le   attivita'   tecnico-scientifiche   funzionali   alla

protezione dell'ambiente marino che comportano l'immersione subacquea

in mare al di fuori degli ambiti portuali, svolte  da  personale  del

Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente di cui  alla

legge 28 giugno 2016, n. 132, o  da  soggetti  terzi  che  realizzano

attivita' subacquee di carattere tecnico-scientifico finalizzate alla

tutela, al  monitoraggio  o  al  controllo  ambientale  ai  sensi  di

un'apposita convenzione o in virtu' di finanziamenti ministeriali.

 

                               Art. 2

                       Ambito di applicazione

1. Le procedure  operative  contenute  nell'allegato  tecnico,  che

costituisce parte integrante del presente decreto, si applicano  alle

seguenti attivita':

monitoraggio  di  elementi  biologici,  anche  con  utilizzo   di

strumentazione, quali foto, video, ecc. (es.: macroalghe, fanerogame,

macroinvertebrati bentonici, pesci, coralligeno);

mappatura di fondali;

osservazione  e  misura  di  particolari  situazioni   ambientali

(distrofia, anossia,  ipossia,  proliferazione  vegetativa,  accumuli

materiale, accumuli rifiuti solidi in mare (marine litter), ecc.);

posizionamento e manutenzione di attrezzature specialistiche  per

studi mirati dell'ambiente marino;

prelievi di campioni (sedimento, biota, ecc.);

valutazione specialistica dello stato ambientale marino;

ripristino, restauro di habitat bentonici.

2. Sono escluse le attivita' di natura  tecnica,  riconducibili  al

profilo di Operatore tecnico-subacqueo.

3. Restano escluse le operazioni di monitoraggio e studio  in  aree

particolari al di fuori delle aree portuali in  cui  si  presume  una

elevata e comprovata contaminazione di origine biologica e/o chimica.

 

                               Art. 3

                             Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si applicano i seguenti acronimi  e

definizioni:

a) ISPRA: Istituto superiore  per  la  protezione  e  la  ricerca

ambientale;

b) AA: agenzie ambientali;

c) OS: operatore subacqueo;

d) DPI: dispositivi di protezione individuali;

e) DL: datore di lavoro;

f) ECHM: European committee for hyperbaric medicine;

g) RSPP: responsabile del Servizio prevenzione e protezione;

h) RLS: rappresentate dei lavoratori per la sicurezza;

i) PDD: patologia da decompressione;

l) GAV: giubbetto ad assetto variabile;

m)  Immersione  in  curva  di  sicurezza:  per  ogni  profondita'

raggiungibile nel corso di un'immersione vi e' un  tempo  massimo  di

permanenza per il quale non sono previste tappe di decompressione per

poter  risalire  alla  superficie  senza   incorrere   in   patologie

decompressive,  secondo  il  modello  e  il   profilo   decompressivo

adottato. Un'immersione effettuata rispettando  tali  parametri,  che

non comporta quindi la necessita'  di  effettuare  soste  durante  la

risalita, si definisce in «curva di sicurezza»;

n) Immersione  fuori  curva  di  sicurezza:  quella  che  per  la

profondita' e per il tempo di permanenza in  immersione,  secondo  il

modello e il profilo decompressivo adottato, presuppone  l'osservanza

di soste decompressive durante la risalita verso  la  superficie;  la

profondita' e la durata delle soste saranno  in  funzione  del  tempo

trascorso alle  diverse  profondita',  ad  esempio  considerata  come

trascorsa alla massima profondita' (ad esempio tabelle U.S. Navy  per

le immersioni ad aria o  NOAA  per  le  immersioni  NITROX),  o  alle

diverse profondita' se  calcolata  mediante  algoritmi  decompressivi

implementati  su  strumenti  (computer)  subacquei  o   in   software

decompressivi per personal computer;

o) Immersione successiva o  ripetitiva:  quella  effettuata  dopo

dieci  minuti  e  nelle  dodici  ore  o  piu'  (secondo  le   tabelle

decompressive o  gli  algoritmi  di  calcolo  decompressivo  in  uso)

successive  alla  precedente  immersione.  Il  tempo   trascorso   in

superficie tra un'immersione e la successiva si chiama intervallo  di

superficie,  e  serve  per  il  calcolo  delle   corrette   procedure

decompressive per una successiva immersione;

p) Dispositivi di protezione  individuale  in  ambito  subacqueo:

secondo quanto definito dal decreto legislativo 4 dicembre  1992,  n.

475, i DPI in ambito subacqueo sono classificati in  terza  categoria

(sezione G);

q) Emergenza: evento non prevedibile che  mette  in  pericolo  la

salute e/o la sicurezza del subacqueo durante l'operazione subacquea.

 

                               Art. 4

                       Obbligo di informazione

1. Il responsabile delle attivita' subacquee, individuato ai  sensi

dell'allegato al  presente  decreto,  dovra'  informare  con  congruo

anticipo l'autorita' marittima, nella cui giurisdizione ricade l'area

interessata dai lavori subacquei, di ogni attivita' da intraprendere,

comunicando, in particolare, le seguenti informazioni:

denominazione e recapito dell'ente organizzatore;

finalita' delle attivita' che si intendono svolgere;

relazione  tecnica  sulle  predette  attivita',  con  particolare

riferimento al tipo di apparecchiature eventualmente impiegate;

indicazione dei mezzi nautici d'appoggio eventualmente  impiegati

e  delle  aree   interessate   dall'attivita'   individuate   secondo

coordinate geografiche WGS84;

giorni ed orari delle attivita';

numero dei partecipanti;

dichiarazione, a cura del responsabile dell'attivita', da cui  si

evince che tutti i partecipanti hanno i previsti  titoli/abilitazioni

e sono coperti da polizza assicurativa in corso di validita';

nominativo e recapito del responsabile delle attivita'.

2. L'inizio e il termine dell'attivita' saranno comunicati via VHF,

telefono od altro mezzo  che  ne  assicuri  la  ricezione  alla  Sala

operativa della Capitaneria di porto dell'area interessata, come ogni

informazione relativa  al  verificarsi  di  qualsiasi  situazione  di

emergenza/pericolo, anche se potenziale.

3.  L'Autorita'   marittima   puo'   richiedere   le   integrazioni

documentali necessarie per l'emanazione  di  ulteriori  provvedimenti

finalizzati a salvaguardare la sicurezza della navigazione,  mediante

emanazione di ordinanza di polizia marittima ai  sensi  dell'art.  59

del Regolamento al Codice della navigazione.

                               Art. 5

                     Norme transitorie e finali

1. Il presente decreto entra  in  vigore  a  decorrere  dal  giorno

successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta  Ufficiale  della

Repubblica italiana.

 

                               Art. 6

                      Controllo e pubblicazione

1. Il  presente  decreto  e'  trasmesso  ai  competenti  organi  di

controllo  ai  sensi  della  normativa  vigente  e  pubblicato  nella

Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica  italiana,   oltre   che   nei

rispettivi siti internet istituzionali del Ministero dell'ambiente  e

della sicurezza energetica e del Ministro delle infrastrutture e  dei

trasporti.

 

 

                          ALLEGATO TECNICO

                         Procedure Operative

                              Sezione A
                  Organizzazione e responsabilita'

Fermo restando gli obblighi in capo a tutte le figure individuate

dal decreto legislativo n. 81/2008, lo schema organizzativo  seguente

definisce i compiti e le  responsabilita'  dei  soggetti  e  le  loro

specifiche  funzioni.  Per  ogni  operazione  subacquea  deve  essere

definita una catena di responsabilita' e di compiti,  come  enunciata

di seguito. Sono, quindi, individuate le seguenti figure:

datore di lavoro;

responsabile attivita' subacquee - dirigente;

capo missione;

operatore subacqueo;

assistente di superficie

Datore di lavoro

E' responsabile  di  tutte  le  attivita'  ed  e'  garante  della

sicurezza delle attivita' subacquee.

Egli  ha  l'obbligo  di  nominare  il  dirigente   e/o   preposto

responsabili  delle   attivita'   subacquee,   garantendo,   inoltre,

nell'ambito  delle  risorse   disponibili,   un   adeguato   supporto

finanziario  e  materiale  affinche'  l'attivita'   subacquea   possa

svolgersi rispettando il dettato  della  normativa  vigente  e  delle

procedure operative.

Il datore del lavoro (DL) deve fornire  tutti  i  dispositivi  di

protezione individuale (DPI) idonei per lo svolgimento dell'attivita'

e garantisce il  mantenimento  in  efficienza  mediante  manutenzione

programmata  in  accordo  all'art.  77  del  decreto  legislativo  n.

81/2008.

Responsabile attivita' subacquee - dirigente

Attua le disposizioni  del  DL  e  ha  la  funzione  primaria  di

coordinare l'attivita' subacquea e di  garantire  che  gli  operatori

svolgano la loro attivita' nel rispetto del loro stato  di  salute  e

della formazione e addestramento ricevuti, e che  siano  equipaggiati

in modo da operare al massimo livello  di  sicurezza,  efficienza  ed

efficacia.

Il dirigente e' nominato dal DL e attua e controlla  gli  aspetti

relativi alla organizzazione dell'attivita' subacquea. Ha la funzione

primaria  di  coordinare   il   programma   tecnico-scientifico   con

l'attivita' subacquea  e  di  controllare  che  gli  operatori  siano

addestrati, equipaggiati e guidati in  modo  da  operare  al  massimo

livello di sicurezza e proficuita' nel rispetto  delle  procedure  di

sicurezza predisposte per l'attivita' specifica e  per  i  luoghi  di

lavoro interessati.

Non e' necessario che sia presente sul luogo delle operazioni.

Il responsabile  delle  attivita'  subacquee  ha  il  compito  di

nominare il  capo  missione,  se  e'  in  possesso  delle  necessarie

qualifiche puo' egli stesso ricoprirne la funzione.

Il responsabile delle attivita' subacquee deve:

a) predisporre  il  programma  delle  immersioni  in  sicurezza

(appendice G) e ne affida l'attuazione al  capo  missione,  vigilando

sulla corretta esecuzione;

b) proporre l'acquisto e disporre sull'uso  dei  DPI  necessari

per l'immersione;

c) assicurare la manutenzione e verificare il  mantenimento  in

efficienza dei DPI;

d) verificare che tutto il personale coinvolto nelle  attivita'

subacquee  sia  perfettamente  istruito  sulle  operazioni  che  deve

eseguire e su ogni singola programmazione di lavoro;

e) garantire che i compiti assegnati  a  ciascun  membro  della

squadra di lavoro siano commisurati alla formazione ed  addestramento

posseduti;

f)  verificare  l'esistenza  delle  risorse   necessarie   alla

corretta conduzione del programma dell'immersione;

g)  garantire  l'invio  degli   operatori   alla   sorveglianza

sanitaria e a seguito di assenze per malattie/infortuni;

h) verificare che tutto il  personale  da  lui  dipendente  sia

perfettamente  formato  ed  addestrato  sulle  operazioni  che   deve

eseguire e su ogni singola fase di lavoro;

i) autorizzare per  iscritto  il  personale  ad  effettuare  le

immersioni pianificate.

Capo missione

Il capo missione  e'  l'operatore  cui  il  dirigente  affida  la

responsabilita' dell'attivita' subacquea in  fase  operativa  e  deve

essere presente durante tutta la durata dell'attivita'.

La sua formazione minima, oltre a  quanto  previsto  dal  decreto

legislativo n. 81/2008, deve essere equivalente  a  quella  richiesta

dagli standard AESD; inoltre, deve possedere un'esperienza tecnica di

immersione e conoscere le relative procedure  ai  fini  del  corretto

svolgimento della funzione di supervisione cui e' chiamato.

Il capo missione  e'  designato  prima  di  ogni  missione  e  ha

l'obbligo  di  sorvegliare  e  sovrintendere  a  tutte  le  attivita'

collegate  allo  svolgimento  in  sicurezza  dell'immersione   e   di

garantire l'attuazione  delle  direttive  ricevute  dal  responsabile

delle attivita' subacquee.  Ha,  inoltre,  la  piena  responsabilita'

operativa della spedizione subacquea. Il capo missione puo'  svolgere

le funzioni di operatore subacqueo (OS).

Il capo missione, in particolare, ha l'obbligo di:

a) attuare il programma delle immersioni;

b) redigere la scheda per l'immersione  programmata  (appendice

G);

c) controllare e  richiamare  gli  operatori  all'adeguato  uso

della strumentazione e dei DPI;

d) assicurarsi che ogni subacqueo si attenga a quanto riportato

nella scheda per l'immersione programmata;

e) qualora debbano essere usate speciali procedure o  tecniche,

assicurarsi che ogni subacqueo sia adeguatamente formato;

f) avvisare preventivamente l'autorita' marittima ai fini degli

eventuali interventi di soccorso per quanto di loro competenza;

g) garantire la registrazione dei dati relativi alla immersione

per i singoli operatori subacquei;

h) riferire tutte  le  anomalie  avvenute,  notate  durante  le

immersioni, con particolare riguardo agli incidenti, alle  avarie  ed

ai problemi fisiologici;

i)  sospendere  le  attivita'  in  caso  di  pericolo  grave  e

immediato;

j)  predisporre  l'assistenza  in  superficie  degli  operatori

immersi;

k) predisporre la procedura di uscita dall'acqua per persone in

difficolta', concordandola con il comandante nel caso  di  immersioni

da imbarcazione;

l) in caso di immersioni di gruppo, nominare tra gli  operatori

subacquei un «responsabile di immersione» quale guida  subacquea  che

gestisca i profili di sicurezza durante l'attivita' iperbarica.

I compiti del capo  missione  sono  dettagliati  nella  lista  di

controllo  (appendice  A  check-list  per  capo  missione:   verifica

compiti).

Operatore subacqueo

Ha il dovere di attenersi alle disposizioni emanate dal  DL,  dal

dirigente (responsabile attivita' subacquee)  e  dal  capo  missione.

Ogni lavoratore cosi' individuato dovra':

a) non immergersi in nessuna circostanza se non ci si sente  in

perfette condizioni fisiche. Considerando che  l'operatore  subacqueo

(OS) e' il primo responsabile della propria sicurezza, e' suo  dovere

rifiutare di immergersi se le condizioni d'immersione non sono sicure

o non compatibili con la formazione e addestramento ricevuti;

b) osservare le disposizioni  e  le  istruzioni  impartite  dal

dirigente  e/o  dal  capo  missione  nell'esecuzione  della  mansione

rispetto alle  proprie  capacita',  stato  di  salute,  formazione  e

addestramento;

c)  informare  il  suo  superiore  sulle   anomalie   e   sugli

inconvenienti che possono pregiudicare la sicurezza  degli  operatori

in fase di immersione e segnalare immediatamente eventuali deficienze

nelle procedure e istruzioni di prevenzione individuale o  collettiva

e/o deficienze nella sicurezza dei  mezzi  e  delle  attrezzature  di

lavoro;

d) controllare prima di ogni immersione e mantenere  efficienti

i DPI in dotazione;

e) alimentarsi  e  idratarsi  correttamente  nelle  dodici  ore

precedenti l'immersione, evitando pasti completi  nelle  due-tre  ore

precedenti  (per  chi  non  e'   intollerante   o   allergico,   sono

consigliabili 30-40 g di cioccolato fondente e un frullato di  frutta

nell'ora precedente);

f) non compiere sforzi fisici durante l'uscita dall'acqua e nei

primi trenta minuti dopo l'immersione;

g) reidratarsi correttamente al termine dell'immersione (almeno

mezzo litro d'acqua nella prima mezz'ora dopo l'emersione);

h) dopo l'immersione, astenersi per almeno due ore, dal  fumare

e svolgere attivita' sportiva;

i) non compiere voli aerei o salire a quote superiori di  oltre

700m rispetto al luogo di immersione nelle sedici  ore  seguenti  una

singola immersione in curva di  sicurezza  o  ventiquattro  ore  dopo

immersioni successive (svolte a meno di sedici ore l'una dall'altra);

j)  comunicare  al  capo  missione  l'eventuale  esecuzione  di

immersioni o attivita' in altitudine superiore ai 700  metri  e  voli

aerei nelle ventiquattro ore precedenti;

k) adoperarsi direttamente, in caso di  emergenza,  nell'ambito

delle proprie competenze e possibilita' per eliminare  o  ridurre  le

situazioni di pericolo grave ed immediato;

l)  sottoporsi  alla  formazione   e   addestramento   per   lo

svolgimento delle attivita' a cui e' chiamato in immersione;

m) sottoporsi  al  protocollo  sanitario  previsto  dal  medico

competente rispettandone le scadenze;

n) provvedere ad una regolare manutenzione ordinaria e verifica

dei DPI come previsto dalla check-list (appendice B check-list per la

verifica dei DPI di immersione);

o) provvedere  al  mantenimento  del  registro  individuale  di

immersione comprensivo anche delle attivita' non lavorative.

Assistente di superficie

Sul luogo d'immersione deve essere sempre  presente  una  persona

designata al compito di assistenza  in  superficie.  L'assistente  di

superficie e' individuato dal capo missione e riportato sulla «scheda

di immersione programmata» (appendice G).

Tale persona deve essere a conoscenza del programma d'immersione,

controfirmare la scheda d'immersione programmata per la quale  svolge

questa mansione ed avere competenze nella  gestione  delle  emergenze

subacquee,  compresa  la  comunicazione  radio  VHF   marino,   nella

somministrazione di ossigeno normobarico e nella procedura di  uscita

dall'acqua di persone in difficolta'.

Durante le immersioni avra' cura di seguire il percorso dei sub e

le  fasi  della  risalita   mantenendo   il   continuo   monitoraggio

dell'operatore   subacqueo   a   mezzo   pallone   di   segnalazione,

opportunamente ancorato/vincolato allo stesso.

 

                              Sezione B
          Requisiti professionali degli operatori subacquei

Abilitazione

Le  competenze  minime  richieste,  i  percorsi  formativi  e  il

mantenimento   dei   requisiti   di   abilitazione   sono   descritti

nell'appendice H.

Il datore di lavoro o il dirigente responsabile  delle  attivita'

subacquee si puo' avvalere degli standard minimi ESD/AESD  (appendici

C/D)  la  cui  certificazione  e'  rilasciata  dalle   organizzazioni

competenti nei diversi paesi  membri  della  Comunita'  europea,  e/o

provvedere autonomamente,  sotto  la  propria  responsabilita',  alla

verifica del livello di formazione, come riportato nell'appendice  H,

prima  di  autorizzare  il  personale  a   compiere   le   immersioni

pianificate.

Idoneita' alla mansione specifica

L'idoneita'  alla  mansione  specifica,  ai  sensi  del   decreto

legislativo n. 81/2008, dell'OS deve  essere  rilasciata  dal  medico

competente  almeno  annualmente   mediante   opportuni   accertamenti

specialistici e diagnostici  effettuati  secondo  le  previsioni  del

protocollo di sorveglianza  sanitaria  ed  eventualmente  sentito  il

parere del medico subacqueo. Dopo malattia o infortunio (subacqueo  e

non), indipendentemente dal periodo di assenza, e' necessario che  il

medico  competente,  eventualmente  sentito  il  parere  del   medico

subacqueo, rinnovi l'idoneita' alla mansione.

Durante le visite mediche deve  essere  verificato  nel  libretto

d'immersione l'eventuale segnalazione di precedenti incidenti.

Per medico subacqueo si intende un medico specialista in medicina

del  nuoto  e  dell'attivita'  subacquea  o  diplomato   con   master

universitario di 2°  livello  in  medicina  subacquea  e  iperbarica,

(diploma di livello 2A DMAC/EDTC med o 2D ECHM/EDTC).

Autorizzazione alle immersioni

Il personale deve essere esplicitamente autorizzato per  iscritto

ad effettuare immersioni  (appendice  E  modulo  autorizzazione  alle

immersioni).

L'autorizzazione  e'  rilasciata  dal  datore  di  lavoro  o  dal

responsabile  delle   attivita'   subacquee   tenendo   conto   delle

abilitazioni, dell'idoneita' alla mansione, e del grado di esperienza

degli operatori assegnatigli.

