I ponteggi, di legno o metallo, costituiscono, da sempre nelle costruzioni, difese contro la caduta nel vuoto e piani di lavoro protetti. Da oltre mezzo secolo hanno raggiunto alta tecnologia e ampia possibilità di flessibilità e protezione. Durante le opere di cemento armato costituiscono essenzialmente una difesa verso il vuoto. Successivamente, nell’esecuzione di opere murarie, intonaci, pittura esterna, montaggio degli infissi di facciata, parapetti dei balconi, costituiscono anche un piano di lavoro. Poiché, tuttavia, queste ultime lavorazioni e altre, necessarie alla finitura dell’edificio, avvengono sulla superficie esterna della costruzione (ovvero in una sorta di intercapedine costituita dallo spazio esistente fra la facciata dell’opera e il ponteggio) strumenti di lavoro e materiali da installare (blocchi di laterizio termici, pannelli isolanti, rivestimenti, parapetti, cazzuole, stagge, arnesi da pittura, levigatrici) interferiscono con gli elementi di protezione dell’opera provvisionale (correnti, montanti, impalcati) ostacolano la libertà di movimento e quindi la rapidità delle lavorazioni.
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