ll decreto del ministero della Transizione ecologica 27 settembre 2022, n. 152, accanto a importanti novità per il settore, fa registrare anche zone d'ombra che potrebbero renderne incerta l'applicazione. Utile quindi un'analisi a tutto tondo del provvedimento, peraltro già in vigore dal 4 novembre

End of waste e inerti: sulla Gazzetta Ufficiale del 20 ottobre 2022, n. 246 è stato pubblicato il decreto ministeriale 27 settembre 2022, n. 152 recante i criteri specifici per il recupero dei rifiuti inerti da attività di costruzione e demolizione (C&D Waste), nonché per altri rifiuti di origine minerale. Il provvedimento è in vigore dal 4 novembre.

Per effetto delle nuove disposizioni, al termine delle operazioni di recupero di tipo meccanico previste dal regolamento, non si avranno più rifiuti da costruzione e demolizione – pari a circa 70 milioni di tonnellate l’anno – bensì aggregati recuperati da utilizzare per gli scopi specifici previsti dal decreto. Questo anche nell'ottica di implementare un quadro regolamentare più vasto e complesso proteso alla massima attuazione dei principi dell’economia circolare e della società del recupero e del riciclaggio.

Se sei abbonato ad Ambiente&Sicurezza leggi il dettagliato commento di B&P Avvocati. Se non sei abbonato, scarica l'articolo cliccando sui pulsanti qui sotto.

 

Scarica gratis l'Approfondimento del mese

I contenuti

Le novità del provvedimento riguardano:

  • l'ambito di applicazione e le definizioni;
  • i criteri specifici che permettono ai rifiuti inerti da C&D e di origine minerale di perdere la qualifica di rifiuto e diventare «aggregato recuperato;
  • le verifiche sui rifiuti in ingresso;
  • il processo di lavorazione minimo dei rifiuti e il successivo deposito dell’aggregato recuperato, prima e dopo la verifica di conformità;
  • i requisiti di qualità dell’aggregato recuperato con due sezioni dedicate rispettivamente ai controlli analitici (d.1) e test di cessione (d.2);
  • gli utilizzi ammissibili;
  • la dichiarazione di conformità e la modalità di detenzione dei campioni;
  • l'obbligo, per l’impianto di produzione dell’aggregato recuperato,  di  dotarsi di un «sistema di gestione della qualità secondo la norma Uni En Iso 9001 certificato da un’organizzazione accreditata».

Scarica gratis l'Approfondimento del mese

I nodi da sciogliere

Nell'approfondimento a firma di Luciano Butti, Federico Peres, Alessandro Kiniger, Attilio Balestreri di B&P Avvocati, oltre all'analisi del nuovo decreto, vengono messe in luce i passaggi di incerta interpretazione:

  • la definizione di "demolizione selettiva";
  • la richiesta formazione e aggiornamento “almeno biennale”;
  • la disciplina per la gestione dell’aggregato recuperato durante la fase di verifica di conformità;
  • le conseguenze operative e in termini di responsabilità in caso di accertato superamento dei limiti a valle del test di cessione.

Scarica gratis l'Approfondimento del mese

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome