Tenere “al minimo ragionevolmente praticabile” la produzione; gestione in totale sicurezza dalla produzione fino allo smaltimento, tenendo strettamente conto della tipologia di appartenenza; proteggere lavoratori, popolazione e ambiente, «tenendo conto dell’impatto sulle generazioni future». Questi gli obiettivi del D.M. 7 agosto 2015, che recependo le indicazioni dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), detta nuovi criteri per la classificazione dei rifiuti radioattivi. Introdotte cinque nuove definizioni: «a vita media molto breve», «di attività molto bassa», «di bassa attività», «di media attività» e «di alta attività».
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