 

                              Sezione C
       Documenti di registrazione delle attivita' d'immersione

Programma delle attivita' subacquee

Tutte le immersioni devono essere pianificate tenendo conto delle

competenze del subacqueo con minore esperienza;  tale  pianificazione

deve contenere almeno le seguenti voci:

denominazione e recapito dell'ente organizzatore;

finalita' delle attivita' che si intendono svolgere;

relazione tecnica sulle  predette  attivita',  con  particolare

riferimento al tipo di apparecchiature eventualmente impiegate;

verifica   dei   documenti   dei   mezzi   nautici   d'appoggio

eventualmente impiegati;

aree interessate dalle attivita';

giorni e orari delle attivita';

composizione dei gruppi di lavoro e qualifiche dei subacquei;

luogo di partenza;

condizioni meteo marine limite;

valutazione anticipata  della/e  profondita'  e  del/i  tempo/i

d'immersione;

responsabile attivita' subacquee;

tipologia del lavoro, equipaggiamento e barca da utilizzare;

capo missione;

piano di emergenza con le seguenti informazioni:

elenco degli OS con abilitazione (in corso di  validita')  al

primo soccorso e tipologia di brevetto (rianimazione  cardiopolmonare

(RCP o BLS), eventuale supporto  vitale  di  base  e  defibrillazione

(BLS-D),  somministrazione  ossigeno  (Oxygen  Provider)  o   altro).

Durante le attivita'  dovranno  essere  presenti  almeno  due  OS  in

possesso  di  abilitazione  RCP  (BLS)  e  somministrazione  ossigeno

(Oxygen Provider);

nome, cognome, numero di telefono e parentela  della  persona

da contattare in caso di emergenza, per ogni singolo subacqueo;

numero unico per le emergenze sanitarie  e  il  coordinamento

dei soccorsi sul territorio nazionale,  verificandone  l'operativita'

nel luogo d'interesse (118);

numero per le emergenze in mare (1530)  o  canale  radio  VHF

marino (16);

indirizzo e telefono della camera  iperbarica,  verificandone

l'operativita' nel periodo di interesse e i tempi di raggiungimento;

ospedale piu' vicino;

mezzi utilizzabili per i trasporti in emergenza;

dichiarazione, a cura del responsabile attivita' subacquee, che

tutti  i  partecipanti  abbiano  le  previste  abilitazioni/titoli  e

coperti da idonea polizza assicurativa per gli infortuni  sul  lavoro

per l'attivita' subacquea in ambito lavorativo;

qualsiasi condizione rischiosa prevista.

Tale  programma,  a  firma  del  responsabile   delle   attivita'

subacquee, e' redatto in  conformita'  alle  richieste  degli  organi

competenti (Capitaneria di porto, ente gestore aree marine  protette,

ecc.);  lo  stesso  viene  inviato,  a  discrezione  del   DL,   come

informativa dell'attivita'  subacquea  da  svolgere.  In  assenza  di

richieste specifiche, puo' essere utilizzato il modello in  appendice

G. Scheda per l'immersione programmata

Il capo missione prima dell'immersione  compila  la  «scheda  per

l'immersione programmata», cosi' come riportata in appendice G.

La «scheda per l'immersione programmata», ad attivita' svolta, e'

controfirmata dal capo missione che la archivia.

Gli operatori subacquei, in fase di  riunione  preliminare,  sono

tenuti  a   prendere   visione   della   «scheda   per   l'immersione

programmata»,  a  sottoscriverla  ed  eventualmente  a  redigere  per

iscritto le loro osservazioni.

Registro d'immersione

Il registro d'immersione, in formato cartaceo o  elettronico,  e'

compilato a fine immersione dal  capo  missione,  e'  conservato  dal

responsabile delle attivita' subacquee e contiene almeno le  seguenti

informazioni relative al gruppo in immersione.

numero immersione  riportato  nella  «scheda  per  l'immersione

programmata» (appendice G);

orario effettivo di inizio e fine immersione;

profondita' massima raggiunta;

indicazione dell'eventuale presenza o meno di incidenti e breve

descrizione di quanto accaduto;

descrizione dettagliata di ogni evento di rilievo avvenuto o in

corso.

Libretto individuale d'immersione

E' costituito da un registro personale cartaceo o elettronico  in

cui sono annotati  tutti  i  dati  delle  immersioni  effettuate  dal

singolo operatore.

Rappresenta la storia subacquea e  decompressiva  individuale  e,

per motivi medico-sanitari, e'  necessario  che  comprenda  anche  le

attivita' subacquee condotte al di fuori dell'attivita' svolta  sotto

l'egida del datore di lavoro.

E' cura ed obbligo di ogni  operatore  subacqueo  mantenere  il

libretto in perfetto ordine, curarne  la  compilazione  di  ogni  sua

parte  e  garantirne  le  attestazioni.  Il  libretto   deve   essere

presentato al medico competente e  al  medico  subacqueo  durante  la

visita per l'idoneita' all'immersione scientifica e nelle visite  per

l'abilitazione al ritorno alle immersioni dopo malattia/infortunio.

Ogni operatore subacqueo deve  essere  munito  di  un  libretto

individuale dal quale risulti:

cognome, nome e indirizzo;

luogo e data di nascita, sesso;

datore di lavoro

inoltre, per ciascuna  singola  immersione  effettuata  vanno

indicati:

numero progressivo di immersione;

luogo, data e ora di immersione;

percentuale di O2 ;

volume della bombola, pressione iniziale e pressione finale;

profondita' massima;

tempo di immersione;

periodi e modalita' di decompressione;

tipo di attivita' svolta;

rapporto  dettagliato  su   ogni   incidente   o   potenziale

situazione di pericolo;

osservazioni eventuali.

 

                              Sezione D
                   Criteri generali di prevenzione

Criteri  generali  di  prevenzione  della  salute   nelle   attivita'

subacquee

Indipendentemente dal tipo di brevetto posseduto,  le  immersioni

in aria non devono superare i 40 m.

La prevenzione dai rischi connessi con le attivita' subacquee  e'

riconducibile a quattro aree  di  intervento:  fisica  e  alimentare,

organizzativa, formativa e sanitaria.

La prevenzione fisica e alimentare si attua mediante uno stile di

vita  sobrio  e  attento  alla  salubrita'  dei   comportamenti   con

particolare riferimento alla forma fisica, all'allenamento periodico,

alla corretta alimentazione, all'uso moderato di bevande alcoliche di

cui e' vietato l'utilizzo nelle dodici ore prima e dopo l'immersione.

Lo stato di forma fisica e la  capacita'  di  compiere  attivita'  in

immersione viene verificata dal medico competente, sentito il  medico

subacqueo, durante visita  per  l'idoneita'  all'immersione  e  nelle

visite  per  l'abilitazione   al   ritorno   alle   immersioni   dopo

malattia/infortunio.

La prevenzione organizzativa si attua  attraverso  l'analisi  dei

fenomeni riguardanti lo stress lavoro  correlato  e  l'ergonomia  del

lavoro, secondo le disposizioni e le procedure emanate dal  Ministero

del lavoro e recepite nelle linee guida della  Conferenza  permanente

Stato-regioni, mettendo in atto tutte  le  misure  di  prevenzione  e

protezione   dal   fenomeno   infortunistico   e    dalle    malattie

professionali.

La prevenzione formativa e di addestramento si  ottiene  mediante

il  trasferimento  delle  piu'  avanzate  conoscenze  sulle  tecniche

d'immersione,  delle  tabelle  di  decompressione  preventiva  e  dei

pericoli ai quali puo' andare incontro il  subacqueo.  Il  datore  di

lavoro ha l'obbligo di  erogare  periodica  specifica  formazione  in

materia di:

valutazione dei rischi  e  tutela  dei  lavoratori  dai  rischi

infortunistici e dalle malattie professionali;

corrette procedure e metodi di svolgimento delle attivita', ivi

compresi l'uso e la gestione delle attrezzature e dei dispositivi  di

sicurezza;

tutela della salute e della sorveglianza sanitaria.

Gli OS hanno,  inoltre,  l'obbligo  di  partecipare  a  tutte  le

attivita' di formazione e addestramento erogate dal datore di lavoro.

Il dirigente ed i  preposti  hanno  l'obbligo,  ciascuno  per  le

proprie  attribuzioni  e  responsabilita',  di  segnalare   eventuali

violazioni, anche al fine di sanzionare gli operatori che derogassero

dall'obbligazione.

L'attuazione della sorveglianza sanitaria  periodica  costituisce

obbligo del datore di lavoro in relazione ai rischi specifici  a  cui

e' associato l'OS e consiste in: visita medica preventiva,  periodica

e straordinaria.

Modalita' operative di prevenzione

Le  modalita'  operative   di   prevenzione   individuate   nella

sottostante tabella rappresentano il livello ordinario di controllo e

di gestione della tutela della salute  e  sicurezza  nelle  attivita'

subacquee.

 

