Finanza etica e sostenibile: il regolamento per gli operatori bancari

Finanza etica e sostenibile
Pubblicato il decreto del ministero dell'Economia e delle finanze 4 ottobre 2022, n. 209

Finanza etica e sostenibile: il regolamento per gli operatori bancari è riportato nel decreto del ministero dell'Economia e delle finanze 4 ottobre 2022, n. 209 (in Gazzetta Ufficiale del 21 gennaio 2023, n. 17).

Tra i requisiti che le banche devono osservare per rientrare tra gli operatori di finanza etica e sostenibile:

  • la valutazione dell'impatto socio-ambientale dei soggetti finanziati previa concessione del finanziamento;
  • la pubblicazione dei finanziamenti alle persone giuridiche e i criteri  utilizzati  per  la  loro  erogazione;
  • l'erogazione di almeno  il  20  per  cento  dei  finanziamenti a  favore  di  soggetti no profit e delle imprese sociali.

Di seguito il testo integrale del decreto del ministero dell'Economia e delle finanze 4 ottobre 2022, n. 209.

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Decreto del ministero dell'Economia e delle finanze 4 ottobre 2022, n. 209 

Regolamento recante l'attuazione dell'articolo  111-bis  del  decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato dalla legge 11
dicembre 2016, n. 232, sulla disciplina degli  operatori  bancari  di
finanza etica e sostenibile. (23G00011) 

 

(Gazzetta Ufficiale del 21 gennaio 2023, n.17)

 Vigente al: 5-2-2023

IL MINISTRO DELL'ECONOMIA

E DELLE FINANZE

Visto l'articolo 111-bis del testo unico  delle  leggi  in  materia

bancaria e creditizia di cui  al  decreto  legislativo  1°  settembre

1993, n. 385, che stabilisce che sono operatori  bancari  di  finanza

etica e sostenibile le banche che conformano la propria attivita'  ai

principi  ivi  indicati  e,  in  particolare,  i  commi  2  e  4  che

dispongono, in favore degli operatori  bancari  di  finanza  etica  e

sostenibile,  la  non  concorrenza  alla   formazione   del   reddito

determinato ai sensi dell'articolo 81 del testo unico  delle  imposte

sui redditi, di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  22

dicembre 1986, n. 917, di una quota pari al 75 per cento delle  somme

destinate a incremento del capitale proprio, nel rispetto dei  limiti

di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013  della  Commissione,  del  18

dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del

Trattato  sul  funzionamento  dell'Unione  europea  agli  aiuti   «de

minimis».

Visto, altresi', il comma 3 del citato articolo 111-bis,  ai  sensi

del quale il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca

d'Italia, stabilisce, con proprio decreto,  le  norme  di  attuazione

delle disposizioni dell'articolo  111-bis  dalle  quali  non  possono

derivare oneri a carico della finanza pubblica superiori a 1  milione

di euro in ragione annua a decorrere dall'anno 2017;

Vista la legge 23 agosto 1988, recante  «Disciplina  dell'attivita'

di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri»

e, in particolare, l'articolo 17, comma 3;

Sentita la Banca d'Italia, che ha reso il parere di competenza  con

nota n. 0860244 del 29 giugno 2020;

Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  sezione

consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 5 luglio 2021;

Vista la comunicazione in data 2 agosto 2022  alla  Presidenza  del

Consiglio dei ministri a norma dell'articolo 17, comma 3, della legge

23 agosto 1988, n. 400;

 

Adotta

il seguente regolamento:

 

                               Art. 1 

                             Definizioni 

1. Ai fini del presente decreto si intende per:

a) operatore bancario di finanza etica e sostenibile: l'operatore

bancario  che  conforma  la  propria  organizzazione  e  la   propria

attivita' alle prescrizioni attuative dell'articolo 3;

b)  personale:  i  componenti  degli  organi  con   funzione   di

supervisione  strategica,  gestione  e  controllo;  i  dipendenti   e

collaboratori; gli addetti alle reti distributive esterne;

c) remunerazione: ogni forma di pagamento  o  beneficio,  incluse

eventuali  componenti   accessorie,   corrisposto,   direttamente   o

indirettamente, in contanti, strumenti finanziari o servizi o beni in

natura,  in  cambio  delle  prestazioni  di  lavoro  o  dei   servizi

professionali resi dal personale alla banca o ad altre  societa'  del

gruppo bancario. Non sono considerati  remunerazione  i  pagamenti  o

benefici marginali, accordati al personale su base non discrezionale,

che rientrano  in  una  politica  generale  della  banca  e  che  non

producono effetti sul  piano  degli  incentivi  all'assunzione  o  al

controllo dei rischi;

d) TUB:  il  testo  unico  delle  leggi  in  materia  bancaria  e

creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.

