Processi di produzione della formazione e Pdca

Nel corso dell’ultimo quinquennio, la catena degli infortuni sul lavoro che, purtroppo, prosegue ininterrottamente, ha posto al centro del dibattito istituzionale non solo il delicato tema del rafforzamento dei controlli nei luoghi di lavoro, ma anche quello delle politiche prevenzionali: esempio emblematico è il recente il D.L. 31 otto 2025, n. 159, che spinge verso nuove frontiere come, ad esempio, l’accesso gratuito alle norme tecniche Iso-Uni, la regolamentazione dei cosiddetti near miss, il potenziamento degli incentivi finanziari delle azioni di miglioramento e l’introduzione sul fronte della formazione di nuovi strumenti - fascicolo del lavoratore, potenziamento del Siisl, definizione di criteri di accreditamento dei soggetti formatori - per garantirne la qualità, l’efficacia e la tracciabilità (al momento di andare in stampa, il decreto non è ancora stato convertito in legge). Sotto questo profilo, da un lato un segnale forte è arrivato dal legislatore già con alcuni precedenti provvedimenti – D.L. n. 146/2021, D.L. n. 48/2023 – tendenti a rafforzare gli obblighi di formazione mentre, dall’altro, appaiono anche molto emblematiche le campagne di vigilanza straordinaria avviate dall’Ispettorato nazionale del lavoro, mirate anche ad accertare la «(…) veridicità, effettività e adeguatezza dei percorsi formativi e della relativa attestazione...» (Inl, nota 27 agosto 2021, prot. n. 6023).

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