+-------------------------------------------------------------------+

|Rischi da cause chimiche                                           |

+---------------------------+---------------------------------------+

|                           |Osservare i limiti di profondita'/tempo|

|                           |raccomandati dal computer in uso.      |

|                           |Indipendentemente dal tipo di brevetto |

|                           |posseduto, le immersioni in aria non   |

|                           |devono superare i 40 m. Il limite      |

|                           |risultera' inferiore con miscele       |

|Intossicazione da ossigeno |arricchite in ossigeno («nitrox»)      |

|(O2)                       |superiori al 27% di ossigeno.          |

+---------------------------+---------------------------------------+

|Intossicazione da biossido |Osservare una regolare e costante      |

|di carbonio (CO2)          |respirazione.                          |

+---------------------------+---------------------------------------+

|                           |La discesa deve essere controllata e   |

|                           |non superiore ai 23 metri/minuto, va   |

|                           |rallentata o interrotta all'insorgere  |

|                           |di vertigini o nausea.                 |

|                           |Indipendentemente dal tipo di brevetto |

|                           |posseduto, le immersioni in aria non   |

|                           |devono superare i 40 m. Il limite      |

|                           |risultera' inferiore con miscele       |

|                           |arricchite in ossigeno («nitrox») che  |

|                           |comunque riducono l'eventuale          |

|Narcosi da profondita      |insorgenza di intossicazione da azoto. |

+---------------------------+---------------------------------------+

|Rischi da cause meccaniche                                        |

+---------------------------+---------------------------------------+

|                           |Manovre di compensazione corrette e    |

|                           |tempestive sia per le orecchie sia per |

|                           |maschera ed eventuale muta stagna,     |

|Barotraumi (orecchio, seni |arresto della discesa ed eventuale     |

|paranasali, denti, colpo di|risalita in caso di compensazione      |

|ventosa della maschera,    |inefficace, viceversa in caso di       |

|schiacciamento muta)       |problemi in risalita.                  |

+---------------------------+---------------------------------------+

|                           |Inspirazione ed espirazione regolari e |

|                           |costanti durante la risalita, non      |

|Sovradistensione polmonare |trattenere mai il respiro durante la   |

|ed embolia gassosa         |stessa, rispettare la velocita' di     |

|arteriosa (EGA)            |risalita.                              |

+---------------------------+---------------------------------------+

|                           |Non immergersi dopo aver consumato il  |

|                           |pasto e/o bevande gassate. Segnalare   |

|                           |eventuali problemi gastrointestinali   |

|                           |intercorsi durante o dopo l'attivita'  |

|Sovradistensione           |subacquea (colite, disturbo dell'alvo: |

|gastrointestinale          |stitichezza ostinata, diarrea)         |

+---------------------------+---------------------------------------+

|                           |Evitare bruschi cambi di quota,        |

|                           |effettuare discese e risalite in       |

|                           |posizione eretta, effettuare corrette e|

|                           |frequenti manovre di compensazione. In |

|                           |caso di vertigine alternobarica, e'    |

|                           |fortemente raccomandato di attendere un|

|                           |paio di minuti prima di cambiare la    |

|                           |profondita' (p.es. iniziare la         |

|                           |risalita) per facilitare il            |

|                           |raggiungimento dell'equilibrio delle   |

|Vertigini alternobariche   |pressioni nell'orecchio medio.         |

+---------------------------+---------------------------------------+

|Rischi da cause fisiche                                           |

+---------------------------+---------------------------------------+

|                           |Pianificare l'immersione considerando  |

|                           |la temperatura dell'acqua e la durata  |

|                           |del lavoro, quindi selezionare il tipo |

|                           |di muta piu' appropriato. Non indossare|

|                           |la muta per troppo tempo restando      |

|                           |esposti al freddo o al caldo prima e   |

|                           |dopo l'immersione. Soprattutto in      |

|                           |estate, indossare il cappuccio come    |

|                           |ultima fase prima dell'immersione.     |

|Ipotermia e Ipertermia     |Idratarsi correttamente.               |

+---------------------------+---------------------------------------+

|                           |Rispettare la curva di sicurezza e la  |

|                           |velocita' di risalita previste dal     |

|                           |computer in uso. Adottare una sosta di |

|                           |sicurezza di 3 minuti a 6 m di         |

|                           |profondita'. Da 6 metri alla superficie|

|                           |rallentare a 6 metri/minuto (risalire  |

|                           |alla superficie in un minuto). Evitare |

|                           |sforzi fisici subito dopo l'immersione,|

|                           |le lunghe esposizioni al freddo e      |

|Patologie da decompressione|l'ingestione di alcolici nelle ore     |

|(PDD)                      |precedenti e successive l'immersione.  |

+---------------------------+---------------------------------------+

|Rischi da cause ambientali                                        |

+---------------------------+---------------------------------------+

|                           |Usare sempre i guanti, i calzari e la  |

|                           |muta. Le eliche del mezzo nautico      |

|                           |devono essere ferme nel momento in cui |

|                           |e' effettuata l'immersione, ed in      |

|Traumi (contusioni -       |particolare durante le fasi di ingresso|

|ferite)                    |e uscita dall'acqua.                   |

+---------------------------+---------------------------------------+

|                           |L'assistente di superficie deve        |

|                           |indossare un salvagente di tipo        |

|Infortunio per caduta con  |omologato a gonfiaggio automatico. I   |

|effetti fino               |subacquei devono indossare la muta o il|

|all'annegamento            |salvagente di tipo omologato.          |

+---------------------------+---------------------------------------+

|                           |Impiegare adeguati indumenti protettivi|

|                           |(muta, calzari, guanti, cappuccio) ed  |

|                           |evitare il contatto con organismi      |

|Lesioni, urticazioni ed    |potenzialmente pericolosi. Acquisire   |

|avvelenamenti da organismi |informazioni su eventuali allergie del |

|marini                     |personale.                             |

+---------------------------+---------------------------------------+

|                           |Durante le fasi di imbarco, sbarco o di|

|                           |trasporto dell'attrezzatura a bordo,   |

|                           |utilizzare idonei presidi per il       |

|Movimentazione manuale di  |sollevamento e la movimentazione,      |

|carichi                    |evitando sforzi fisici.                |

+---------------------------+---------------------------------------+

 

 

                              Sezione E
                       Procedure d'immersione

Queste  procedure   operative   si   applicano   nelle   seguenti

condizioni:

fino ad una profondita' massima di 40 metri;

in  curva  di  sicurezza,  cioe'  senza   soste   decompressive

obbligatorie;

non in apnea;

non in solitaria;

non in ambito portuale;

non a «yo-yo», cioe' con ripetute discese e  salite  nel  corso

della stessa immersione;

con  autorespiratori  a  circuito  aperto  ad  aria  o  miscela

arricchita di ossigeno (NITROX) con percentuale di O2 da 21% a 40%.

Le immersioni non  contemplate  entro  questi  limiti  richiedono

ulteriori e specifiche  valutazioni  del  rischio  e  la  conseguente

adozione di specifiche procedure operative adeguate.

Procedure pre-immersione

Il responsabile dell'attivita' subacquea predispone il  programma

di immersione.

Dovranno essere assicurati veloci mezzi di trasporto che  possano

in  breve  tempo  (preferibilmente  entro  quattro  ore)  consentire,

all'eventuale infortunato,  di  raggiungere  il  piu'  vicino  centro

iperbarico (o presidio ospedaliero).

Il capo  missione  deve  notificare  l'inizio  e  la  fine  delle

attivita' al centro iperbarico piu' vicino al luogo delle  operazioni

subacquee. Si intende  per  «centro  iperbarico»  l'ambiente  clinico

dotato di camera  iperbarica  situato  in  ospedale  o  in  struttura

sanitaria  esterna  funzionalmente  collegata  con  il   Dipartimento

emergenza (118), con personale sanitario permanente  e  adeguatamente

formato sulla medicina subacquea e iperbarica  (raccomandazione  ECHM

tipo 1, livello C).

Il programma di immersione, una volta approvato, e' inviato  agli

organi  di  competenza  prima  dell'inizio  dell'attivita'   se   non

diversamente previsto, copia della comunicazione e' resa  disponibile

sul luogo dell'immersione.

Il  capo  missione  predispone   la   scheda   per   l'immersione

programmata  (appendice  G)  (controfirmata  dagli  OS  interessati),

secondo le seguenti indicazioni:

la profondita' massima non deve superare i 40m o quella imposta

dalla % di ossigeno utilizzata e dalla pressione massima di  ossigeno

programmata, comunque non  superiore  a  1,4  bar;  si  consiglia  di

ridurre a 1,2 bar in caso di immersioni impegnative;

la durata dell'immersione deve essere calcolata in  maniera  da

poterla svolgere in curva di sicurezza e senza utilizzare la  riserva

dell'aria (50 bar);

il calcolo del tempo di immersione in curva di sicurezza  viene

eseguito in continuo dal computer subacqueo.  Tuttavia,  in  fase  di

briefing deve essere calcolato un tempo massimo  di  fondo,  relativo

alla profondita' massima programmata, che  permetta  la  risalita  in

sicurezza in caso di malfunzionamento del computer in dotazione;

la percentuale di  ossigeno  nella  miscela  respiratoria  deve

essere calcolata in maniera da non superare la pressione parziale  di

ossigeno di 1,4 bar alla massima profondita' prevista;

per l'impiego di  miscele  respiratorie  superiori  al  27%  di

ossigeno e' richiesta una specifica formazione degli OS, sotto questa

percentuale e' possibile l'impiego in  via  cautelativa  del  calcolo

decompressivo ad aria (21% di O2 ) tenendo presente il limite massimo

di profondita' di 40m che non deve essere mai  superato.  Tranne  nel

caso  di  aria  compressa,  e  quindi  per  qualsiasi   miscela   con

percentuale di O2 superiore al 21%, ciascun subacqueo deve verificare

personalmente la percentuale di ossigeno nella bombola assegnatagli.

Ogni OS deve attenersi a quanto disposto nella Sezione A inerente

all'operatore subacqueo.

Valutazione del sito

Il capo missione, per quanto di competenza, valuta le  condizioni

di  sicurezza  in  relazione  a  quanto  previsto  nel  programma  di

immersione (appendice F) e nella scheda per l'immersione  programmata

(appendice G).

Per le immersioni da riva dovranno essere valutate con attenzione

le condizioni per un agevole e sicuro ingresso e  uscita  dall'acqua,

nonche' la visibilita' e la presenza di correnti, tenendo  conto  del

possibile peggioramento delle condizioni meteo marine.

Valutazione dell'equipaggiamento

Ogni subacqueo si assicurera' che il  proprio  equipaggiamento  e

l'attrezzatura siano in  ordine,  revisionati  ed  adeguati  al  tipo

d'immersione da compiere e  dovra'  controllare  lo  stato  di  piena

carica della bombola.

Deve essere verificata la presenza e la completezza  dei  presidi

di emergenza (Sezione G).

Predisposizione dell'assistenza di superficie

Deve essere sempre presente almeno un assistente di superficie  a

supporto delle operazioni di ingresso e di uscita dall'acqua degli OS

ed in grado di attivare  le  procedure  di  emergenza,  anche  quando

l'immersione si svolge dalla riva.

Quando previsto l'uso  dell'imbarcazione,  a  bordo  deve  sempre

essere presente il comandante e l'equipaggio necessario alle manovre.

Dal  bordo  dell'imbarcazione  dovra'  essere  calata  una   cima

abbastanza robusta e di diametro sufficiente ad assicurare una  buona

presa manuale, alla cui estremita' dovra' essere legata  una  bombola

di emergenza dotata di due erogatori completi con primo stadio dotato

di attacco DIN; la bombola e' mantenuta chiusa e con gli erogatori in

pressione; normalmente la bombola e' posta a  una  profondita'  di  6

metri  in  particolari  situazioni   (fondali   poco   profondi)   la

profondita' di posizionamento  della  stessa  e'  definita  dal  capo

missione.