 

                              Art. 2 

                               Oggetto 

1. Il presente decreto individua:

a) i requisiti ai  quali  gli  operatori  bancari  conformano  la

propria organizzazione e la propria attivita'  per  assumere,  previa

attestazione della loro esistenza, la qualifica di operatori  bancari

di   finanza   etica   e   sostenibile,   al   fine   di    usufruire

dell'agevolazione di cui all'articolo 111-bis del TUB,  nel  rispetto

del limite di spesa complessiva fissata annualmente dal comma  3  del

citato articolo;

b) la procedura  per  la  richiesta  e  il  riconoscimento  della

agevolazione fiscale.

 

                               Art. 3 

          Operatori bancari di finanza etica e sostenibile 

1. Sono operatori bancari di finanza etica e sostenibile le  banche

che conformano la propria attivita' ai principi di  cui  al  comma  1

dell'articolo 111-bis del TUB,  nel  rispetto  di  tutti  i  seguenti

requisiti attuativi:

a) concedono finanziamenti a persone giuridiche  solo  dopo  aver

provveduto, attraverso  apposite  procedure  interne,  alla  positiva

valutazione dell'impatto socio-ambientale  del  finanziamento  e  dei

soggetti   finanziati    secondo    standard    di    rating    etico

internazionalmente riconosciuti, definiti sulla base di obiettivi  di

sviluppo sostenibile elaborati  dall'Unione  europea,  dalle  Nazioni

unite,  dall'Organizzazione  per  la  cooperazione  e   lo   sviluppo

economico, dall'Organizzazione internazionale del lavoro o  da  altre

organizzazioni  internazionali  costituite  in  base  a  trattati   o

convenzioni internazionali, in  materia  di  sviluppo  sostenibile  e

tutela dei diritti umani. In ogni caso non sono conformi  a  standard

di rating etico internazionalmente  riconosciuti  i  finanziamenti  a

favore di persone giuridiche:

1)  che  operano,  anche  indirettamente,  nella  produzione  o

scambio di beni o servizi il cui normale  utilizzo  viola  i  diritti

umani;

2) che, nell'ambito della propria attivita', consumano  energia

esclusivamente da fonti non rinnovabili;

3)  di  cui  e'  stata   accertata   in   via   definitiva   la

responsabilita' per gravi e sistematiche violazioni di diritti umani,

per gravi violazioni dei diritti individuali in situazioni di  guerra

o di conflitto, o per gravi danni ambientali;

4) i cui amministratori, o i sindaci o i legali  rappresentanti

sono  stati  riconosciuti  responsabili  in  via  definitiva  per  le

violazioni o i danni di cui al punto 3;

b) rendono pubblici i finanziamenti alle persone giuridiche  e  i

criteri  utilizzati  per  la  loro  erogazione,   mediante   apposita

relazione annuale consultabile anche sul proprio sito  internet,  nel

rispetto delle norme in materia di tutela della riservatezza dei dati

personali;

c) erogano  almeno  il  20  per  cento  dei  finanziamenti,  come

risultanti dall'ultimo bilancio  approvato,  a  favore  dei  soggetti

iscritti nel Registro unico  nazionale  del  terzo  settore,  di  cui

all'articolo 45 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n.  117,  e  a

favore delle imprese sociali di cui al decreto legislativo  3  luglio

2017, n. 112. Fino al termine di cui all'articolo 104, comma  2,  del

decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, sono soggetti  beneficiari

del finanziamento anche le organizzazioni non lucrative  di  utilita'

sociale di cui all'articolo 10 del  decreto  legislativo  4  dicembre

1997, n. 460, iscritte negli appositi registri;

