Il settore è contraddistinto da logiche complesse a partire dalla scarsa linearità del “tragitto” al quale il rottame è sottoposto e che coinvolge diversi soggetti, intermediari, che spesso ne rendono difficile la tracciabilità sia ambientale sia fiscale. Non sempre, però, questa difficoltà è sinonimo di illegalità. Indispensabile, quindi, dotarsi degli strumenti per individuare e isolare le condotte illecite

Il tema della gestione dei rottami ferrosi è perennemente sospeso tra lotta all’illegalità ed esigenza di certezza per le imprese che operano nel settore. Da un lato, infatti, c’è un’attività gravata da oneri burocratici che spesso rendono difficoltoso, anche per i soggetti della filiera, orientarsi; dall’altro, però, l’atteggiamento inquisitorio con il quale l’autorità si approccia alle indagini è giustificato dalla consistente presenza di entità illecite in questo comparto.

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Una disciplina complessa

Il commercio di rottami ferrosi opera, peraltro, con logiche difficili da comprendere a chi del settore non è. Infatti, il “tragitto” del rottame, non è lineare e coinvolge diversi soggetti, intermediari, che spesso ne rendono difficile la tracciabilità sia dal punto di vista ambientale che fiscale. Non sempre, però, questa difficoltà, intrinseca nella natura stessa dell’attività del commercio di rottami, è sinonimo di illegalità. Necessario, quindi, porsi alcuni quesiti quali: come possono gli acquirenti essere a conoscenza del fatto che non stiano acquistando da una società cartiera? Quali sono gli oneri di controllo previsti dalla legge? E, ancora, come viene costruito l’impianto accusatorio?

L'approfondimento, a firma di Cesare Parodi, procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Torino, e Mario Gebbia dello studio Gebbia Bortolotto Penalisti associati, analizza:

  • i reati fiscali più frequentemente riscontrati in questo ambito;
  • le "dinamiche" che si innescano tra cedenti e acquirenti (ed eventuali intermediari) e gli obblighi di controllo da parte di questi ultimi;
  • il processo di sviluppo dell'impianto accusatorio.

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