L'imbarcazione  d'appoggio  innalza  il  segnale  di   operazioni

subacquee in corso (bandiera rossa con  banda  diagonale  bianca,  in

acque nazionali ≤ miglia 12).

Se  il  gruppo  prevede  di  allontanarsi  piu'   di   50   metri

dall'imbarcazione  appoggio,  occorre  predisporre  un  pallone   con

bandiera  di  segnalazione  al  seguito   del   singolo   gruppo   ed

eventualmente  una   piccola   imbarcazione   tender   di   supporto;

quest'ultima e' particolarmente raccomandata nel caso d'immersioni da

navi  di  dimensioni  tali  da  presentare  limitata  manovrabilita',

secondo il giudizio del comandante.

Prima di ciascuna immersione, tutti i subacquei, l'assistente  di

superficie e il comandante dell'imbarcazione devono partecipare  alla

riunione di coordinamento (briefing) condotta dal capo  missione,  in

cui sono  riepilogati  l'organizzazione  del  lavoro,  i  compiti  di

ciascuno, i parametri di immersione da  rispettare  e  sono  valutate

eventuali situazioni contingenti.

Procedure d'immersione

Tutte le attivita' d'immersione devono essere effettuate  da  una

squadra costituita da  minimo  due  subacquei  equipaggiati  in  modo

simile che devono stare in  continuo  contatto  visivo.  In  caso  di

perdita di contatto  tra  i  membri  della  squadra  oltre  il  tempo

prestabilito nella scheda  di  immersione  programmata,  i  subacquei

dovranno riemergere.

Particolare attenzione dovra' essere posta ai  pericoli  relativi

all'ingresso e all'uscita dei subacquei dall'acqua onde evitare danni

da eliche o traumi, se ci si immerge da imbarcazione,  o  contusioni,

escoriazioni e traumi, se ci si immerge da rive rocciose.

La discesa, fino  al  raggiungimento  della  profondita'  massima

prevista, deve essere  continua  e  veloce,  compatibilmente  con  la

capacita' di compensazione di tutti gli OS appartenenti al gruppo che

deve scendere contemporaneamente e comunque a velocita' non superiore

ai 23 metri/min. Il tempo di  immersione,  su  cui  e'  calcolata  la

decompressione, inizia dal distacco dalla superficie.

Gli OS in immersione  devono  mantenersi  entro  50  metri  dalla

verticale dell'imbarcazione appoggio o dalla loro boa e  bandiera  di

segnalazione, una per gruppo ed indispensabile se ci  si  immerge  da

riva, e non superare i limiti di profondita' e durata previsti  dalla

scheda d'immersione programmata, nonche'  il  limite  di  50  bar  di

riserva di miscela respiratoria.

L'immersione deve prevedere il raggiungimento  della  profondita'

massima a inizio immersione  e  una  risalita  progressiva  verso  la

superficie, senza ridiscese nel corso della  stessa  immersione.  Per

questo motivo se si parte da riva, il  raggiungimento  del  punto  di

lavoro deve essere raggiunto preferibilmente in superficie.

Durante l'immersione, il subacqueo dovra' porre molta  attenzione

alla sua respirazione, curando che sia lenta,  profonda  e  continua.

Dovra',  altresi',  cercare  di  limitare  gli  sforzi  muscolari   e

verificare periodicamente il consumo d'aria.

La risalita deve essere praticata a  una  velocita'  ascensionale

non superiore ai 10 metri al minuto riducendola a 6 metri/minuto da 6

metri alla superficie, curando  che  la  ventilazione  polmonare  sia

completa e compiuta costantemente.

Il subacqueo dovra'  di  norma  emergere  lungo  la  cima  calata

dall'imbarcazione o lungo la sagola della boa di segnalazione. Per le

immersioni da riva e' consigliabile avvicinarsi al  punto  di  uscita

seguendo il profilo del fondale.

Anche se le immersioni previste  da  queste  procedure  di  buone

prassi sono solo  quelle  in  curva  di  sicurezza,  sara'  opportuno

effettuare una sosta cautelativa di tre minuti alla profondita' di  6

metri.  Questa  precauzione  consente  anche  di  riaffiorare   senza

pericolo di essere travolti da eliche di eventuali imbarcazioni  che,

nonostante tutte le segnalazioni e  la  particolare  cura  che  avra'

l'assistente di superficie, potrebbero transitare nella zona.

L'uso del computer subacqueo per il calcolo decompressivo durante

l'immersione e' obbligatorio e non deve  prescindere  dalle  seguenti

buone pratiche:

essere formato sul funzionamento e sul corretto utilizzo;

consultare e comprendere le istruzioni d'uso;

ogni subacqueo deve avere il proprio computer individuale (deve

conoscere il nome dell'algoritmo decompressivo  da  esso  utilizzato,

p.es. Buhlmann ZH 16 ADT, RGBM o altro);

rispettare scrupolosamente la velocita' massima di risalita;

la  massima  profondita'  deve  essere   raggiunta   all'inizio

dell'immersione;

mai fare paragoni o medie con le tabelle;

mantenere un margine minimo di 2-3 minuti prima di  uscire  dal

limite di non decompressione, se  per  motivi  imprevisti  si  scende

sotto questo  margine  e'  buona  prassi  e  a  titolo  precauzionale

attendere   l'attivazione   della   modalita'   di    risalita    con

decompressione e poi attenersi scrupolosamente al piano  di  risalita

proposto dal computer, aggiungendo la sosta cautelativa di tre minuti

a 6 m al termine della decompressione calcolata;

per immersioni superiori  a  12  m  di  profondita',  avere  un

secondo computer di rispetto con lo stesso algoritmo decompressivo, o

tabelle decompressive,  orologio  e  profondimetro  indipendenti  dal

computer principale, oppure,  se  non  e'  stato  superato  il  tempo

massimo di fondo calcolato in fase di briefing per l'eventualita'  di

malfunzionamento   del    computer,    interrompere    immediatamente

l'immersione  e  procedere  alla   normale   risalita,   cosi'   come

precedentemente indicato.

Procedure post-immersione

Ogni OS deve attenersi a quanto  disposto  nella  sezione  A  con

riferimento all'operatore subacqueo.

E' obbligatorio, al  termine  dell'immersione,  una  riunione  di

verifica per analizzare le situazioni critiche  che  possono  essersi

verificate. Ognuno  riferira'  ogni  problema  fisico,  ogni  sintomo

sospetto di PDD o l'eventuale malfunzionamento dell'attrezzatura.  Ai

fini della prevenzione, in caso  di  infortunio,  incidente  e  quasi

incidente, deve essere presentata una relazione dettagliata al  DL  e

al responsabile del Servizio prevenzione e protezione (RSPP) il quale

informera' il rappresentante dei lavoratori per la  sicurezza  (RLS).

(Scheda immersione programmata appendice G).

Al  termine  della  giornata  delle  immersioni,  ogni  OS   deve

provvedere alla manutenzione ordinaria dei DPI in uso (Sezione G).

 

                              Sezione F
                       Procedure di emergenza

Procedure di emergenza in immersione

Il subacqueo deve interrompere l'immersione  quando  ritiene  che

vengano meno le condizioni di sicurezza comunicandolo  al  resto  del

gruppo d'immersione. In nessun caso un subacqueo puo'  riemergere  da

solo, ma deve essere sempre accompagnato in superficie da  almeno  un

altro subacqueo garantendo il numero minimo di membri del  gruppo  in

immersione.

L'immersione  dovra'  essere  obbligatoriamente   interrotta   al

raggiungimento della pressione di 50 bar nella  bombola.  Il  ricorso

alla riserva deve essere un provvedimento di emergenza per  risalire,

cui ricorrere solo in caso  d'imprevisti  consumi  dovuti  alle  piu'

diverse cause.

In caso di risalita lontana dalla barca appoggio o dal pallone di

segnalazione, deve essere  utilizzato  il  pedagno  di  emergenza  in

dotazione obbligatoria a ciascun OS, lanciato da una profondita'  non

superiore a 10 m.

Richieste d'interruzione  anticipata  dell'immersione,  da  parte

dell'assistente di  superficie,  devono  essere  comunicate  mediante

codice prestabilito, utilizzando la cima di ancoraggio del pallone di

segnalazione, oltre ad idoneo  avvisatore  acustico  subacqueo  (tipo

sirena a gas compresso). In immersione, ogni  situazione  e'  diversa

dall'altra ma, se analizzate secondo il perche', il come e il  quando

intervenire, risultera' piu' facile la  prevenzione  e  l'intervento.

Per ogni situazione saranno descritti nell'ordine:

A. circostanze, cause e prevenzione;

B. comportamento dell'interessato;

C. primo intervento dei colleghi d'immersione.

Problemi di compensazione e rottura del timpano

A. Determinata da errate o tardive manovre compensatorie, sia  in

discesa che in risalita, prevenibile  con  adeguato  addestramento  e

mantenendo sempre la disponibilita' di una mano; e'  per  questo  che

eventuali  strumenti  devono   essere   fissati,   con   sistemi   di

aggancio/sgancio rapido per essere  lasciati  di  mano  in  qualunque

circostanza.

B. In nessun caso forzare le variazioni di profondita',  avvisare

i colleghi della difficolta'.

C. Prestare assistenza, se necessario e possibile,  avvisare  gli

altri operatori e procedere con la riemersione di tutto o  parte  del

gruppo di lavoro.

Operatore disperso

A. Puo' succedere che uno o piu' operatori perdano contatto con i

colleghi per ridotta visibilita', per problemi di gestione del gruppo

o, piu' banalmente, per una distrazione:

durante  un'immersione,   soprattutto   in   caso   di   scarsa

visibilita', e' necessario che tutto il gruppo sia unito ed ordinato,

ove lo si ritenga necessario e' possibile assegnare una  mansione  di

raccordo o coordinamento ad uno  degli  operatori  non  impegnato  in

altre attivita' oppure ricorrere a  sistemi  di  comunicazione  (es.:

granfacciali con comunicatori a ultrasuoni);

spesso e' la  corrente  la  causa  di  dispersione  del  gruppo

soprattutto, in risalita; e' per questo che occorre mantenere  con  i

colleghi un contatto visivo molto stretto.