d) non distribuiscono, neanche indirettamente, utili e avanzi  di

gestione,  nonche'  riserve   di   utili   comunque   denominate   ai

partecipanti  al  capitale,  ai  titolari  di  strumenti   finanziari

partecipativi di cui  all'articolo  2346,  sesto  comma,  del  codice

civile e al personale; il divieto di distribuzione di utili e riserve

di utili opera anche nei casi di recesso stabiliti dalla  legge;  gli

utili sono reinvestiti nell'attivita' propria della banca;

e) adottano  un  sistema  di  governo  societario  e  un  modello

organizzativo nel rispetto delle prescrizioni seguenti:

1) numero di soci non inferiore a duecento;

2) divieto di esercitare il diritto al voto, ad  alcun  titolo,

per un quantitativo di azioni superiore al 10 per cento del  capitale

sociale avente diritto al voto. A tal fine, rilevano i voti collegati

alle azioni possedute direttamente e indirettamente, tramite societa'

controllate, societa' fiduciarie o per interposta persona  e  i  voti

attribuibili, a qualsiasi titolo, a  soggetto  diverso  dal  titolare

delle azioni;

3) meccanismi idonei a favorire la partecipazione dei  soci  in

assemblea,  inclusa  la  possibilita'  di  esprimere  il   voto   per

corrispondenza o mediante altri mezzi di voto a distanza;

4) forme consultive di coinvolgimento dei soggetti interessati,

quali soci o altri finanziatori, circa le linee  di  indirizzo  della

banca in materia di politiche di finanza etica e sostenibile;

f)  ferme  le  disposizioni  sulle   «Politiche   e   prassi   di

remunerazione e incentivazione» delle banche  stabilite  dalla  Banca

d'Italia, adottano politiche retributive idonee ad assicurare che  il

rapporto tra la remunerazione maggiore e quella media della banca non

supera il valore di 5. A tal fine:

1) il numeratore  e'  costituito  dalla  remunerazione  totale,

fissa e variabile, corrisposta al soggetto con la remunerazione  piu'

alta;

2)  il   denominatore   e'   costituito   dalla   media   della

remunerazione di tutto il personale della banca, esclusa  quella  del

soggetto con la remunerazione piu' alta.

2.  Gli  operatori  bancari  di   finanza   etica   e   sostenibile

acquisiscono da un  soggetto  terzo  e  indipendente  abilitato  allo

svolgimento  della  revisione   legale   o   da   un   organismo   di

certificazione, come individuato dall'articolo  5,  una  attestazione

circa la sussistenza dei requisiti di cui al comma 1;  l'attestazione

deve essere valida con riguardo all'esercizio a cui si  riferisce  la

richiesta di agevolazione di cui all'articolo 4.

3. La sussistenza dei requisiti di cui al comma  1  e'  dichiarata,

altresi', dall'organo di amministrazione dell'operatore  bancario  di

finanza etica e sostenibile.

4. Gli operatori bancari  di  finanza  etica  e  sostenibile  danno

comunicazione  alla   Banca   d'Italia   dell'avvenuta   attestazione

rilasciata ai sensi del comma 2; la comunicazione  ha  esclusivamente

finalita'  informative,  non  e'  condizione   per   la   concessione

dell'agevolazione fiscale e da  essa  non  discendono  adempimenti  a

carico della Banca d'Italia.

 

                               Art. 4 

                        Agevolazione fiscale

1. Una quota pari al 75 per cento dell'utile  dell'esercizio  degli

operatori bancari di finanza  etica  e  sostenibile  non  concorre  a

formare il reddito imponibile ai fini delle imposte  sul  reddito  se

destinato a riserva legale o ad apposita riserva non distribuibile in

sede di approvazione del bilancio dell'esercizio in cui  detti  utili

sono stati conseguiti, nel  rispetto  del  limite  massimo  di  spesa

annuale stabilito dall'articolo 111-bis, comma 3, del TUB.

2. La destinazione degli utili e' attestata dal collegio  sindacale

oppure da un revisore  legale  iscritto  nel  registro  dei  revisori

legali  o  da  un  professionista  iscritto  nell'albo  dei   dottori

commercialisti e degli esperti contabili.

