Gestione dei rifiuti raccolti, regolamentazione degli impianti di desalinizzazione, utilizzo delle biomasse vegetali spiaggiate e organizzazione di campagne di pulizia. Questi i quattro punti fondamentali della legge 60/2022 la cui applicazione coinvolgerà uno spettro di soggetti (pubblici e privati) sempre più ampio.

Legge Salvamare, rifiuti e biomasse: quali prospettive? A partire dal 25 giugno 2022 è entrata in vigore la legge 17 maggio 2022, n. 60, pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 10 giugno 2022, n. 134.

Il tema

L’Agenda 2030 delle Nazioni unite per lo sviluppo sostenibile sottoscritta il 25 settembre del 2015 prevede, al suo quattordicesimo obiettivo, la conservazione e l’utilizzo in modo sostenibile degli oceani, dei mari e delle risorse marine che rappresentano più del 70% del Pianeta. Dello stesso anno è la prima risoluzione con la quale la Commissione europea ha identificato la plastica come una delle aree prioritarie d’intervento nell’ambito del piano d’azione sull’economia circolare. Sulla base di questi due principi ispiratori si è mosso il legislatore della legge n. 60/2021, il cui scopo principale è quello di contribuire al risanamento dell’ecosistema marino, lacustre e fluviale.

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I punti focali della legge

I temi della legge salvamare sono:

  • la gestione dei rifiuti raccolti durante le operazioni di pesca o galleggianti nei fiumi o nell'ambito di apposite campagne, con interessanti prospettive di applicazione della disciplina "end of waste";
  • la regolamentazione degli impianti di desalinizzazione, elementi sempre più strategici per combattere l'attuale crisi idrica;
  • la gestione delle biomasse vegetali spiaggiate, nell'ottica dell'utilizzo anche come sottoprodotto;
  • l'organizzazione di campagne di pulizia.

 

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Quali figure sono coinvolte?

Sicuramente la nuova legge andrà a interessare una platea eterogenea di soggetti coinvolti, a vario titolo, nel processo di tutela di mare, laghi e fiumi.

In primis, le società di gestione dei rifiuti e i consulenti ambientali sia di aziende private sia di amministrazioni comunali che, insieme alle autorità portuali, saranno i protagonisti delle misure da mettere in atto.

A essi si affiancheranno operatori del settore della pesca e del settore delle biomasse, come anche il personale Snpa o soggetti terzi abilitati su base di apposita convenzione o di finanziamenti ministeriali per la fase di ispezione.

Nell'approfondimento di Sabrina Suardi sono passate in rassegna le principali novità introdotte dalla legge salvamare con un occhio ai prossimi sviluppi attesi.

 

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