B. Appena ci  si  rende  conto  dello  smarrimento,  se  l'ultimo

contatto visivo e' stato recente, e' possibile individuare  il  resto

del gruppo guardando a 360 gradi intorno a se, in alto ed  in  basso,

cercando di avvistare  le  bolle  dei  compagni  o  qualche  elemento

colorato dell'attrezzatura; trascorso il tempo limite delle  ricerche

concordato e definito nella scheda di immersione  programmata,  tutti

devono avvicinarsi il  piu'  possibile  al  punto  di  riemersione  e

avviare la procedura di riemersione corretta.

C.  Appena  riemersi,  insieme  all'assistente   di   superficie,

verificare la presenza di tutti i membri del gruppo  e,  in  caso  di

assenze, provare a individuare la risalita di bolle del/dei  dispersi

mentre e' predisposta un'immersione di recupero.

Panico

A. Durante l'immersione, un evento improvviso e inaspettato  puo'

determinare in un subacqueo una condizione di ansia o addirittura  di

panico che, specie in presenza di altre  concause  come  la  mancanza

d'aria, puo' ingenerare aggressivita' nei confronti dei compagni alla

ricerca di un irrazionale aiuto.

B. In caso d'insorgenza di stati  d'ansia  e  prima  che  possano

sfociare  in  panico,  e'   necessario   intervenire   fermandosi   e

interrompendo attivita' in corso,  respirare  con  calma,  riflettere

sull'accaduto ed  eventualmente  agire  per  rimuovere  la  causa  di

panico.

C. Ravvisata una situazione di panico, comunicare con il soggetto

mantenendo  una  distanza  di  sicurezza,  avvicinarsi  per  prestare

assistenza solo  se  si  e'  padroni  delle  necessarie  tecniche  di

intervento, svincolo e immobilizzazione in immersione.

Piccole perdite di miscela respiratoria

A. Generalmente dovute a scarsa  manutenzione,  invecchiamento  o

difetti di fabbricazione, possono  essere  di  lieve  entita'  e  non

destare particolare  preoccupazione  anche  se  possono  aumentare  i

consumi o determinare graduali variazioni di assetto.

B. Spesso e' difficile accorgersi da  soli  di  piccole  perdite,

occorre prestare attenzione a piccoli rumori di bolle e alle  perdite

di assetto del giubbetto equilibratore ad  assetto  variabile  (GAV);

una volta ravvisate, chiedere una verifica dell'entita' ai  colleghi,

tentare di emarginarle e valutare se  sia  il  caso  di  interrompere

l'immersione.

C. Prestare attenzione e segnalare  piccole  perdite  di  gas  ai

colleghi da parte dei loro DPI.

Blocco dell'erogatore in autoerogazione continua e/o  perdita  di

miscela respiratoria cospicua

A. La cattiva manutenzione dell'erogatore, delle fruste  e  degli

attacchi e' la causa piu' frequente di questo tipo di  inconveniente,

ma altre  cause  possono  essere  legate  all'ingresso  di  sabbia  o

sporcizia nell'erogatore o nel pulsante di erogazione,  congelamento,

ecc. La  prevenzione  consiste  nell'accurata  manutenzione  e  nella

scelta di DPI di elevata qualita'.

B.  Mantenere  la  calma,   richiedere   soccorso,   tentare   di

individuare  la  causa  e,  possibilmente  con  l'aiuto   di   altri,

intervenire rapidamente anche chiudendo il rubinetto  a  monte  della

perdita e, se necessario, passando  alla  fonte  alternativa  d'aria,

valutare con i colleghi se  l'autonomia  residua  e  l'entita'  della

perdita di funzionalita' dell'attrezzatura richiedano  l'interruzione

dell'immersione.

C.  Osservata  una  colonna  continua   di   bolle,   avvicinarsi

rapidamente per offrire assistenza e, se necessario, una fonte d'aria

alternativa; in quest'ultimo caso, avvisare  gli  altri  operatori  e

procedere con la riemersione di tutto o parte del gruppo di lavoro.

Arresto dell'erogazione di miscela respiratoria

A. Le cause possono essere  un  malfunzionamento  dell'erogatore,

prevenibile con  accurata  manutenzione  e  scegliendo  erogatori  di

elevata  qualita',  oppure  l'esaurimento  della  scorta  di  miscela

respiratoria, prevenibile con un frequente controllo del consumo,  se

non a seguito di imprevedibili perdite cospicue.

B. Se  l'erogazione  dell'aria  cessa  in  maniera  graduale,  il

pericolante ha modo di verificare con calma cosa sta accadendo e,  se

possibile, di porre rimedio  alla  situazione  ad  esempio  cambiando

erogatore o chiedendo una fonte alternativa agli altri  colleghi;  se

l'interruzione e' rapida piu' probabilmente e'  dovuta  a  un  blocco

meccanico immediatamente risolvibile passando  al  secondo  erogatore

indipendente, raggiungere rapidamente il collega  piu'  vicino  e  in

ogni caso non tentare  risalite  d'emergenza  se  la  profondita'  e'

superiore ai 10 m.

C. Al segnale di  richiesta  d'aria,  fornire  immediatamente  la

propria  fonte  alternativa,  poi  avvisare  gli  altri  operatori  e

procedere con la riemersione di tutto o parte del gruppo di lavoro.

Improvvisa spinta verso l'alto (pallonata)

A. La causa puo' essere una risalita senza scaricare il  GAV,  il

malfunzionamento delle valvole di carico del GAV o della muta stagna,

la perdita della zavorra o l'uso  sbagliato  di  palloni  e  boe.  La

prevenzione  consiste   nell'adeguata   manutenzione,   il   corretto

fissaggio e utilizzo  dell'attrezzatura,  un  costante  controllo  di

assetto durante l'immersione.

B. Azionare immediatamente la valvola di scarico rapido posta  in

posizione piu' elevata, se possibile aggrapparsi a  qualche  cosa  di

fisso, identificare e intervenire immediatamente sulla causa:

se e' una valvola di  carico  bloccata,  staccare  la  relativa

frusta;

se e' un pallone o boa, abbandonare immediatamente la presa;

utilizzare zavorre di fortuna (es. sassi).

C.  Intervenire  prontamente  fornendo  assistenza   ed   assetto

negativo scaricando completamente il proprio GAV e manovrando il  GAV

dell'OS in difficolta', cercare  di  intervenire  sulle  cause  senza

rischiare di essere  trascinati  verso  l'alto.  Avvisare  gli  altri

operatori e procedere con la riemersione di tutto o parte del  gruppo

di lavoro.

Allagamento della muta stagna o del  giubbetto  equilibratore  ad

assetto variabile (GAV)

A. Le cause piu' comuni sono  tagli,  rotture  della  cerniera  o

delle valvole, soprattutto a  causa  di  invecchiamento  e/o  cattiva

manutenzione. Una buona prevenzione consiste anche in una corretta  e

non eccessiva pesata d'assetto.

B. Chiedere assistenza e NON togliersi la zavorra.  Il  GAV  puo'

sopperire alla mancanza di spinta della muta e viceversa.

C. Prestare assistenza, avvisare gli altri operatori e  procedere

con la riemersione di tutto o parte del gruppo di lavoro.

Perdita della maschera

A. Evento molto raro, causato da un urto o rottura delle cinghie,

che devono essere verificate in buono stato.

B. Se si e' nei pressi del fondale, verificare la possibilita' di

recupero della maschera, eventualmente trattenendola con  le  mani  o

con elastici di scorta; se  disponibile,  indossare  la  maschera  di

scorta,  oppure  attirare  l'attenzione  dei   colleghi   per   farsi

riaccompagnare in superficie.

C. Prestare assistenza, verificare la  possibilita'  di  recupero

della maschera, avvisare gli  altri  operatori  e  procedere  con  la

riemersione di tutto o parte del gruppo di lavoro.

Malfunzionamento del computer subacqueo

A.  Le  principali  cause  di  malfunzionamento  di  un  computer

subacqueo sono da imputare ad un difetto  di  fabbricazione,  ad  una

cattiva manutenzione  (es.:  batterie  scariche,  ecc.),  o  ad  urti

accidentali  durante  le  immersioni.   La   manutenzione   comprende

l'accurato  controllo  dello  stato  di  carica  delle  batterie  che

alimentano lo strumento, e dell'eventuale cinturino  la  cui  rottura

potrebbe determinare la perdita dello strumento.

B.  In  caso  di  spegnimento,  allagamento,   perdita   o   dati

palesemente  errati   (verificare   profondita'   massima   e   tempo

d'immersione con  i  colleghi),  utilizzare  i  propri  strumenti  di

riserva, che, come minimo, devono comprendere orologio, profondimetro

e tabelle, e pianificare di conseguenza il resto dell'immersione e la

risalita. In totale assenza di strumenti,  seguire  la  risalita  dei

colleghi che hanno svolto un profilo  d'immersione  piu'  simile.  In

mancanza anche di assistenza per smarrimento dei  colleghi,  risalire

lentamente senza superare  la  velocita'  delle  bolle  piu'  piccole

emesse dall'erogatore durante l'espirazione  ed  eseguire  una  sosta

cautelativa la piu' lunga possibile ad una quota stimata tra i 6 ed i

3 metri di profondita'. Non sara' possibile svolgere altre immersioni

nelle sedici ore successive, se si trattava della prima immersione, o

ventiquattro ore successive se si trattava di immersione successiva.

C. Prestare assistenza, avvisare gli altri operatori e  procedere

con la riemersione di tutto o parte del gruppo di lavoro.

Ipotermia

A. Determinata da inadeguata protezione  termica  e/o  prolungata

permanenza in acqua,  prevenibile  con  una  corretta  programmazione

delle attivita' e adeguati indumenti.

B. In presenza dei sintomi  precoci,  tremoli  e  intorpidimenti,

avvisare i colleghi proponendo la riduzione dei tempi  di  permanenza

in acqua.

C.  Prestare  assistenza,  se  possibile,  avvisare   gli   altri

operatori e procedere con la riemersione di tutto o parte del  gruppo

di lavoro. In superficie, aiutare a togliere gli  indumenti  bagnati,

asciugare, coprire in  modo  uniforme  e  non  eccessivo,  ricoverare

l'infortunato in luogo riparato,  asciutto  e  confortevole.  Per  le

immersioni invernali  da  riva,  valutare  la  vicinanza  di  locali,

veicoli  in  cui  ripararsi.  Va  ricordato  che   e'   assolutamente

controindicato far bere alcolici ad  un  soggetto  in  condizione  di

ipotermia.

