Il testo del decreto, firmato digitalmente il 15 luglio 2022 dal ministro per la Transizione ecologica, recante i criteri specifici per il recupero dei rifiuti inerti da attività di costruzione e demolizione (C&D waste), nonché per altri rifiuti di origine minerale, non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Al di là delle motivazioni che ne stanno alla base, il ritardo non sembra essere, tuttavia, il "male peggiore". Questo perché, a seguito di attenta lettura e commenti da parte di diversi operatori, stanno emergendo perplessità su alcuni contenuti del provvedimento nel testo reperibile sul web. Sarebbe probabilmente preferibile risolvere queste perplessità - e dunque modificare il testo e/o predisporre una circolare di chiarimenti da emanare contestualmente alla sua pubblicazione - prima di renderlo operativo in Gazzetta Ufficiale. Opportuno, quindi, passare in rassegna i punti più controversi del provvedimento: i rifiuti della tabella 1 dell’Allegato 1 sono “inerti per decreto” o la natura inerte del rifiuto va comunque verificata? Quali incertezze permangono sulla demolizione selettiva? Per i rifiuti da costruzione e demolizione non tabellati le operazioni di recupero potranno continuare a essere autorizzate anche in via semplificata? Rifiuti abbandonati o sotterrati: la questione dei codici Eer. Le verifiche sui rifiuti in ingresso: sono realmente necessari la formazione e l’aggiornamento almeno biennali? Processo di lavorazione minimo dei rifiuti e deposito dell’aggregato recuperato, prima e dopo la verifica di conformità: quali perplessità?

(End of waste per inerti: così non va)