Il tema presenta profili di interesse sia dal punto di vista ambientale che economico. E il quadro legislativo fa registrare un notevole fermento: a livello nazionale, il recente regolamento sulla preparazione al riutilizzo in forma semplificata – il D.M. n. 119/2023 – appare voler contrastare, in maniera piuttosto categorica, il commercio di beni (o presunti tali) nella formula “visto e piaciuto”, senza garanzie. Non da meno, a livello comunitario c'è da registrare: da un lato, la sentenza della la Corte di giustizia dell'Unione europea 25 gennaio 2022, relativa alla causa C-181/205; dall'altro, la proposta di direttiva della Commissione europea «recante norme comuni che promuovono la riparazione dei beni e che modifica il regolamento (UE) 2017/2394 e le direttive (UE) 2019/771 e (UE) 2020/1828» (22.3.2023 COM(2023)). Un quadro, quindi, da analizzare con estrema attenzione
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