3. Gli operatori bancari che intendono avvalersi  dell'agevolazione

presentano,  a  pena  di  decadenza,  dal  2  maggio  al  23   maggio

dell'esercizio successivo a quello di realizzazione  degli  utili  di

cui  al  comma  1,  apposita  richiesta  da  inviare,  tramite  posta

elettronica certificata,  all'Agenzia  delle  entrate,  all'indirizzo

pubblicato sul sito istituzionale.

4. Nella richiesta di cui al comma 3 sono indicati:

a) il codice fiscale e gli altri dati identificativi del soggetto

richiedente e del rappresentante legale;

b) il  risparmio  d'imposta  corrispondente  all'ammontare  della

quota degli utili dell'esercizio destinati  a  riserva  legale  o  ad

apposita riserva non distribuibile nella  misura  non  eccendente  il

limite di euro 200.000 di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013  della

Commissione, del 18 dicembre 2013,  relativo  all'applicazione  degli

articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea

agli aiuti «de minimis».

5. Entro i successivi sessanta giorni dal termine  ultimo  previsto

per l'invio delle richieste  di  cui  al  comma  3,  l'Agenzia  delle

entrate, sulla  base  del  rapporto  tra  l'ammontare  delle  risorse

stanziate annualmente ai sensi dell'articolo 111-bis,  comma  3,  del

TUB e l'ammontare del risparmio d'imposta complessivamente richiesto,

comunque ricondotto per  ciascun  beneficiario  nel  limite  di  euro

200.000,  riconosce  la  quota  pari  al  75  per  cento  a  tutti  i

richiedenti solo se la spesa complessiva rientra nel  limite  massimo

annuale suddetto. In ogni altro caso, per assicurare il rispetto  del

limite massimo annuale di spesa, determina la percentuale massima del

risparmio d'imposta attribuibile, sempre sulla base del rapporto  tra

l'ammontare delle risorse annualmente stanziate e  l'ammontare  delle

richieste individuali ricondotte al limite suddetto,  e  la  comunica

agli operatori  bancari  di  finanza  etica  e  sostenibile,  tramite

pubblicazione  sul  proprio  sito  internet  istituzionale.   Ciascun

beneficiario applica  la  suddetta  percentuale  per  determinare  il

risparmio d'imposta effettivamente fruibile.

6. L'attestazione della destinazione degli utili prevista al  comma

2 e l'attestazione dei requisiti di cui all'articolo 3, comma 2, sono

acquisite   dall'operatore   bancario,   a    pena    di    decadenza

dall'agevolazione, prima della presentazione della richiesta  di  cui

al comma 3 e sono conservate a cura del beneficiario  fino  a  quando

non  siano  definiti  gli  accertamenti  relativi  al  corrispondente

periodo di imposta, per essere esibite a richiesta alle autorita' che

effettuano le attivita' di controllo.

7. Per quanto non espressamente disciplinato dal presente  decreto,

si  applicano   le   disposizioni   in   materia   di   liquidazione,

accertamento, riscossione e contenzioso previste per le  imposte  sui

redditi.

 

                               Art. 5 

                     Organismo di certificazione

1.  L'organismo  di  certificazione  possiede  un  certificato   di

accreditamento emesso a fronte  della  ISO/IEC  17065  in  merito  al

rilascio dell'attestazione di cui all'articolo 3, comma 2.

2. Il certificato di accreditamento di cui al comma 1 e' rilasciato

ai  sensi  e  in  conformita'  del  regolamento  (CE)   n.   765/2008

dall'Organismo unico  nazionale  di  accreditamento,  individuato  ai

sensi dell'articolo 4 della legge 23 luglio 2009, n. 99.

3. L'organismo di certificazione si serve di personale competente a

svolgere il processo di valutazione della conformita'. Nel gruppo  di

verifica deve essere presente almeno un revisore legale.

4. L'organismo di certificazione  rilascia  l'attestazione  di  cui

all'articolo  3,  comma  2,  seguendo,   per   quanto   riguarda   la

periodicita' e la  durata  delle  verifiche,  quanto  previsto  dalla

ISO/IEC 17021-1.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito

nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica

italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

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