Ipertermia

A. Si verifica quando per un'esposizione eccessiva in un ambiente

caldo (per esempio quando si rimane con la muta  indossata  sotto  al

sole per diverso  tempo,  comportamento  da  evitare  nel  modo  piu'

assoluto) l'organismo non  riesce  piu'  a  compensare  l'aumento  di

temperatura interna. In tal  caso,  si  possono  manifestare  sintomi

quali stordimento, mal di testa, sudorazione  eccessiva,  difficolta'

respiratorie, fino alla perdita di coscienza.

B.  Avvisare  i  colleghi  fin  dai  primi  sintomi,   proponendo

l'interruzione delle attivita'; se si verifica prima dell'immersione,

proporre di posporre l'immersione fino  al  completo  recupero  delle

proprie condizioni o di rinunciare all'immersione.

C. Prestare assistenza, avvisare gli altri operatori e  procedere

con la riemersione  di  tutto  o  parte  del  gruppo  di  lavoro.  In

superficie il trattamento consigliato  consiste  nello  spogliare  il

soggetto, trasportarlo in un  luogo  fresco,  fargli  bere  acqua  in

abbondanza e, quando  possibile,  applicargli  impacchi  di  ghiaccio

nella parte posteriore del collo.

Affanno

A. Determinato da eccessiva  attivita'  fisica,  ad  esempio  per

contrastare la corrente, e/o difficolta' respiratorie, anche dovute a

malfunzionamento  degli   erogatori.   La   respirazione   irregolare

determina accumulo di anidride carbonica che, a sua  volta  favorisce

l'affanno, determinando un pericoloso circolo  vizioso.  Si  previene

con  adeguato  allenamento  fisico,  manutenzione  dell'attrezzatura,

adeguata programmazione dell'immersione e delle  attivita'  previste,

nonche' con una corretta e  controllata  respirazione  durante  tutta

l'immersione.

B. Alle prime sensazioni  di  respiro  irregolare  o  perdita  di

controllo  della  respirazione,  interrompere   qualunque   attivita'

fisica, se possibile  appoggiarsi  al  fondale  o  sostenersi  ad  un

appiglio stabile, respirare il piu' profondamente possibile favorendo

gli atti espiratori fino al ristabilimento delle condizioni  normali,

richiamare l'attenzione dei colleghi e segnalare la difficolta'.

C. Prestare assistenza, avvisare gli altri operatori e  procedere

con  la  riemersione  di  tutto  o  parte  del  gruppo   di   lavoro.

L'immersione  potra'  riprendere  solo  nel  caso  in  cui  si  siano

ristabilite le condizioni normali e sia risolto il  problema  che  ha

scatenato  l'affanno.  L'affanno  e'  una  sintomatologia  che   puo'

preludere ad incidenti gravi e per tale motivo non va sottovalutato e

in questi casi si consiglia di attivare prontamente le  procedure  di

riemersione.

Crampi muscolari

A. Determinato da eccessiva attivita' fisica, scarso  allenamento

e freddo.

B. Interrompere l'attivita' fisica, se possibile  appoggiarsi  al

fondale o sostenersi ad un appiglio stabile, richiamare  l'attenzione

dei colleghi e segnalare  la  difficolta',  intervenire  stirando  il

muscolo coinvolto.

C. Prestare assistenza. L'immersione va interrotta  se  i  crampi

continuano o si ripresentano dopo le  opportune  manovre;  in  questo

caso, avvisare gli altri operatori e procedere con la riemersione  di

tutto o parte del gruppo di lavoro.

Il crampo muscolare intercorso  durante  o  dopo  un'immersione

deve essere considerato come  un  possibile  sintomo  d'incidente  da

decompressione e come tale deve essere gestito (ossigeno normobarico,

liquidi,  contatto  telefonico  con   la   Centrale   operativa   del

Dipartimento emergenza 118 o con la guardia medica piu' vicina).

Narcosi da profondita' e vertigini alterno bariche

A. Le profondita' previste non devono essere tali da  determinare

condizioni di elevata narcosi (entro i 40 m  ad  aria  o  profondita'

inferiori se miscela arricchita  in  ossigeno  «nitrox»),  nonostante

questo una certa predisposizione individuale, il freddo, altri  stati

di malessere in corso  ed  eccessive  velocita'  di  discesa  possono

determinare   temporanei    stati    di    narcosi,    vertigini    o

alterazione/rallentamento  delle  proprie  capacita'   percettive   e

decisionali.

B. Controllare  con  attenzione  il  proprio  stato,  soprattutto

durante la discesa ed i  primi  minuti  di  immersione.  In  caso  di

qualunque sensazione alterata, interrompere la discesa, respirare con

regolarita', eventualmente risalire qualche  metro  in  attesa  della

normalizzazione. Avvisare il collega piu' vicino della difficolta' e,

in  caso  di   perdurare   dei   sintomi,   proporre   l'interruzione

dell'immersione.

C. Prestare assistenza. In caso  di  prolungamento  del  problema

oltre un paio di minuti, avvisare gli altri operatori e procedere con

la riemersione di tutto o parte del gruppo di lavoro.

Ferimenti e urticazioni

A. Per lo piu' dovute a disattenzione o eccessiva confidenza  con

l'habitat e gli organismi  presenti.  Si  prevengono  muovendosi  con

accortezza, verificando con  regolarita'  l'ambiente  circostante  ed

utilizzando  le  adeguate  protezione  (ad  es.  obbligo  di   guanti

adeguati).

B.  Fermarsi,  respirare  regolarmente  e  analizzare   l'entita'

dell'accaduto, avvisare immediatamente il  collega  piu'  prossimo  e

chiedere assistenza.

C. Prestare assistenza e  con  gli  altri  colleghi  valutare  se

procedere con la riemersione di tutto o parte del gruppo di lavoro.

Perdita di strumenti di lavoro

A.  Gli  strumenti  devono  essere   fissati   con   sistemi   di

aggancio/sgancio rapido.

B. La ricerca di strumenti smarriti deve essere limitata al tempo

e  alla  profondita'  massima  prevista  dalla  scheda   d'immersione

programmata, senza effettuare ridiscese e avvisando il  collega  piu'

prossimo.

C. Prestare assistenza e  con  gli  altri  colleghi  valutare  se

procedere con la riemersione di tutto o parte del gruppo di lavoro.

Procedure di emergenza sanitaria subacquea in superficie

Qualora  si  verifichino  problemi  sanitari  in   qualcuno   dei

subacquei, l'assistente di superficie dovra' mettersi in contatto con

il servizio di emergenza sanitaria  pubblica  (numero  telefonico  di

emergenza 118) o, in subordine, con la guardia medica piu' vicina  al

luogo delle operazioni. In caso di  impossibilita'  di  utilizzo  del

telefono, utilizzare la chiamata di emergenza radio sul canale  radio

VHF  16  o  il  soccorso  in  mare  (telefono  1530).  In  subordine,

contattare il centro iperbarico piu' vicino, specificando in tutti  i

casi che si tratta di un'emergenza subacquea, per  essere  coadiuvato

nella scelta delle procedure di assistenza piu' idonee al caso.

Qualora si  sospettasse  che  i  sintomi  siano  riconducibili  a

patologie da decompressione, al subacqueo cosciente e consenziente si

dovra' somministrare acqua per via orale e  ossigeno  normobarico  al

100%  da  parte  di  personale  istruito  e   competente,   fino   al

sopraggiungere dei soccorsi. Qualora sia necessario, stabilizzare  le

condizioni cardiorespiratorie dell'infortunato  tramite  Rianimazione

cardio polmonare (RCP  o  BLS  -  incluso  l'uso  del  defibrillatore

qualora disponibile).

Per l'equipaggiamento di emergenza e primo soccorso  si  veda  la

sezione G.

Esercitazioni di emergenza

I  lavoratori  devono  partecipare  a  esercitazioni,  effettuate

almeno una volta l'anno, per  mettere  in  pratica  le  procedure  di

gestione delle emergenze di cui alla presente sezione.

Una successiva esercitazione deve essere messa in atto,  inoltre,

non appena un'esercitazione abbia rivelato una  serie  di  carenze  e

dopo che siano stati presi i necessari provvedimenti.

 

                              Sezione G
 Attrezzature, dispositivi di sicurezza e di protezione individuale

L'equipaggiamento subacqueo e' affidato in gestione alla  singola

persona che ne assume la responsabilita'. Per  tale  equipaggiamento,

e' necessario:

possedere requisiti e  caratteristiche  tali  da  garantire  la

massima funzionalita' di impiego ed il massimo livello di sicurezza e

confort per chi li utilizza;

essere in buono stato di conservazione e di funzionamento;

avere certificati di collaudo approvati e validi;

venire utilizzati per lo scopo  specifico  per  il  quale  sono

stati concepiti.

Le attrezzature, i  dispositivi  di  sicurezza  e  di  protezione

individuale, in dotazione all'OS, devono  rispondere  alla  normativa

specifica e riportare  le  certificazioni  di  approvazione  (CE  EN)

quando disponibili. Quelli previsti sono:

muta protettiva: umida o semistagna/stagna (comprendente  anche

cappuccio, calzari  e  guanti  ed  eventuale  sottomuta)  e  relativo

sottomuta adeguato;

maschera e tubo aeratore per la respirazione in superficie;

pinne;

zavorra;

computer subacqueo;

un  secondo  computer  subacqueo  di  rispetto  con  lo  stesso

algoritmo  di   calcolo   decompressivo   del   computer   principale

(sostituibili da un set completo di profondimetro, orologio e tabelle

decompressive);

coltello o altro strumento da taglio idoneo per tagliare sagole

e lenze;

giubbetto equilibratore ad assetto variabile (GAV)  con  idonei

punto  di  attacco  e  tasche  in  funzione  delle  strumentazioni  a

attrezzature previste;

shaker subacqueo od altro sistema di segnalazione acustica;

due erogatori bistadio completi, muniti di attacco DIN, uno dei

quali deve avere una frusta di collegamento al secondo  stadio  lunga

minimo 1,5 metri e  di  colore  giallo  o,  comunque,  opportunamente

segnalata in  modo  da  essere  immediatamente  riconoscibile  da  un

compagno di immersione in difficolta';

manometro;

bombola con doppia rubinetteria con attacchi DIN;

pedagno o  pallone  di  segnalazione  gonfiabile  (decreto  del

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  29  luglio  2008,  n.

