Quando gli addetti alle indagini archeologiche si confrontano con le norme di prevenzione infortuni e igiene del lavoro possono diventare passibili di numerose contestazioni. Alcuni sostengono che svolgono opere d’ingegno non sottoposte alla prevenzione infortuni dei cantieri. Altri si meravigliano perché personale di cantiere, operante nei pressi di un escavatore o sul ciglio di uno scavo profondo, non abbia obblighi di formazione, né di visita medica. Taluni, infine, si chiedono come sia possibile che l’archeologo debba posizionarsi nella vicinanza della benna dell’escavatore in movimento, perché la soprintendenza prescrive in taluni casi, pena la sospensione dei lavori, di vigilare non da remoto bensì da distanza ravvicinata. Vediamo quali possono essere le corrette procedure in armonia con le esigenze delle istituzioni culturali e soprattutto con la tutela dell’incolumità dei lavoratori.
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