Le linee strategiche dell’accordo Stato-Regioni 2025

L’imponente riforma operata dal testo unico della salute e sicurezza sul lavoro n. 81/2008, com’è noto, ha inciso profondamente anche sul versante dell’obbligazione formativa del datore di lavoro esaltandone la sua valenza prevenzionale. Tuttavia, malgrado questo notevole sforzo profuso dal legislatore emerge, in modo nitido, che l’attuale quadro normativo in materia e molteplici fattori di natura applicativa - unitamente e vari deficit culturali - non consentono ancora di conferire a questo obbligo quella necessaria effettività, in quanto ancora oggi, in non pochi casi, la formazione è vista (purtroppo) essenzialmente come un mero adempimento gestionale da osservare per evitare possibili sanzioni e non, invece, come un dovere che deve essere assolto in modo sostanziale e secondo i canoni che, ormai da tempo, si sono consolidati tanto in ambito normativo quanto scientifico-didattico. Sotto questo profilo, giova sottolineare che, specie negli ultimi anni, il tema della formazione e, soprattutto, della sua efficacia è ormai sempre più al centro dell’acceso dibattito sulle azioni che occorre ancora introdurre per favorire con maggior vigore un contrasto più forte al pur sempre preoccupante trend degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, che da tempo si trova in una fase che rappresenta un vero zoccolo duro da scardinare.

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