In ambito agro-alimentare, la riduzione dei rifiuti non è sempre praticabile, specialmente nel caso di scarti non edibili come bucce e gusci. Tuttavia, i sottoprodotti di origine agricola o agro-industriale possono diventare materia prima per la produzione di materiali compostabili o biodegradabili, di biopolimeri o biocompositi nel caso in cui additivi naturali siano addizionati come rinforzo o riempitivo a una matrice polimerica. In particolare, le bioplastiche si prestano a impieghi con la filiera agricolo-alimentare, attraverso la valorizzazione di biomasse, scarti agricoli e scarti agro-industriali disponibili nei contesti territoriali, riducendone gli elevati costi di smaltimento. In linea generale, queste categorie di scarti rappresentano un problema locale che richiede soluzioni globali. La valorizzazione di questi scarti concretizza un modello di economia circolare a sostegno dell’autonomia strategica del territorio
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