146) per le situazioni di risalita di  emergenza  in  immersione  con

sagola di almeno 12 m;

un mulinello con sagola di almeno 40 m;

lavagnetta e matita per scrivere;

bussola di orientamento.

Le imbarcazioni utilizzate devono disporre sia di dispositivi per

agevolare la risalita degli operatori subacquei sulla barca che di un

segnalatore acustico subacqueo (ad esempio sirena  a  gas  compresso)

utilizzato per comunicare l'interruzione dell'immersione.

Per quanto attiene alle dotazioni di sicurezza del mezzo  nautico

impiegato nelle operazioni subacquee, queste dovranno essere conformi

alla normativa vigente in materia di sicurezza per la  navigazione  e

di  salvaguardia  della  vita  umana   in   mare,   unitamente   alle

prescrizioni locali piu' restrittive che possono essere eventualmente

previste da Ordinanza emessa a cura dell'autorita' marittima.

Qualora utile o necessario,  puo'  essere  autorizzato  l'uso  di

maschera gran facciale e sistemi di comunicazione  audio  senza  fili

tra subacquei e/o assistente di superficie per l'uso dei quali gli OS

devono essere opportunamente formati.

Oltre  all'equipaggiamento  di  immersione   suddetto,   gli   OS

utilizzeranno gli opportuni strumenti e attrezzature  previste  dalla

specifica  attivita'  (es.:   macchine   fotografiche,   videocamere,

cordelle  metriche,  calibri,  quadrati,  strumenti   per   prelevare

campioni e contenitori per la raccolta dei campioni) il cui  peso  in

acqua non sia superiore a 5 kg.

Manutenzione e verifica dell'equipaggiamento subacqueo

Per  quanto  concerne   la   manutenzione   delle   attrezzature,

dispositivi di sicurezza e di protezione  individuale  necessari  per

l'immersione, il datore di lavoro ha la responsabilita' di:

a) sostituire, a richiesta motivata dell'operatore subacqueo  e

controllata dal capo missione, le  mute,  i  calzari,  i  guanti,  le

maschere, le pinne, le  cinture,  i  coltelli  e  le  cinghie  troppo

usurate  per  potere  ulteriormente  essere  usate  con  sicurezza  e

confort;

b) sostituire ogni altro dispositivo d'immersione  che  per  il

lungo uso o per cause di forza maggiore non  diano  piu'  sufficienti

garanzie di funzionalita' e sicurezza;

c) manutenere e, quando necessario,  affidare  la  revisione  o

riparazione dei dispositivi di immersione a personale qualificato;

Ogni specifico dispositivo  deve  essere  sottoposto  a  regolare

verifica prima dell'uso e successiva manutenzione che puo' essere:

ordinaria, dopo l'impiego giornaliero ed  effettuata  da  parte

dell'operatore subacqueo che l'ha in dotazione;

 

=====================================================================

|    Equipaggiamento    |    Manutenzione    |       Verifica       |

+=======================+====================+======================+

|                       |lavare in acqua     |controllo cuciture,   |

|                       |dolce, asciugare    |cerniere, valvola di  |

|                       |lontano da fonti di |carico e scarico mute |

|                       |calore, lubrificare |stagne, eventuali     |

|muta protettiva        |la cerniera.        |strappi               |

+-----------------------+--------------------+----------------------+

|                       |                    |stato delle           |

|                       |                    |guarnizioni, tenuta   |

|                       |                    |del cristallo,        |

|                       |                    |resistenza ed         |

|                       |lavaggio in acqua   |elasticita' del       |

|maschera               |dolce               |cinghiolo             |

+-----------------------+--------------------+----------------------+

|                       |                    |stato dei materiali,  |

|                       |lavaggio in acqua   |tenuta della scarpetta|

|pinne                  |dolce               |o del cinghiolo       |

+-----------------------+--------------------+----------------------+

|                       |                    |peso corrispondente a |

|                       |                    |quello necessario per |

|                       |                    |assetto ottimale,     |

|                       |                    |tenuta della fibbia e |

|                       |lavaggio in acqua   |funzionalita' sgancio |

|zavorra                |dolce               |rapido                |

+-----------------------+--------------------+----------------------+

|                       |                    |corretto              |

|                       |                    |funzionamento, stato  |

|profondimetro, orologio|lavaggio in acqua   |di carica della       |

|e computer             |dolce               |batteria              |

+-----------------------+--------------------+----------------------+

|                       |                    |tenuta del fermo del  |

|                       |                    |fodero, resistenza dei|

|                       |                    |cinghiali di aggancio,|

|                       |lavaggio in acqua   |solidita' della       |

|                       |dolce e             |impugnatura sulla     |

|coltello o strumenti da|lubrificazione della|lama, esistenza del   |

|taglio                 |lama                |filo della lama       |

+-----------------------+--------------------+----------------------+

|                       |                    |funzionamento valvole |

|                       |                    |di ingresso/uscita    |

|                       |                    |aria e presenza       |

|                       |                    |accessori per         |

|                       |                    |localizzazione e      |

|giubbetto equilibratore|lavaggio in acqua   |richiamo in           |

|(GAV)                  |dolce               |superficie            |

+-----------------------+--------------------+----------------------+

|                       |                    |funzionamento, perdite|

|                       |lavaggio in acqua   |d'aria, usura delle   |

|                       |dolce, pulizia      |parti compreso        |

|                       |interno secondo     |boccaglio e fruste,   |

|erogatori              |stadio              |taratura              |

+-----------------------+--------------------+----------------------+

|                       |lavaggio in acqua   |perdite d'aria,       |

|manometro              |dolce               |corretta misura       |

+-----------------------+--------------------+----------------------+

|                       |                    |controllo pressione e |

|                       |                    |data (non antecedente |

|                       |                    |i 3 mesi prima        |

|                       |                    |dell'uso) di carica,  |

|                       |lavaggio in acqua   |controllo             |

|bombola                |dolce, ricarica     |funzionamento         |

+-----------------------+--------------------+----------------------+




      periodica specializzata, ad intervalli  regolari  da  parte  di

personale qualificato;




=====================================================================

|    Equipaggiamento    |               Periodicita'                |

+=======================+===========================================+

|                       |secondo la normativa vigente, il primo     |

|                       |collaudo, a partire dalla data di acquisto |

|                       |delle bombole, viene effettuato dopo 4     |

|                       |anni, mentre i successivi collaudi sono a  |

|bombola                |scadenza biennale                          |

+-----------------------+-------------------------------------------+

|                       |revisione annuale (non e' richiesto dalla  |

|                       |legislazione vigente nessun tipo di        |

|erogatore              |collaudo)                                  |

+-----------------------+-------------------------------------------+

|                       |revisione annuale (non e' richiesto dalla  |

|                       |legislazione vigente nessun tipo di        |

|manometro              |collaudo)                                  |

+-----------------------+-------------------------------------------+




      straordinaria,  dopo  impieghi   particolarmente   intensi   in

condizioni sfavorevoli, da parte di personale qualificato;

       a guasto, per riparare un malfunzionamento e ripristinarne  la

funzionalita' da parte di personale qualificato.

Sistema  di  ricarica  delle  bombole  e   qualita'   della   miscela

respiratoria

    Il sistema di ricarica delle bombole deve garantire  il  rispetto

delle caratteristiche dell'aria destinata all'impiego subacqueo:




+---------------------+---------------------------------------------+

|Ossigeno:            |da 21% a 40%                                 |

+---------------------+---------------------------------------------+

|Anidride carbonica:  |non piu' di 0,1%                             |

+---------------------+---------------------------------------------+

|Monossido di         |                                             |

|carbonio:            |non piu' di 0,0002% (20 parti per milione)   |

+---------------------+---------------------------------------------+

|                     |non piu' di 130 milionesimi di grammo per    |

|                     |litro d'aria (0,00013 grammi per litro       |

|Vapori oleosi:       |d'aria)                                      |

+---------------------+---------------------------------------------+

|Ruggine, particelle  |                                             |

|solide, fuliggine,   |                                             |

|ecc.:                |assenza totale.                              |

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Nel caso si ricorra  a  servizi  di  ricarica  esterni  e/o  al

noleggio di bombole la stazione di ricarica deve comunque  rispettare

le specifiche di cui sopra, in regola con la normativa vigente.

Presidi di emergenza e primo soccorso

Il responsabile delle  operazioni  subacquee  deve  garantire  la

presenza  in  superficie  dei  presidi  di  emergenza,   incluse   le

attrezzature sanitarie e strumentali, e deve comprendere almeno:

una  bombola  di  emergenza,  per  ogni  quattro  operatori  in

immersione, dotata di due erogatori completi con primo stadio  dotato

di attacco DIN;

un orologio;

un segnalatore acustico subacqueo (sirena  a  gas  compresso  o

sistema equivalente);

un binocolo;

un sistema adeguato e funzionante per le chiamate  di  soccorso

(VHF marino, telefono cellulare);

numero unico per le emergenze sanitarie e il coordinamento  dei

soccorsi sul territorio nazionale (118);

numero per le emergenze in mare (1530);

il numero telefonico del centro iperbarico piu' vicino  (previa

verifica della operativita' e l'invio a mezzo fax o e-mail delle date

di inizio e fine operazioni);

un kit di ossigeno di emergenza con bombola da almeno 3 litri X

150  ATM;  riduttore  multifunzionale  che  consenta  la   erogazione

dell'ossigeno  a  domanda  o  a  flusso  continuo;  maschera  per  la

somministrazione al 100% (si raccomanda la disponibilita' di maschera

ad elevata aderenza al viso per la erogazione dell'ossigeno a domanda

e di una maschera non rebreather con sacchetto per il recupero  della

miscela espirata, per l'erogazione continua);

cassetta di primo soccorso a  norma  (decreto  ministeriale  n.

388/2003 e successivi), eventualmente  integrata  in  funzione  delle

condizioni operative (es. distanza da presidi medici).

Tutto il materiale deve essere conservato in contenitori a tenuta

stagna non corrodibili, imputrescibili e galleggianti.

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